direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’intervento nell’Aula di Palazzo Madama di Claudio Micheloni (Pd)

RIFORMA DEL SENATO

Il senatore del Partito democratico, eletto nella ripartizione Europa, si è detto contrario al testo della riforma licenziato dalla Commissione Affari Costituzionali: “Se alcune delle proposte emendative presentate da me e altri colleghi non verranno approvate non esprimerò un voto favorevole neanche nella votazione finale”

 

ROMA – Nell’ambito della discussione nell’Aula del Senato del ddl costituzionale sul superamento del bicameralismo paritario e sulla revisione del Titolo V della Costituzione ha preso la parola il senatore del Pd eletto nella ripartizione Europa Claudio Micheloni, presidente del Comitato per le questioni degli Italiani all’Estero del Senato.

Micheloni, dopo aver auspicato un dibattito  aperto sulle riforme Costituzionali, si è detto contrario al testo della riforma licenziato dalla Commissione Affari Costituzionali. “ Ho presentato – ha avvertito Micheloni – emendamenti con altri colleghi: se alcune di queste proposte emendative, che io considero fondamentali, verranno approvate, potrò cambiare posizione; altrimenti non esprimerò un voto favorevole neanche nella votazione finale”. Il deputato del Pd ha inoltre sottolineato la necessità di sfatare alcuni luoghi comuni, come ad esempio l’idea che l’Europa chieda all’Italia di riformare il proprio impianto democratico o il fatto che nel mondo non esistano altri sistemi democratici basati sul bicameralismo perfetto.  “Ebbene, la Svizzera – ha ricordato Micheloni  – ha un sistema bicamerale perfetto. La Svizzera è un piccolo Paese con otto milioni di abitanti, ma quando si fa una legge per un Paese di otto milioni di abitanti o per un Paese di 60 milioni più o meno il lavoro è lo stesso. Non mi risulta che la Svizzera sia un Paese paralizzato, in dissesto democratico, che non funzioni o che sia in una profonda crisi economica. … In ad esempio Francia sarà vietato dalle prossime elezioni il cumulo delle cariche. In Francia è inoltre in corso un dibattito per superare il Senato basato sull’elezione di secondo grado. Questa è la realtà dei fatti, non quella dei luoghi comuni che ci raccontiamo. Prendiamo l’esempio – ha continuato Micheloni – del Bundesrat in Germania. La Germania ha un’altra storia rispetto alla nostra. Lì parliamo di Governi dei Länder che, voglio esagerare, sono quasi degli Stati indipendenti che hanno deciso di stare insieme. E sono i Governi di questi Stati che fanno il Bundesrat. Ma in Germania, se parlate con i parlamentari tedeschi o con i governatori dei Länder tedeschi, vi spiegheranno che il 60-70% delle leggi ogni anno sono fatte in bicameralismo perfetto. Quello degli Stati Uniti è l’esempio più vicino che il Governo ha messo sul tavolo, molto vicino a un sistema del Senato che gli stessi Stati Uniti hanno superato nel 1913, ossia 101 anni fa, perché stavano per ricadere in una seconda guerra civile. Il sistema non funziona, e non perché sono cattivi, ma perché si fanno mestieri diversi: un conto è essere Presidente di una Regione e un conto è essere senatore di una Regione. In Svizzera hanno due senatori per cantone. La Costituzione permette a questi cantoni, se lo vogliono, che uno dei due senatori possa anche essere membro del Governo cantonale. Sono però decenni che in Svizzera questa norma non la utilizza più nessuno. Questo perché sono mestieri diversi. Ciò vale soprattutto per un Paese come il nostro – ha aggiunto Micheloni – che ha un problema di fondo e cioè l’assenza totale del senso di appartenenza ad una comunità nazionale. Questo è il nostro vero problema di fondo: noi non siamo capaci di vivere insieme perché non abbiamo il senso di appartenenza a una comunità. Noi vogliamo mettere in Senato i rappresentanti di interessi legittimi, ma che sono quelli di governo del territorio. Tutti gli Stati federali hanno un sistema bicamerale, perfetto o imperfetto, altrimenti non funzionano e il Senato serve a garantire la coesione nazionale”.

“Dalla lettura del testo della Commissione – ha poi proseguito Micheloni – vi do due fotografie: la prima è la risposta che si dà all’antipolitica, alla distanza tra la rappresentanza e il cittadino. Direi, bella risposta che diamo con l’Italicum: una legge con liste bloccate. Dunque, lì c’è il potere di un segretario di partito che deciderà chi andrà alla Camera dei deputati mentre, per quanto riguarda il Senato, diciamo ai cittadini che una volta che hanno eletto il loro sindaco e il loro consigliere regionale il loro compito è finito: ci pensiamo noi. Mi sembra che la casta, che ha avuto le mura principali del suo castello demolite, si è rinchiusa nella torre del castello: questa è l’immagine che vedo da questo disegno… L’altra immagine, mi dispiace e mi fa male dirlo, è che il risultato di questo piano non è che il concetto di un uomo solo al comando. Mi dispiace, ma non c’è un’altra lettura possibile”. (Inform)

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