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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Mariano Gazzola (Maie – Cgie) sui servizi della rete consolare in Argentina

ITALIANI ALL’ESTERO

Solo la professionalità e l’impegno del personale, sempre più ridotto in numero, riesce a mantenere in piedi un sistema sovraccarico di lavoro, il Governo e la maggioranza affrontino finalmente questa situazione

 

BUENOS AIRES – “La situazione della Rete Consolare, e dei servizi che essa dovrebbe garantire, è ormai giunta a un passo dal collasso. Solo la professionalità e l’impegno del personale, sempre più ridotto in numero, riesce a mantenere in piedi un sistema sovraccarico di lavoro. Lo afferma Mariano Gazzola, coordina torte del Maie per l’Argentina e vice segretario generale del Cgie per l’America Latina. “A Rosario, – prosegue Gazzola – il cittadino italiano che oggi chieda un appuntamento per il rilascio del passaporto, trova solo turno  per l’11 settembre. Sì,  quasi 7 mesi d’attesa! Se invece si tratta di un riconoscimento della cittadinanza, da quando richiede turno fino al completo espletamento della pratica dovrà attendere 72 mesi. Ma è ancora fortunato, perché il Consolato di Rosario è uno di quelli che non ha introdotto il sistema del prenota on line per i turni della cittadinanza: per questo alla fine riesce ad ottenere un turno.  Al Consolato di Buenos Aires, invece, dove per l’istanza del riconoscimento della cittadinanza si deve chiedere un appuntamento on line, il sistema di prenotazione viene aperto automaticamente quattro giorni alla settimana (domenica, lunedì, mercoledì e giovedì) ma è così poca la disponibilità dei turni che si esauriscono in pochi minuti, e la probabilità di ottenerne è inferiore a quella di vincere al gioco d’azzardo. I residenti nella Circoscrizione di Cordoba sono ancor meno fortunati: là, il sistema si apre solo una volta al mese: il primo giorno lavorativo possibile. E si parla del riconoscimento di un diritto fondamentale: la propria cittadinanza”. Una situazione difficile a cui, secondo Gazzola, va ad aggiungersi anche la tassa dei 300 euro per il riconoscimento della cittadinanza. Una tassa onerosa che solo in parte, dopo l’emanazione del decreto attuativo, potrà essere destinata per un terzo al funzionamento dei consolati. Una rete consolare che, secondo Gazzola, prima di poter acquisire nuovo personale dovrà però fare i conti con il blocco dell’assunzione di impiegati di ruolo e il limite alle assunzioni del contingente di personale locale. “Occorre che il Governo, che il Partito Democratico con i suoi alleati che oggi sono maggioranza nel Parlamento, –  scrive poi Gazzola dopo aver segnalato la necessità di avere nei consolati un adeguato numero di personale di ruolo che possa espletare specifiche mansioni – decidano finalmente di affrontare questa situazione. Che si operi un vero e proprio cambio di politica, non solo fermando la chiusura dei Consolati, ma riaprendo quelli cancellati come Montevideo, e soprattutto riaprendo l’assunzione di personale di ruolo da destinare all’estero (con l’adeguamento dell’ISE) e del personale in loco, in modo da dare alla nostra Rete Consolare la consistenza che l’Italia si merita, se vuole essere un paese che abbia un peso nel mondo. Noi del Maie – conclude Gazzola-  non smetteremo mai di batterci e chiedere una rete consolare più efficiente e all’altezza del ruolo dll’Italia nel mondo”. (Inform)

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