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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’Italia candidata al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per il 2017-2018

ITALIA E ONU

La candidatura si colloca nel quadro del contributo che l’Italia fornisce al mantenimento della pace e della sicurezza ed al raggiungimento degli altri obiettivi dell’Organizzazione. L’Italia alle NazioniUnite

 

ROMA – Nel 2009 l’Italia ha presentato la propria candidatura a un seggio non permanente nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per il biennio 2017-2018. Le elezioni si terranno in Assemblea Generale nel giugno 2016.

Fin dal suo ingresso nel 1955 l’Italia ha assicurato all’ONU un sostegno pieno, concorrendo al rafforzamento del multilateralismo nelle relazioni internazionali, che rappresenta uno dei cardini della politica estera del nostro Paese. Nel corso degli anni, l’Italia ha condiviso la responsabilità collettiva che deriva dalla partecipazione all’ONU, facendo parte del Consiglio di Sicurezza, quale membro non permanente, per sei volte e sedendo per otto mandati nel Comitato Economico e Sociale dell’Assemblea Generale.

La candidatura italiana a un seggio non permanente nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si colloca nel quadro del contributo che l’Italia fornisce al mantenimento della pace e della sicurezza ed al raggiungimento degli altri obiettivi dell’Organizzazione.  L’Italia è il primo contributore di “caschi blu” tra i Paesi occidentali e il settimo per quanto riguarda il bilancio ordinario e del peacekeeping delle Nazioni Unite ed è fortemente impegnata a favore della stabilizzazione delle aree di crisi,  della tutela e della promozione dei diritti umani, nonché dello sviluppo sostenibile.

La candidatura italiana ad un seggio non permanente nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per il biennio 2017-2018 si colloca nel quadro del contributo che l’Italia fornisce al mantenimento della pace e della sicurezza ed al raggiungimento degli altri obiettivi dell’Organizzazione.  L’Italia è il primo contributore di “caschi blu” tra i Paesi occidentali e settimo contributore al bilancio ordinario e del peacekeeping delle Nazioni Unite ed è fortemente impegnata a favore della stabilizzazione delle aree di crisi,  della tutela e della promozione dei diritti umani, nonché dello sviluppo sostenibile.

Lo sviluppo sostenibile

La Cooperazione allo Sviluppo italiana consente all’Italia di agire nei principali teatri di crisi umanitarie. Dalla Siria all’Iraq, dal Sahel al Corno d’Africa, ai Paesi colpiti dall’epidemia di Ebola, l’Italia lavora fianco a fianco con le Agenzie specializzate delle Nazioni Unite e con la rete di Associazioni di volontariato ed Organizzazioni non Governative.

L’eliminazione della povertà nel mondo rappresenta una priorità per l’Italia, che sostiene con importanti contributi sul canale multilaterale i Programmi, i Fondi e le Agenzie delle Nazioni Unite impegnati nella realizzazione degli Obiettivi del Millennio. Nel 2014, il nostro Paese ha anche rinnovato il proprio impegno in favore dell’educazione di base e della cooperazione sanitaria, con contributi finanziari alla “Global Partnership for Education” e, soprattutto, al “Global Fund Against HIV/AIDS, Tubercolosis and Malaria”. L’Italia è altresì l’ottavo contributore del Fondo Africano di Sviluppo.

Acqua, cibo, clima ed energia sono beni pubblici globali, cui l’Italia è impegnata ad assicurare uno sviluppo equilibrato e sostenibile. Per poter realizzare tali obiettivi, l’Italia considera una priorità la definizione dell’Agenda post-2015 promuovendone, nella sua veste di Presidente della II Commissione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, una visione condivisa e capace di associare lo sviluppo economico, sociale e ambientale alla costruzione di società pacifiche, basate su istituzioni democratiche, che promuovano il principio di legalità e la tutela dei diritti umani.

Durante la Presidenza italiana dell’UE (secondo  semestre 2014) è stata elaborata  una posizione comune dell’UE sull’Agenda post-2015. In tale ambito, l’Italia si è fatta portatrice di una visione che si fonda sul passaggio dal concetto di assistenza a quello di una cooperazione fra pari, basata sulla condivisione delle risorse, delle capacità e delle esperienze di sviluppo di cui l’EXPO 2015 vuole essere, nel settore della Sicurezza Alimentare e della Nutrizione, un esempio concreto.

L’agricoltura e l’energia

Il modello dell’agricoltura italiana, basato su produzioni di eccellenza, riflette una tradizione sapientemente conservata e tramandata con successo da una generazione all’altra, soprattutto grazie a un fitto tessuto di piccole e medie imprese agricole, spesso aggregate in cooperative e consorzi. L’esempio italiano diviene strumento dinamico di cooperazione allo sviluppo, impiegato con successo soprattutto nei confronti dei Paesi che affrontano problemi gravissimi e complessi, quali siccità o carestie, con gravi  ripercussioni sulla sicurezza alimentare.

