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“L’Italia delle Regioni”, intervento a Torino del Premier Meloni al Festival delle Regioni e Province autonome

ISTITUZIONI

(Fonte immagine Presidenza del Consiglio)

TORINO – Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha preso parte alla seconda edizione del Festival delle Regioni e delle Province autonome presso il Teatro Carignano di Torino: iniziativa promossa dalla Conferenza delle Regioni e delle Provincie Autonome presieduta da Massimiliano Fedriga. Nel suo intervento Meloni ha ricordato come Torino sia stata la prima capitale dell’Italia Unita, un evento estremamente importante per la nostra storia. “Ho apprezzato moltissimo il fatto che, come ricordava il Presidente Fedriga, la Conferenza abbia scelto di valorizzare alcuni luoghi-simbolo di questa città, che sono luoghi- simbolo della nostra storia, di coinvolgere in questa iniziativa tutto il tessuto cittadino. Trovo molto bella l’iniziativa di allestire in Piazza Castello il Villaggio delle Regioni, per mettere in mostra, valorizzare le eccellenze di ogni singolo territorio. È una scelta che ancora una volta ci ricorda quanto l’Italia sia in fondo soprattutto un mosaico di territori dalle potenzialità straordinarie”, ha rilevato Meloni ricordando altri luoghi simbolici come il Parlamento Subalpino. “Bisogna ricordarsi che si è eredi di una storia straordinaria, una storia fatta di grandi sacrifici, fatta di grandi imprese, ed esserne all’altezza è ovviamente difficilissimo. Mi piace immaginare che 162 anni dopo la proclamazione dell’unità d’Italia, quei sentimenti, nonostante tutti i nostri limiti e tutti i nostri problemi, possano essere ancora quello che ci muove”, ha aggiunto Meloni sottolineando come il Governo creda molto fortemente nella collaborazione tra tutti i livelli nei quali si articola la nostra Repubblica. Andando all’attualità, Meloni ha invece precisato come con eventi quali la guerra in Ucraina abbiamo scoperto quanto fossimo esposti sul piano energetico e quanto anche qualcosa fosse mancato nelle grandi strategie dell’Unione europea. “Accade che le crisi sono anche un’occasione. Sono un’occasione di mettersi in discussione, sono un’occasione di rivedere le proprie strategie, sono un’occasione per aprire gli occhi”, ha suggerito Meloni precisando come il futuro si giochi sulle materie prime, ricordando ad esempio il ruolo che l’Africa può giocare in questo contesto. “Mentre l’Europa ha un problema di approvvigionamento energetico, l’Africa è potenzialmente un enorme produttore di energia e che le due cose possono stare insieme con investimenti strategici, con reti di collegamento alle quali noi lavoriamo. Il cavo sottomarino con la Tunisia che collega sul piano elettrico le due Nazioni, è uno di questi esempi ma stiamo lavorando su molte di queste infrastrutture “, ha spiegato Meloni ricordando anche il Piano Mattei per l’Africa. Sulle questioni interne riguardanti le Regioni, Meloni ha rilevato come la programmazione dei Fondi europei 2021-2027 rischiavano di essere un lavoro separato da quello del PNRR. “Questo inevitabilmente ha rischiato di generare un disallineamento e ha generato un paradosso: da una parte lo Stato ha richiesto tutta la sua quota a debito nell’ambito del PNRR; dall’altra gli oltre 46 miliardi di Fondi europei a fondo perduto per le politiche di sviluppo e coesione territoriale sono stati programmati con programmi, linee, azioni che rischiavano di essere scollegati dal resto del lavoro. Questa è la ragione per la quale noi abbiamo deciso di intervenire in maniera diversa, riunendo sotto una stessa delega sia la gestione del PNRR sia la gestione di Fondi di coesione, perché volevamo dare il più possibile una visione unitaria e strategica alle risorse che avevamo a disposizione”, ha spiegato Meloni ricordando che, parallelamente a questo percorso di revisione ai Fondi di coesione, si è lavorato su un altro strumento efficace per ridurre il divario tra Nord e Sud, che è la ZES ossia la Zona Economica Speciale unica per tutte le Regioni del Mezzogiorno. Meloni ha poi toccato la questione della sostenibilità del sistema sanitario,  sottolineando alcuni aspetti di questo settore: il progressivo aumento della vita media, la diffusione di patologie correlate all’invecchiamento, l’aumento delle incidenze di malattie croniche invalidanti, la diffusione di tecnologie mediche che sono sempre più avanzate e anch’esse sempre più costose, così come molto costosi sono i farmaci innovativi. (Inform)

 

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