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Lombardia, visita del Premier che incontra le autorità regionali e sanitarie. Conte sulla fase due: “Non ci sono ancora le condizioni per tornare alla normalità”

GOVERNO

 

(Foto fonte Palazzo Chigi)

MILANO – Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in visita in Lombardia ha incontrato rappresentanti delle istituzioni e del settore sanitario. A Bergamo Conte ha incontrato il Sindaco Giorgio Gori; a Brescia, a seguire, il Sindaco Emilio Del Bono. In entrambe  le occasioni il Premier ha avuto un incontro con una rappresentanza di responsabili sanitari. A Milano, nella sede della Prefettura, Conte  ha incontrato il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, il Presidente di Assolombarda Carlo Bonomi e una rappresentanza di responsabili della sanità. Il Premier in una breve dichiarazione alla stampa è tornato sulle nuove misure che saranno in vigore dal 4 maggio, per l’inizio di questa fase due che ha deluso le aspettative di quanti speravano in un ritorno alla normalità più celere. “Non ci sono ancora le condizioni per tornare alla normalità, questo lo dobbiamo dire in modo forte e chiaro. Ci accingiamo a entrare nella fase due che è quella della convivenza con il virus, non quella della liberazione dal virus. Vorrei ricordare che stiamo in questa situazione perché c’è stato un paziente zero in Italia, che ha portato a tutto questo”, ha spiegato Conte.

Il Premier ha invitato di nuovo tutti alla prudenza: “Attualmente siamo con 105 mila contagiati: ciò vuol dire che, se affrontassimo la fase due con un atteggiamento imprudente, la curva epidemiologica potrebbe sfuggirci di mano. Ricordo che già dal 4 maggio permettiamo nuovamente la circolazione per motivi di lavoro a 4 milioni e mezzo di persone, che andranno ad aggiungersi a coloro che hanno continuato a lavorare in questo periodo”, ha aggiunto Conte parlando di un flusso significativo di persone quale potenziale occasione di nuovi contagi, qualora l’atteggiamento non sia quello giusto. Un secondo sblocco in questa fase due a tappe sarà previsto dal 18 maggio e un terzo dal 1 giugno. “Dobbiamo preservare la salute di tutti i cittadini senza avventatezza e improvvisazione – ha aggiunto il Premier – e dunque non è il momento del ‘libera tutti’ perché questo Governo non cerca il consenso ma cerca di fare le cose giuste anche se ciò significa scontentare i cittadini. I cittadini devono però avere fiducia sapendo che tutte queste misure sono necessarie”.

Dal 4 maggio ci saranno degli allentamenti al distanziamento sociale ben studiati per consentire in sicurezza alcune piccole libertà. Il tutto sarà coordinato a livello nazionale e non su base territoriale, pur tenendo conto delle singole realtà. “Daremo la possibilità di svolgere attività sportiva anche allontanandosi dalle immediate vicinanze della propria abitazione, purché si rispetti la distanza di sicurezza tra persone; ci sarà quindi la riapertura dei parchi pubblici”, ha spiegato Conte. Il Premier ha tenuto a precisare in sostanza come la sua stessa visita in Lombardia sia avvenuta nel primo momento utile, dopo la fase più acuta, proprio per non creare intralcio agli impegni istituzionali delle autorità locali e di quelle sanitarie oberate dall’emergenza. Conte ha inoltre sciolto qualche dubbio attorno alle espressioni “congiunti” o “affetti stabili” per definire gli spostamenti consentiti dal 4 maggio per far visita a parenti e familiari: saranno comunque spiegate nel dettaglio attraverso le cosiddette Faq. “Sono termini ampi e generici per dire che non sarà consentito andare in casa di amici a organizzare feste. Si potrà andare a trovare quelle persone con le quali ci sono rapporti di parentela o stabili relazioni affettive”, ha precisato il Premier.

In ultima battuta Conte è tornato sullo scontro di questi giorni tra Cei e Governo per la questione delle messe nelle chiese, sebbene lo stesso Papa Francesco abbia servito un assist a Palazzo Chigi invitando i cattolici ad obbedire alle disposizioni affinché la pandemia non torni. “Dispiace molto creare un comprensibile rammarico nella Cei perché questo Governo crede nei valori costituzionali anche relativi alle libertà di culto. Con il Presidente Bassetti (Cei, ndr) ci siamo sentiti – ha aggiunto Conte – e da parte del Governo non c’è alcun atteggiamento materialista o alcuna forma di insensibilità su questo tema. C’è invece una grossa rigidità, da parte del Comitato tecnico scientifico, basata sul presupposto che, proprio nella letteratura scientifica di riferimento, la pratica religiosa è considerata come una fonte statistica di focolai epidemiologici”, ha spiegato il Premier rimandando il tutto alla necessità di una stesura di protocolli per consentire l’effettuazione di pratiche religiose in piena sicurezza. Nel frattempo una prima apertura c’è stata per le cerimonie funebri, seppur con un limite di persone ammesse. (Inform)

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