L’Italia è tradizionalmente impegnata nella promozione e realizzazione di importanti programmi di cooperazione in materia agricola, a favore dello sviluppo rurale e dell’agricoltura in numerose regioni del mondo, dall’Africa all’America Latina, a sostegno dei Paesi partner. L’obiettivo è cogliere il dinamismo delle economie interessate, nonché  il notevole potenziale produttivo agricolo, con milioni di ettari fertili ancora da sfruttare e altri milioni che potrebbero essere meglio impiegati, grazie anche all’introduzione di modelli organizzativi e tecnologie più avanzate adattati alle realtà locali.

L’azione italiana sostiene fermamente l’Istanbul Plan of Action (IPoA) per il progresso economico dei Paesi meno sviluppati e individua nell’uso sostenibile dell’energia, nell’industrializzazione del settore agricolo, nello sviluppo dell’agroindustria e nell’applicazione dell’approccio di filiera alcuni degli strumenti cruciali per il processo di sviluppo.

L’impegno a favore dello sviluppo di un’agricoltura moderna, sostenibile e inclusiva è uno dei pilastri dell’azione dell’Italia. Il nostro contributo alla crescita sostenibile  ed è al centro dell’EXPO 2015 (Milano, 1 maggio-31 ottobre): un evento dedicato alla Sicurezza Alimentare e alla Nutrizione che intende fornire un forte impulso al dibattito internazionale sullo sviluppo e al quale le Nazioni Unite sono pienamente associate.

L’acqua

Il buon governo dell’acqua non solo garantisce la sostenibilità nell’uso delle risorse naturali,  rappresenta altresì l’elemento decisivo per il benessere sociale e per la crescita economica.

L’Italia sostiene una governance dell’acqua inclusiva ed efficiente, quale fattore decisivo per la sostenibilità dello sviluppo e per la qualità della vita delle persone, ma anche nell’ottica della prevenzione di conflitti in relazione all’accesso all’acqua. A tal fine, l’Italia continua a partecipare attivamente alla discussione sul diritto all’acqua, come affermato nelle Risoluzioni del Parlamento europeo e del Parlamento italiano del 2007, nonché nella Risoluzione delle Nazioni Unite del 2010 che considera l’acqua un diritto umano.

Il nostro Paese ha quindi scelto di modulare la propria azione all’interno delle Nazioni Unite in coerenza con tali convinzioni e ha fornito un apporto sostanziale, sia tecnico che finanziario, diretto al perseguimento dell’obiettivo del Millennio numero 7 sulla sostenibilità ambientale. Quest’ultimo prevede, tra l’altro, di dimezzare entro il 2015 la percentuale delle persone che non hanno accesso all’acqua potabile ed ai servizi igienici di base.

Nella definizione dell’Agenda post-2015, l’Italia è altresì impegnata affinché la questione dell’acqua mantenga la sua centralità, come obiettivo a se stante, seppure strettamente interconnesso con altri fondamentali obbiettivi quali la lotta alla povertà, la sicurezza alimentare, , l’agricoltura sostenibile, la sanità ed il benessere, lo sviluppo sostenibile delle città, la gestione delle risorse e degli ecosistemi terrestri e marini. L’Acqua sarà inoltre un tema ricorrente negli eventi dell’EXPO 2015 per il suo evidente legame con la sicurezza alimentare e la nutrizione.

Il clima e l’ambiente

Il tema dei cambiamenti climatici rappresenta una priorità politica per l’Italia, che è impegnata in prima fila nella difesa dell’ambiente.

La lotta ai cambiamenti climatici ha ripercussioni positive anche sulla promozione di un modello di sviluppo sostenibile. Limitare le conseguenze del surriscaldamento globale, come l’aumento delle temperature, lo scioglimento dei ghiacciai e la degradazione del suolo, è compito dell’intera comunità internazionale.

L’Italia sostiene un approccio equilibrato nella condivisione delle responsabilità. A una riduzione determinante, da parte dei Paesi industrializzati, delle emissioni di CO2, si dovrebbe accompagnare la diminuzione delle emissioni di gas a effetto serra delle economie emergenti mentre i Paesi in via di sviluppo dovrebbero essere accompagnati nel loro percorso verso uno sviluppo a bassa emissione di carbonio e nell’applicazione di politiche di adattamento .

Il nostro Paese partecipa attivamente nei fori internazionali dedicati ai cambiamenti climatici, dove si adopera costantemente per il pieno coinvolgimento di tutti i partner, dando il proprio contributo al successo dei negoziati delle Nazioni Unite.

