CAMERA DEI DEPUTATI
(Fonte foto Camera dei Deputati)
ROMA – Si è tenuto alla Camera dei Deputati un incontro, promosso dal deputato della Lega eletto nella ripartizione Europa Simone Billi, sul tema “AI&Export: cervelli digitali per il business italiano nel mondo”. ficiale ed export, organizzata dal deputato eletto all’estero Simone Billi, presidente del Comitato sugli Italiani nel Mondo. L’evento, moderato da Leonardo Bozzi, esperto in digital export, ha esplorato il ruolo dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie nel promuovere l’internazionalizzazione del Made in Italy. Sono intervenuti, tra i diversi relatori, alcuni imprenditori tra cui: Michele Sangion, Fabrizio Nanni, Antonio Berti, Anna Bettiol, Paolo Monzani, Fabrizio Nardin, Domenico Saltarelli, Cristina Gastaldi. Nel suo intervento Leonardo Bozzi ha segnalato come l’intelligenza artificiale già oggi sia in grado di apprendere il lavoro in modo autonomo e prendere iniziative senza comandi diretti da parte dell’uomo. Anche la vecchia voce sintetizzata e robotica non esiste più, perché l’intelligenza artificiale è nelle condizioni di poter riprodurre il tono di voce umano. Michele Sangion ha sottolineato come l’intelligenza artificiale sia ormai uno strumento oggi più che mai fondamentale per il marketing, il customer service ma anche per una gestione dei magazzini. Sangion ha inoltre precisato che è possibile mettere in sicurezza l’IA e quindi ad esempio capire se una voce è realmente umana o riprodotta. Fabrizio Nanni, attivo nel settore agroalimentare, ha invitato a non sacrificare la qualità sull’altare della quantità. Il Made in Italy, che è un’idea collettiva, si difende con scelte quotidiane. Nanni ha quindi messo in guardia dal cosiddetto italian sounding. “Non omologazione ma identità: imperfezioni che diventano perfezioni”, ha così definito Nanni il vero Made in Italy. “Bisogna portare il borgo nel mondo senza perdere l’anima”, ha aggiunto Nanni sottolineando che l’IA può essere un ottimo aiuto nella logistica e può contribuire ad evitare sprechi. “Il nostro obiettivo non è produrre più di altri ma meglio di altri: innovare senza dimenticare”, ha aggiunto Nanni evidenziando l’importanza di esportare anche la storia e la cultura che sta dietro a un prodotto artigianale. Antonio Berti, ha sottolineato come zone quali il Monte Grappa siano ricche di materie prime per produrre gli amari in maniera naturale. Anna Bettiol ha precisato a sua volta che la qualità dei prodotti e il rispetto dei valori del territorio sono due elementi centrali così come è fondamentale non perdere di vista l’anima di prodotti, fatti con le mani, portando avanti l’eredità dei padri. Paolo Monzani ha sottolineato l’importanza dei detergenti naturale e l’esigenza di ridurre in questo ambito il contenuto chimico. Fabrizio Nardin, attivo nel settore dei vini di qualità, ha sottolineato il ruolo di convivialità che c’è dietro un prodotto come un vino o un prosecco. Domenico Santarelli si è soffermato sul contesto del Canada, un contesto dove i prodotti italiani sono molto apprezzati vi sono buone prospettive. Cristina Gastaldi, attiva nel settore della panificazione, ha auspicato l’internazionalizzazione dei propri prodotti artigianali all’estero, anche facendo rete con altri imprenditori. “Quando mi sono trasferito all’estero dall’Italia mi sono accorto che davo per scontato il mio tenore di vita italiano, una qualità della vita che non esiste in altre zone del mondo”, ha sottolineato nelle conclusioni il deputato Billi, ribadendo che il Made in Italy non è solo comprare un prodotto ma è anche la storia che c’è dietro. “Se i nostri prodotti sono copiati vuol dire che sono apprezzati”, ha aggiunto Billi riferendosi al tema dell’italian sounding. (Inform)