direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“L’Italia che partiva. Via mare verso l’America”: al Galata Museo del Mare di Genova,  l’omaggio – in bianco e nero – di Giovanni Cerri agli emigrati tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo (14 marzo-14 aprile)

ITALIANI ALL’ESTERO

 

GENOVA – Al Galata Museo del Mare di Genova dal 14 marzo al 14 aprile sarà allestita la mostra di Giovanni Cerri “L’Italia che partiva. Via mare verso l’America”.  Curata dalla storica dell’arte Barbara Vincenzi, sostenuta dal Museo Italo Americano di San Francisco, l’esposizione  – resa possibile dalla collaborazione con il Museo Italo Americano di San Francisco  – traccia le storie di uomini e donne che, spinti dalla speranza di una vita migliore, tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo intrapresero estenuanti viaggi transoceanici verso l’America, partendo dai quattro porti d’imbarco autorizzati di Genova, Napoli, Palermo e Messina. Attraverso una selezione di venti opere evocative, tutte datate 2023, realizzate in tecnica mista su tela o tavola e delle quali due rappresentative delle città di Genova (il porto) e San Francisco (il Golden Gate), Giovanni Cerri esplora la memoria collettiva di un’epoca caratterizzata da profonde trasformazioni sociali e culturali. L’intera narrazione visiva volutamente in bianco e nero, come se fosse essa stessa documento storico, è un invito a riflettere sul passato migratorio italiano e nasce da un attento lavoro sulla memoria e sul ricordo di quello che sono stati i nostri antenati che, a cavallo tra i due secoli, affrontarono il mare per cercare fortuna in un altro continente, con tradizioni, abitudini e leggi differenti. Una mostra la cui genesi è iniziata dal recupero “in rete” di immagini, documenti, fotografie e cartoline capaci di condensare il senso di storie tanto intense quanto drammatiche: la ressa sui moli, le visite mediche prima dell’imbarco, la salita sulle navi con valigie enormi e pesanti caricate a fatica sulle spalle, i saluti struggenti, gli addii, i volti di bambini e adulti, il gesto del primo avvistamento del suolo americano, il grido “l’America!” e il saluto alla Statua della Libertà, il mettersi in fila per le ispezioni, l’attesa dello sbarco verso un mondo sconosciuto. Immagini capaci di restituire una prospettiva intima sui sacrifici e le speranze dei connazionali, che svolgeranno un ruolo chiave negli Stati Uniti nella costruzione di infrastrutture come grattacieli, ponti e ferrovie, così come nel settore agricolo. Uomini e donne che contribuirono a plasmare il mondo che conosciamo e in cui oggi viviamo.

Dei dipinti presenti al Galata Museo del Mare uno solo, intitolato “Il viaggio”, è a colori. Un’opera di grandi dimensioni (150×250), esposta senza telaio come fosse una vela di una  nave, quasi astratta, che attraverso macchie di colore, colature e linee casuali, simboleggia l’incertezza e il non definito di determinate avventure della vita, come quella che affrontarono gli emigranti, lasciando al visitatore libertà di riflessione sul significato del viaggio e sull’importanza di tutte quelle storie individuali e collettive che hanno contribuito a comporre il tessuto della nostra identità nazionale. La mostra rende omaggio anche a tre figure emblematiche legate all’emigrazione italiana: Ferdinando Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti (Nick and Bart), i due attivisti e anarchici italiani emigrati negli Stati Uniti che nel 1927 furono ingiustamente condannati alla sedia elettrica per l’omicidio di un contabile e di una guardia del calzaturificio “Slater and Morrill” di South Braintree nello Stato del Massachusetts, e che  cinquant’anni dopo vennero assolti dal doppio crimine dal Governatore Michael Dukakis; George Moscone, il sindaco di San Francisco di origini liguri (precisamente di Fontanarossa) progressista e difensore dei diritti civili che nel 1978 fu ucciso  insieme all’attivista Harvey Milk dall’ex consigliere comunale Dan White. (Inform)

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