I diritti umani

L’Italia è fermamente convinta che la promozione e la tutela dei diritti umani sia una delle condizioni principali per assicurare lo sviluppo sostenibile e la pace e la sicurezza internazionale, in linea con i principi fondamentali e gli obiettivi della Carta delle Nazioni Unite.

In quest’ottica, il nostro Paese ritiene che la promozione dei diritti umani debba divenire sempre più parte integrante di tutti i settori di attività dell’Organizzazione, per assicurare il dialogo, la prevenzione delle crisi e la loro soluzione.

All’ONU, l’Italia partecipa attivamente ai lavori della Terza Commissione dell’Assemblea Generale e del Consiglio dei Diritti Umani (di cui  è stata membro per due mandati triennali, 2007-2010 e 2011-2014) e sostiene gli altri organismi del sistema delle Nazioni Unite che si occupano di diritti umani, tra i quali l’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e gli Organi dei Trattati ONU in materia. Cardine dell’impegno dell’Italia in favore dei diritti umani è anche il sostegno al sistema di giustizia penale internazionale.

Le priorità dell’azione italiana in tema di diritti umani sono la campagna in favore di una moratoria universale della pena di morte; la tutela della libertà di religione e dei diritti degli individui appartenenti alle minoranze religiose; la promozione dei diritti delle donne e dei minori, in particolare attraverso le campagne contro le mutilazioni genitali femminili e contro i matrimoni precoci e forzati, al fianco dei Paesi maggiormente colpiti da tali prassi. La promozione del ruolo della donna quale costruttore di pace e sviluppo, così come l’eliminazione di ogni forma di violenza, sfruttamento, traffico e discriminazione rappresentano un obiettivo prioritario per il nostro Paese.

Su questi e altri temi, l’Italia ha dato un contributo decisivo, distinguendosi nei fori delle Nazioni Unite per un approccio aperto ed inclusivo che, nel rispetto delle differenze, assicuri un’effettiva tutela dei diritti umani, in particolare dei gruppi più vulnerabili.

La moratoria sulla pena di morte 

L’Italia è fortemente impegnata nella campagna in favore di una moratoria universale della pena di morte. Il nostro Paese si è reso protagonista fin dagli anni Novanta di diverse iniziative a New York e a Ginevra, fino a concludere con successo, nel 2007, la campagna per l’adozione in Assemblea Generale della prima storica risoluzione in materia.

Tra il 2007 ed il 2014, grazie al ruolo svolto dall’Italia, l’Assemblea Generale ha approvato ben cinque moratorie, registrando un continuo aumento dei voti a favore e una costante diminuzione di quelli espressamente contrari.

Questo eccezionale risultato rispecchia la nostra capacità di sensibilizzare un numero crescente di Paesi sull’inefficacia della pena di morte in termini di dissuasione del crimine e sulle conseguenze irreversibili di un eventuale errore giudiziario.

La libertà di religione

La difesa della libertà di credo e la tutela degli appartenenti a minoranze religiose costituiscono un’altra priorità della politica estera italiana, che riconosce nelle Nazioni Unite il contesto ideale per condurre un’azione efficace in un settore così delicato della tutela dei diritti umani.

Ogni anno l’Italia sponsorizza in Assemblea Generale una risoluzione sui principi della libertà di religione e di credo, che condanni ogni forma di intolleranza e di discriminazione. La risoluzione, che ottiene sempre un ampio consenso, a dicembre del 2014 è stata approvata all’unanimità.

Il nostro Paese è impegnato anche in una costante opera di mediazione tra i gruppi di Stati appartenenti ad aree culturali e religiose diverse. Tale sforzo consente di raggiungere un compromesso sia sulla condanna di ogni forma di discriminazione legata al credo, sia sulla tutela della libertà di espressione, e rende possibile l’approvazione consensuale dei testi predisposti dai diversi gruppi di Stati.

Il ruolo delle donne

L’uguaglianza di genere e l’empowerment femminile rappresentano una delle priorità dell’impegno internazionale dell’Italia. Lo sviluppo politico, civile, sociale ed economico dei Paesi richiede un pieno coinvolgimento delle donne nei processi decisionali, nelle scelte di governo e nei percorsi formativi ed educativi delle società a cui essi si riferiscono. Particolarmente significativo è il contributo delle donne alla costruzione della pace nei Paesi in conflitto o in situazione di fragilità.

