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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“Lo Pan Ner – I Pani delle Alpi”

EVENTI

3 e il 4 ottobre quinta edizione della manifestazione transfrontaliera a sostegno della tradizione del pane nero di montagna e della sua cultura popolare

 

Questo pane povero, scuro e duro rappresentava anche per gli emigrati e i soldati la loro casa, il loro villaggio

 

AOSTA –  “Lo Pan Ner – I Pani delle Alpi”: il  3 e il 4 ottobre  si terrà la quinta edizione della manifestazione transfrontaliera a sostegno della tradizione del pane nero di montagna e della sua cultura popolare. La manifestazione tradizionalmente coinvolge Valle d’Aosta, Lombardia, Cantone Grigioni (Svizzera), Piemonte, Parc des Bauges (Francia), Upper Gorenjska (Slovenia), Upper Bavaria (Germania), Valais (Svizzera) In Valle d’Aosta più 50 comuni accenderanno i forni dei villaggi: si potrà così gustare il pane nero di tradizione appena sfornato e vivere eventi e intrattenimenti nel segno della convivialità, della cordialità e del piacere. In Valle d’Aosta il pane è da secoli un alimento principale e le coltivazioni dei cereali, segala e frumento, caratterizzavano il paesaggio montano.

Il pane di segala, simbolo della vita di altri tempi, era indispensabile per il nutrimento e comportava un anno intero di fatica per la coltivazione del cereale e per la produzione del pane stesso. Ogni villaggio aveva le sue strutture pubbliche: cappelle, scuola, latterie e forni, opere importanti e caposaldi per la religione, la cultura e l’alimentazione. Ogni villaggio aveva il suo forno. La panificazione, fase importante per l’alimentazione, era anche considerata un  momento di festa e di socializzazione.

La produzione del pane era generalmente limitata al periodo compreso tra Santa Barbara, agli inizi di dicembre, e la vigilia di Natale. Poche erano le famiglie che potevano produrre pane più volte nei diversi periodi dell’anno. La produzione del pane coinvolgeva le famiglie e la comunità con ruoli ben precisi per tutti. Le donne impastavano la farina e realizzavano le forme di pane che gli uomini cuocevano. I bambini aspettavano con ansia la cottura dei galletti che gli adulti preparavano per loro.

Questo pane povero, scuro e duro rappresentava anche per i nostri emigrati e soldati, che lo assaporavano a piccoli pezzi, la loro casa, il loro villaggio. Oggi non pochi sono i giovani che investono in una agricoltura di ritorno, noncuranti di un progresso che ha trasformato il pane in un prodotto di diffusione commerciale; oltre ad una fonte di reddito esiste la volontà  di ridare al pane il ruolo di protagonista, di recuperare le tradizioni con le loro emozioni. (Inform)

 

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