direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’Italia tende la mano al popolo venezuelano dopo i terremoti

ITALIANI ALL’ESTERO

Da “Venezuela Sinfónica”

 

MAIQUETÍA 10 luglio 2026 – A seguito del duplice terremoto che ha reso inagibile l’Ospedale San José di Maiquetía, la Protezione Civile italiana, insieme a un contingente di medici, chirurghi e specialisti sanitari, ha allestito un presidio sanitario che assiste centinaia di pazienti al giorno. Questo dispiegamento è stato possibile grazie all’arrivo dall’Italia di tre voli militari carichi di aiuti umanitari, il primo dei quali appena due giorni dopo il sisma, il 26 giugno. In un momento toccante, segnato dalla fede e dalla gratitudine della popolazione locale, l’Italia ha formalizzato la consegna di questo presidio alla Croce Rossa Venezuelana, sostenendo la ripresa del Paese con un aiuto complessivo di 8 milioni di euro.

Nei momenti in cui la terra trema e l’incertezza minaccia di spezzare lo spirito, i legami storici e la vera fratellanza tra le nazioni emergono come il rifugio più sicuro. Nel corso di una cerimonia svoltasi venerdì scorso davanti all’ospedale colpito, a La Guaira, Maiquetía, l’Ambasciatore d’Italia in Venezuela, Giovanni Umberto De Vito, ha consegnato ufficialmente un importante carico di assistenza umanitaria, ribadendo che la distanza geografica si annulla completamente quando si tratta di alleviare le sofferenze di un popolo fratello.

All’evento hanno preso parte il Viceministro degli Affari Esteri del Venezuela Oliver Blanco, l’Ambasciatore d’Italia Giovanni Umberto De Vito, il presidente della Croce Rossa Venezuelana Luis Manuel Farías, il responsabile dell’équipe medica delle cinque regioni italiane Alessandro Borgese e Suor Iraida Mora Sánchez delle Piccole Suore dei Poveri e direttrice dell’Ospedale San José; nonché rappresentanti dell’Associazione Venezuelana dei Servizi Sanitari di Orientamento Cristiano (Avessoc) e diverse autorità di soccorso che hanno lavorato instancabilmente sin dallo scoppio dell’emergenza.

Due popoli, un solo cuore di fronte all’avversità

Il doppio terremoto che ha scosso il territorio venezuelano lo scorso 24 giugno 2026 ha lasciato profonde ferite nelle infrastrutture e nella popolazione. L’Ospedale San José di Maiquetía, un pilastro sanitario con 138 anni di servizio nella regione, ha visto la propria struttura gravemente compromessa e resa inagibile «Di fronte alla necessità di continuare a offrire il servizio sanitario, abbiamo iniziato con l’aiuto di alcuni amici che ci hanno fornito dei tendoni per poter garantire la nostra presenza qui, nella piazza antistante il centro di salute», ha raccontato commossa suor Iraida Mora Sánchez, delle Piccole Suore dei Poveri e direttrice dell’Ospedale San José di Maiquetía, assicurando che la forza della sua congregazione risiede in Dio. «Il nostro fondatore, padre Machado, diceva che la nostra missione era asciugare le lacrime, alleviare i dolori, fermare il sangue e rendere meno amari i giorni di sventura dei nostri simili, ed è proprio questo che vogliamo continuare a fare anche in questo momento di dolore».

L’aiuto internazionale non tardò ad arrivare per sostenere questa missione. Nell’ambito del Meccanismo di Protezione Civile dell’Unione Europea, l’Italia ha inviato un contingente di oltre cento soccorritori, vigili del fuoco, tecnici e medici provenienti dalle cinque regioni italiane. Alessandro Borgese, responsabile dell’équipe medica italiana, ha illustrato la portata dell’intervento sul campo:

«Abbiamo allestito diversi moduli di assistenza qui, fuori dall’Ospedale San José, e i medici italiani giunti dalle cinque regioni hanno lavorato ogni giorno prestando assistenza a oltre 100 persone al giorno. Continuiamo a lavorare tuttora e doneremo 34 tende e tutte le stazioni sanitarie qui dispiegate alla Croce Rossa Venezuelana, affinché prosegua il lavoro che noi abbiamo iniziato».

Cooperazione e continuità dell’assistenza

L’Ambasciatore Giovanni Umberto De Vito ha ribadito che, al di là dei protocolli, il nucleo di questa mobilitazione è puramente umanitario. Il diplomatico ha riaffermato l’impegno del Governo italiano, che ha approvato un fondo complessivo di 8 milioni di euro (3 milioni per l’emergenza iniziale e 5 milioni per l’assistenza umanitaria, veicolati attraverso la Croce Rossa, il Programma Alimentare Mondiale e altre storiche organizzazioni civili presenti nel Paese):

«Siamo qui con le squadre di medici e della Protezione Civile italiana che stanno aiutando la popolazione venezuelana dopo due eventi catastrofici. Credo che la cosa più importante sia la solidarietà umana e aiutare il popolo fratello venezuelano a risollevarsi», ha dichiarato De Vito.

