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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Maeci: riunione straordinaria in modalità online del Tavolo tecnico sul Turismo delle Radici

FARNESINA

 

ROMA – Si è svolta in versione online la riunione straordinaria del Tavolo tecnico sul Turismo delle Radici, promosso già da quattro anni dalla Direzione generale per gli italiani all’estero del Maeci e che ha come tappa fondamentale l’Anno delle radici che si terrà nel 2024. Giovanni De Vita (Coordinatore per il Turismo delle Radici, le iniziative culturali pluriennali e la comunicazione; DGIT) ha spiegato il progetto che consiste nell’attrarre dal punto di vista turistico i connazionali all’estero e i discendenti italiani verso le mete d’origine e nel favorire l’occupazione dei giovani e la ricollocazione sul mercato del lavoro per chi lo ha perso a causa del Covid ed attività di sostegno al reddito: “questo è il senso dell’impegno preso con l’UE per delle attività che vanno viste come investimento, e dove un’importanza fondamentale avrà la formazione”, ha spiegato De Vita. “Una volta che ci saranno, dopo i rispettivi bandi, i 16 coordinatori regionali  e i raggruppamenti informali sul territorio si valuteranno sia l’offerta turistica che i servizi al cliente. A settembre saranno avviati i contatti con l’ANCI e con le singole Regioni per valutare ulteriori sinergie”, ha aggiunto De Vita sottolineando l’importanza di rinnovare il legame con gli italo-discendenti e con gli oriundi sparsi nel mondo. “I principali obiettivi saranno l’offerta capillare sul territorio, i working holidays per attività artigianale ed enogastronomia, poi il passaporto delle radici per incentivare i viaggi in Italia prevedendo agevolazioni particolari. Sarà previsto un sito (italia.it) dove ci saranno tutte le informazioni utili ai turisti”, ha spiegato De Vita evidenziando che, a livello accademico, le università saranno incentivate a lavorare sull’approfondimento di questo tema. Il 2024 sarà infine l’anno delle radici e ci sarà una mappatura delle attività aperte alle comunità italiane all’estero. Per quanto riguarda il bando per i raggruppamenti informali, “vorremmo che ciascun raggruppamento sia radicato sul territorio e che ci sia la capacità di interagire con enti locali e territorio: non ci saranno finanziamenti a pioggia ma questi dipenderanno dai progetti realizzati, coerenti con il turismo delle radici”, ha sottolineato De Vita che nel corso del dibattito ha rilevato come l’attenzione alla lingua nazionale e locale sarà uno dei punti fondamentali in quanto una chiave di accesso per il turista alle proprie radici.  Marina Garbieli (coordinatrice nazionale del progetto sul turismo delle radici) ha spiegato il ruolo dei raggruppamenti informali: essi si occuperanno di collaborare con Regioni e Comuni con l’obiettivo di creare l’offerta turistica sui territori. I raggruppamenti informali saranno costituiti da almeno quattro figure imprescindibili: un responsabile del gruppo, un responsabile per la parte amministrativa, un addetto alla segreteria, un addetto alla comunicazione e ai social. “Ci saranno poi i genealogisti e gli accompagnatori turistici”, ha sottolineato Garbieli mettendo sotto la lente di ingrandimento il ruolo della ricerca delle radici familiari, quindi lo studio dell’albero genealogico. Ci saranno aziende che prenderanno parte agli working holidays e quindi questi viaggiatori delle radici potranno conoscere la cultura d’origine sfruttando un’esperienza lavorativa per uno scambio di competenze. “E’ importante anche la fase preliminare della scoperta della storia familiare ed è altrettanto importante il mantenimento del legame con il territorio visitato”, ha spiegato Gabrieli evidenziando che, per chi lo vorrà, ci saranno dei pacchetti previsti da tour operator specializzati. Saranno previsti poi festival, presentazioni di libri e laboratori delle radici italiane. Ci sarà una rete dei musei dell’emigrazione e quindi i gruppi informali dovranno collaborare con questa rete. I laboratori delle radici saranno spazi in cui svolgere incontri e seminari finalizzati alle sensibilità del turista delle radici. Per queste iniziative saranno individuati spazi specifici già attrezzati come ad esempio biblioteche. Salvo Iavarone (Presidente ASMEF) ha ricordato che il Tavolo nasce nel 2018 mentre il primo incontro alla Camera promosso dalla sua associazione risale al 2017. “Tutto questo può essere molto utile, aggiungendosi al classico turismo culturale e aggregando tante realtà locali”, ha commentato Iavarone. Pina Foti (Italian in Italy) ha ricordato l’importanza dello studio della lingua italiana che dovrebbe essere uno strumento trasversale ai progetti sulle radici. “Cosa c’è di meglio, per conoscere le proprie radici, dell’apprendimento della lingua?”, ha rilanciato Foti. Sul discorso linguistico si è inserita anche Eduitalia il cui rappresentante ha ribadito la centralità dell’idioma in questo tipo di promozione turistica. Anna Maria De Lucia (imprenditrice nella filiera turistica) ha ricordato la importante presenza internazionale di Skal International Napoli che raccoglie 16mila professionisti e che potrà essere di supporto alla promozione turistica. Tullio Romita (Università della Calabria) ha chiesto se le attività già avviate dalle associazioni territoriali di scopo saranno recuperate nel progetto, essendo queste adesso sostituite dai raggruppamenti informali. Romita ha evidenziato la ripresa del master sul turismo delle radici giunto adesso alla seconda edizione. Il consigliere De Vita ha risposto spiegando che i raggruppamenti informali consentiranno il ricollocamento nel mercato del lavoro di determinate categorie di persone, ma questo non impedirà la relazione con altre realtà già esistenti. Sonia Cattazzo (architetto ed esperta di attività archivistica) ha parlato della presenza sul territorio nazionale di archivi storici che risalgono addirittura al 1500 e che consentono un’ampia ricostruzione genealogica a favore del turista delle radici . Alvise Del Prà (Centro Altreitalie) ha parlato del Call for Paper realizzato dal Centro sul tema “Il Viaggio in Italia delle migrazioni italiane. Il ‘turismo delle radici’ nel passato e nelle nuove mobilità”. Michelangelo Lurgi (Rete Destinazione Sud) ha parlato della creazione e della disponibilità di 35 piattaforme per il turismo di ritorno e delle radici in Irpinia. Letizia Sinisi (esperta di turismo delle radici) ha richiamato l’importanza di gestire il progetto con grandi capacità manageriali partendo da quello che già c’è e funziona. Manuele Bellonzi (genealogista in provincia di Lucca) ha a sua volta rimarcato l’importante ruolo della ricerca genealogica. Eduardo Dal Negro (esperto di sistemi digitali) ha invitato a sfruttare tutto il potenziale digitale delle piattaforme anche per le prenotazioni da parte del turista delle radici. Fiorello Primi (Presidente Borghi più belli d’Italia) ha ricordato che per far parte dei Borghi più belli d’Italia bisogna già essere dotati di strumenti e strutture idonee alla ricezione e che quindi si potrebbe ripartire proprio da questi borghi già adeguatamente attrezzati . Il consigliere De Vita ha rimarcato come il turista delle radici sia un turista particolare con delle esigenze specifiche che devono declinarsi anche in una comunicazione capillare. Pina Costa (Assocamerestero) ha parlato delle Camere di Commercio all’estero che sono parte integrante delle comunità italiane nel mondo. Costa ha chiesto se ad esempio una struttura come Assocamerestero non possa avere un desk specifico sul turismo delle radici al suo interno. De Vita ha ribadito che le varie entità estere in rappresentanza dei connazionali saranno integrate nel progetto una volta che si sarà definita la parte dell’iniziativa riguardante l’Italia. Francesco Pinagli (comuni della Garfagnana – Parco Appennino nel Mondo) ha parlato del progetto Parco nel mondo e ha sottolineato l’importanza di coinvolgere nell’iniziativa i giovani. Anche dal rappresentante dell’Associazione Bellunesi nel Mondo sono giunte parole di soddisfazione per il progetto sul turismo delle radici: è stata ricordata la creazione di un centro studi per la ricerca genealogica ma anche la web-radio dei Bellunesi nel Mondo che promuove il sistema Italia. Eleonora Principe (Comune di Sommacampagna) ha ricordato le attività svolte già negli anni passati per gettare le basi per il turismo delle radici. Sul fronte della digitalizzazione dei documenti d’archivio per le ricerche genealogiche, Principe ha chiesto se fosse possibile superare la norma sulla privacy che altrimenti andrebbe a porre dei limiti ai Comuni. De Vita si è detto disponibile a cercare, con il Ministero dell’Interno, una soluzione al problema della privacy per la digitalizzazione dei documenti. Marizia Bafile (Vicedirettrice La Voce d’Italia) ha confermato la disponibilità del giornale, da anni al fianco degli italiani in Venezuela, nella promozione di questo progetto. Diana Constantinescu (Consulta ER nel Mondo) ha sottolineato i diretti, e fattivi contatti della Consulta degli Emiliano Romagnoli con la comunità emiliano-romagnola sparsa nel mondo. Alberto Mattei (Presidente Nomadi Digitali) ha parlato dei nomadi digitali come target importante, ossia tutti quei lavoratori che ormai abitualmente operano da remoto: persone che potrebbero usufruire di un visto ad hoc e che non possono in realtà essere considerate come dei turisti perché di fatto soggiornano per lavoro. De Vita ha invitato, a tal proposito, ad approfondire le tematiche che riguardano il sistema infrastrutturale; la mancanza di una buona connessione internet potrebbe di fatto non favorire il turismo ed essere un inibitore del lavoro dei nomadi digitali. Fabiana Renzo (Turismo Verde) ha spiegato come alcuni luoghi , nel caso specifico la parte più a sud del Salento, abbiano lavorato negli anni per strutturare dei percorsi turistici alternativi, per esempio incentivando il mondo dell’agriturismo. Aniello Di Vuolo (Bac Servizi) ha proposto per il 2024 un festival del migrante e delle radici da svolgersi a Napoli che potrebbe avere ospiti internazionali di origini italiane e potrebbe essere trasmesso dalla Rai. Dalla dottoressa Baiocco del Museo Nazionale dell’Emigrazione di Genova è giunto l’invito a visitare un museo che vuole essere di tutti e che ha la grande possibilità di ingrandirsi con le storie e il materiale che volta per volta perverranno. Dal museo è stato proposto un festival per valorizzare tutti quei luoghi da dove sono pervenute le storie finora raccolte. Laura Di Russo (CRAM) si è detta favorevole alla centralità di un lavoro di rete per scambi di metodologie anche tra Regioni. Di Russo ha ricordato l’appuntamento del festival della transumanza che attraversa Abruzzo e Molise ma che coinvolgerà anche la Puglia che, a livello di musiche popolari, ha delle assonanze con la cultura abruzzese. (Inform)

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