Accanto al forte impegno negoziale, profuso con determinazione dall’Italia in tutte le competenti istanze multilaterali, il nostro Paese promuove anche numerose iniziative a sostegno della piena partecipazione delle donne allo sviluppo politico, economico e sociale. I programmi finanziati dall’Italia hanno ottenuto risultati particolarmente significativi a favore dell’empowerment economico delle donne in ambiente rurale, dell’educazione delle bambine e delle adolescenti e della lotta alla violenza di genere.

L’Italia sostiene, anche attraverso un proprio piano nazionale, l’applicazione della Risoluzione del Consiglio di Sicurezza n.1325 dedicata a “Donne, pace e sicurezza” e nel 2008, durante la sua ultima presenza in Consiglio di Sicurezza quale membro non permanente, ha operato da facilitatore per l’adozione della Risoluzione n.1820 contro la violenza sessuale nei conflitti armati.

L’Italia è inoltre impegnata nelle campagne per l’eliminazione della pratica delle mutilazioni genitali femminili (MGF), subita in tutto il mondo da oltre 140 milioni di donne, e l’abolizione dei matrimoni forzati e precoci.

L’Italia partecipa attivamente ai lavori della Commissione  sullo Stato delle Donne (CSW) delle Nazioni Unite, della Convenzione sulle Discriminazioni contro le donne (CEDAW) e del Consiglio Esecutivo di UN WOMEN, l’organismo delle Nazioni Unite dedicato a sostenere l’eguaglianza di genere.

La pace e la sicurezza internazionale 

L’Italia è il primo fornitore, tra i Paesi occidentali, di personale militare e di polizia e il settimo contributore finanziario delle operazioni di pace delle Nazioni Unite. Il nostro Paese partecipa a missioni ONU in Africa, Asia ed Europa; dal 2006 partecipa alla “United Nation Interim Force in Lebanon” – UNIFIL II, la missione di stabilizzazione in Libano di cui assicura il comandoL’Italia fornisce  unità di personale anche ad altre missioni ONU,  quali ad esempio MINUSMA in Mali  e UNMIK in Kossovo.

Con l’obiettivo di assicurare una pace duratura e sostenibile, l’Italia sostiene un approccio integrato alla riconciliazione, pace e sicurezza, tramite la messa in atto di tutti gli strumenti disponibili in seno alle Nazioni Unite: oltre alle missioni di pace, le iniziative di prevenzione, mediazione e “peace-building”, con una particolare attenzione al rafforzamento delle istituzioni locali. La cooperazione civile-militare e la stretta collaborazione con le Organizzazioni regionali impegnate nel mantenimento della pace sono elementi chiave dell’azione italiana. Anche nel quadro della “Peace Operations Review” varata dal Segretario Generale delle Nazioni Unite per il 2015, l’Italia promuove attivamente, tra le altre, le questioni inerenti al ruolo delle donne ed  alla protezione dei civili nel quadro delle operazioni di pace.

La politica mediterranea

L’impegno dell’Italia nel Mediterraneo è crescente e in linea con i nostri valori di apertura, dialogo e promozione del benessere e della stabilità nell’area.

Il nostro Paese opera come elemento di congiunzione tra le due sponde del Mediterraneo. Anche in virtù della sua posizione geografica, intratteniamo relazioni privilegiate con i Paesi del Maghreb, del Mashrek, del Medio Oriente e del Golfo, con i quali abbiamo intensi legami economici, commerciali e culturali.

Anche nelle relazioni con i partner regionali, il nostro Paese persegue politiche inclusive e improntate al multilateralismo. L’Italia, che è membro fondatore dell’Unione per il Mediterraneo, ha avviato numerosi progetti di collaborazione in settori strategici per i Paesi dell’area.

L’ONU in Italia

L’ONU ha in Italia una presenza significativa e capillare, testimonianza concreta dell’importanza che il nostro Paese attribuisce all’Organizzazione e alle attività che essa svolge in ogni settore delle relazioni internazionali. Hanno sede a Roma l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), il Programma Alimentare Mondiale (PAM) e il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD).

Il nostro Paese ospita inoltre la Base Logistica di Brindisi, che ha compiti di supporto al dispiegamento delle operazioni di pace e di deposito umanitario, e, a Torino, lo UN System Staff College, istituto di formazione dei funzionari dell’ONU, il Centro Internazionale di Formazione dell’OIL e l’Istituto di Ricerca su Crimine Interregionale e Giustizia  (UNICRI).

Ad essi si aggiungono i numerosi Uffici regionali e gli  Organismi delle Nazioni Unite che hanno sede a Firenze, Venezia e Perugia. Trieste ospita un Polo scientifico di alto livello, composto dall’“International Center for Theoretical Physics” (ICTP), l’“International Center for Genetic Engineering and Biotechnology” (ICGEB), la “World Academy of Science” (TWAS), e l’“Inter Academy Panel” (IAP).

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