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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Mario Borghese (Maie): “Continueremo al Senato la nostra battaglia per la cittadinanza”

MOVIMENTI POLITICI

 

 

ROMA –  Intervenendo nella discussione sulla proposta di legge di cittadinanza italiana, il deputato Mario Borghese (Maie), eletto nella ripartizione America Meridionale, ha voluto ribadire l’impegno del Movimento Associativo Italiani all’Estero nella battaglia per far inserire nel testo, attualmente al vaglio del Senato, gli emendamenti che rappresentano il programma del Maie: quello che consente alle donne emigrate di trasmettere la cittadinanza ai figli, anche se nati prima del 1948, quello che consente il riacquisto per coloro che l’hanno persa per motivi di lavoro e quello che riconosce la cittadinanza ai residenti nei territori dell’ex Impero austroungarico e ai loro discendenti.

“Non ci sorprende che questo Governo – ha spiegato il giovane deputato italosudamericano-   il peggiore di tutti nei confronti degli italiani nel mondo, ancora una volta, abbia penalizzato e posto in secondo piano gli italiani residenti all’estero. Borghese si dice inoltre sorpreso dalla presa di posizione favorevole al provvedimento di alcuni eletti all’estero.

“Se la legge fosse approvata col testo attuale – ha spiegato Borghese – avremmo una semplificazione  burocratica e un’accelerazione delle pratiche di cittadinanza solo per gli extracomunitari che, addirittura  pagherebbero meno tasse dei nostri connazionali residenti all’estero per la cittadinanza. Un vero tradimento del principio di eguaglianza dei cittadini sancito dalla Costituzione”.

“Attenzione, però. – ci ha tenuto a precisare il presidente del Maie Ricardo Merlo – Il Maie non è contro gli immigrati extracomunitari,  come qualcuno sostiene: ci dispiace molto per questa situazione, che ci addolora e vorremmo risolvere. Ma siamo critici sull’opportunità di un provvedimento, mal fatto,  nel bel mezzo di questa congiuntura internazionale dove coesistono diverse problematiche: immigrati illegali, rifugiati e terrorismo”.

Per Borghese appare inoltre incredibile che non si sfrutti questo momento per mettere la parola fine alle ingiustizie e alle discriminazioni legislative operate dalle legge 91/ 1992,  che penalizzano chi è italiano per discendenza diretta

 “Noi porteremo avanti la nostra battaglia in Senato – ha concluso Borghese – perché noi del  Maie siamo stati eletti al Parlamento per difendere i diritti degli italiani emigrati e dei loro discendenti ed è quello che continueremo a fare.” (Inform)

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