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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Luigi Billè (Cgie- Uk): Cronistoria della riapertura del Consolato di Manchester

ITALIANI ALL’ESTERO

 

LONDRA – “Finalmente,è stato riaperto il Consolato di Manchester. Una buona notizia per tutta la comunità italiani residente In Gran Bretagna e soprattutto un credito simbolico alle rappresentanze territoriali nel Comites di Manchester e il CGIE UK che non hanno mai perso la speranza ed hanno dal 2015 in poi esercitato una continua pressioni sulle istituzioni Parlamentari e sul MAECI per la riapertura di una sede diplomatica-consolare a Manchester”. Lo scrive in una nota il consigliere del Cgie Uk Luigi Billè che prosegue “ Nel 2014 il Pd al governo, per la ‘spending review’, emise un decreto (Bonino-Mogherini) per la chiusura di ben 44 sedi diplomatico-consolari in tutto il mondo, tra le quali lo sportello consolare di Manchester non ritenendo necessario il mantenimento di un avamposto consolare in quell’area trasferendo al solo Consolato Generale di Londra l’erogazione dei servizi a tutta una comunità sparsa tra Inghilterra e Galles creando una circoscrizione consolare tanto grande quanto il Nord e Centro Italia”. Da Billè viene ricordato come con la chiusura della sede di Manchester i connazionali, soprattutto delle comunità lontane dal Consolato Generale di Londra, cominciarono ad avere problemi che si accentuarono nel 2016 con l’avvento della Brexit.  “A seguito delle lamentele da parte della comunità – aggiunge Billè – il Presidente del Comites Manchester invitò il CGIE UK a evidenziare queste istanze della comunità presso il Governo e il MAECI e a proporre la riapertura della sede consolare. Cosa che venne prontamente accolta dal CGIE UK”.

“Il CGIE – continua Billè – presentò diversi ordini del giorno e documenti vari in sede di riunioni plenarie al MAECI cercando di attenzionare al Governo la problematica che con il passare del tempo continuava a peggiorare”. Un lavoro, rileva il consigliere, che, malgrado l’attenzione prestata a tutte le mozioni presentate dal CGIE, non ha portato il governo a trazione PD ad approvare un decreto sulla Brexit né a ricucire “il buco diplomatico-consolare”.

Il consigliere rileva inoltre come “ Con le elezioni del 2018 e l’avvento del Governo cosiddetto giallo-verde nel marzo del 2019 venne approvato il Decreto Legge 25 Marzo 2019 No. 22,  il sospirato e cosiddetto Decreto Brexit, il quale fra le tante misure previste, all’art.16 (misure URGENTI per la tutela dei cittadini Italiani) per la prima volta prevedeva lo stanziamento di, testualmente, “FONDI per l’acquisto, la ristrutturazione, il restauro, la manutenzione straordinaria o la costruzione di immobili da adibiti o da adibire a sedi di uffici consolari nel Regno Unito” e fondi da adibire all’impiego di personale per fronteggiare l’emergenza nell’erogazione dei servizi consolari.  Questo decreto venne accolto dal CGIE con grossa soddisfazione e il CGIE UK invitò l’allora sottosegretario Ricardo Merlo a visitare la circoscrizione per definire i dettagli sull’allocazione dei fondi previsti nel decreto. Il sottosegretario Merlo venne per ben due volte assieme al Direttore della DGIE Luigi Vignali in visita istituzionale e assieme confermarono non soltanto la volontà del Governo e del MAECI della riapertura di Manchester ma anche di stanziare fondi per una nuova sede per il Consolato Generale di Edimburgo e potenziare il Consolato Generale di Londra di circa 50 unità di personale per tamponare ed azzerare i ritardi nell’erogazione dei servizi. Questa – continua Billè – è la cronistoria della riapertura del consolato di Manchester eseguita dallo scrivente che ha seguito tutta l’evoluzione dal declassamento da consolato a sportello decretato nel 2010 dall’allora Ministro degli Esteri Frattini ad oggi con la riapertura di Manchester, l’acquisto della nuova sede per il Consolato Generale di Edimburgo e un’erogazione dei servizi da parte del Consolato Generale di Londra più assestata”. Da Billé viene infine espresso rincrescimento per il fatto che la riapertura del Consolato di Manchester possa essere utilizzato in maniera anche strumentale, in un momento di soddisfazione e speranza per la comunità italiana residente nel Regno Unito. (Inform)

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