Il Viceministro Oliver Blanco, da parte sua, ha ringraziato per la risposta internazionale e ribadito i legami bilaterali: «Grazie al popolo italiano per la sua solidarietà. Subito dopo i terremoti, già il giorno 26 erano presenti squadre di soccorso, medici italiani, che hanno affiancato tutti i gruppi venezuelani e quelli di oltre 34 Paesi. E oggi l’aiuto umanitario, la cooperazione con diverse organizzazioni che nei prossimi mesi continueranno ad assistere le comunità vulnerabili, è immensamente apprezzato dalle autorità venezuelane e dal popolo venezuelano, e rafforza i legami tra i nostri due Paesi».

Luis Manuel Farías, presidente della Croce Rossa Venezuelana, ha celebrato la consegna del presidio sanitario esterno e ha annunciato i prossimi passi: «Siamo molto contenti perché la Croce Rossa Venezuelana, insieme alla Croce Rossa Italiana e alla Croce Rossa Spagnola, garantiranno il monitoraggio e continueranno ad accompagnare questo ospedale e questa operazione, affinché tali sforzi continuino a servire centinaia di venezuelani. La Croce Rossa Italiana ha legami storici con la Croce Rossa Venezuelana, e proprio lunedì riceveremo un’altra delegazione della società italiana, con medici che verranno a darci sostegno affinché questa risposta sia la più completa possibile per tutti».

Il commovente ritorno della diaspora

A questo sforzo istituzionale si è aggiunta una componente profondamente umana: un volo dell’Aeronautica Militare italiana, coordinato dal Governo di Giorgia Meloni, dal Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani e dal Sottosegretario Alfredo Mantovano, che ha trasportato un gruppo di medici italo-venezuelani dell’associazione “Venezuela – La Piccola Venezia”.

Questo contingente gestisce un presidio civile presso l’ambulatorio San José di Maiquetía e un altro a Caraballeda, riuscendo ad assistere in media tra i 190 e i 210 pazienti al giorno. La dottoressa Luz Pisani, componente del gruppo, ha descritto la duplicità di tornare nella propria terra natale in condizioni così critiche: «È un’emozione tornare, ma anche una tristezza molto profonda per il motivo per cui mi trovo qui. Sono tanti i sentimenti contrastanti, ma alla fine c’è una gratitudine infinita verso quanti hanno reso tutto questo possibile, perché poter servire il nostro popolo come medici è una sensazione indescrivibile».

Il verbale ufficiale di donazione — che dà seguito alla Nota n. 0029999 del 27 giugno e alla Nota n. 0031034 del 3 luglio, con cui il Dipartimento della Protezione Civile italiano aveva risposto alla richiesta di assistenza internazionale presentata dal Venezuela appena un giorno dopo il sisma — è stato firmato dall’Ambasciatore Giovanni Umberto De Vito, in rappresentanza dell’Ambasciata d’Italia in Venezuela, e da Luis Manuel Farías, in rappresentanza della Croce Rossa Venezuelana, alla presenza del Viceministro Oliver Blanco. Con questa firma, le operazioni di emergenza entrano in una transizione diretta verso le organizzazioni civili locali, che amplieranno la propria capacità di risposta con l’arrivo, lunedì prossimo, di una nuova delegazione medica proveniente dall’Italia.

Va segnalato che, settimane prima del doppio sisma, il Governo italiano aveva già destinato 2.000 euro alla ristrutturazione del Pronto Soccorso dell’Ospedale Machado di Caracas — struttura che opera in collaborazione con l’Ospedale San José di Maiquetía —, il che rende il sostegno complessivo di Roma al settore sanitario venezuelano ancora più significativo.

Mentre la sera scende sulle tende bianche che ancora custodiscono la piazza di padre Machado, appare chiaro che l’impatto di questa giornata va ben oltre le pur importanti risorse finanziarie e gli strumenti giuridici sottoscritti. Il successo di questa missione di assistenza internazionale risiede nella cooperazione diretta e nello sforzo condiviso tra il personale tecnico, di soccorso e medico di entrambe le nazioni, che ha lavorato instancabilmente per alleviare la situazione delle comunità colpite, onorando la centenaria vocazione di servizio dell’Ospedale San José.

Questa dimostrazione di solidarietà internazionale è stata arricchita dall’elevato senso di corresponsabilità della diaspora, rappresentata dall’associazione “Venezuela – La Piccola Venezia”, il cui ritorno nel Paese incarna il profondo legame umano e culturale che unisce i due popoli. Come opportunamente sottolineato dall’Eccellentissimo Ambasciatore Giovanni Umberto De Vito, di fronte a contingenze di portata inedita, la diplomazia si fonda sulla solidarietà umana e sull’impegno etico di sostenere il benessere dei popoli fratelli. A Maiquetía, la cooperazione bilaterale tra la Repubblica Italiana e la Repubblica Bolivariana del Venezuela non solo offre una risposta efficace a un’emergenza, ma ribadisce la vigenza di legami storici e istituzionali immutabili di fronte alle difficoltà.

Invitiamo a rimanere in contatto con l’Ambasciata d’Italia in Venezuela attraverso i canali social: Instagram @ItalyinVe e X @ItalyinVen. (Venezuela Sinfónica/Inform)

 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform