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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’intervento nell’Aula di Montecitorio del Premier Draghi: La situazione economica europea e italiana è in forte miglioramento

CAMERA DEI DEPUTATI

In vista della riunione del Consiglio europeo del 24-25 giugno,

Fra i temi affrontati oltre all’economia, la pandemia, i vaccini,  le  migrazioni, i  rapporti con Turchia e Russia, e le crisi in Etiopia e nel Sahel

(fonte immagine Camera dei Deputati)

ROMA – Intervenendo nell’Aula di Montecitorio il Premier Mario Draghi ha illustrato i principali temi che verranno discussi nel nel Consiglio europeo di questa settimana, ovvero la ripresa economica, la pandemia da COVID-19, i vaccini, le migrazioni, temi di politica estera, come i rapporti con Turchia e Russia, e le crisi in Etiopia e nel Sahel.

“La situazione economica europea e italiana – ha esordito il Presidente del Consiglio – è in forte miglioramento. Secondo le proiezioni della Commissione europea, nel 2021 e nel 2022 l’Italia crescerà rispettivamente del 4,2 e del 4,4 per cento, come il resto dell’Unione Europea. Molti degli indicatori che abbiamo a disposizione indicano che la ripresa sarà, probabilmente, ancora più sostenuta. Gli ultimi dati sulla fiducia di imprese e consumatori, riferiti al mese di maggio, sono in marcato aumento. Il dato per le imprese, in particolare, è in forte accelerazione rispetto alla tendenza positiva degli ultimi mesi ed è il dato più alto dal febbraio 2018. Anche il commercio estero è ripartito. Nel mese di aprile, le esportazioni sono cresciute notevolmente, non solo rispetto all’anno scorso, quando il loro livello era stato eccezionalmente basso, ma anche rispetto a 2 anni fa, segnando un più 7,4 per cento. Sempre ad aprile, l’indice della produzione industriale è aumentato dell’1,8 per cento rispetto a marzo. La fiducia, insomma, sta tornando. Il nostro obiettivo – ha aggiunto Draghi – è superare in maniera duratura e sostenibile quei tassi di crescita anemici, diciamo, che l’Italia registrava prima della pandemia. Per far ciò è fondamentale mantenere a livello europeo una politica di bilancio espansiva nei prossimi mesi”. Il Premier ha poi sottolineato come il raggiungimento di  tassi di crescita notevolmente più alti di quelli degli ultimi decenni “ci permetterà anche di ridurre il rapporto tra debito e prodotto interno lordo, che è aumentato di molto durante la pandemia, come peraltro in tutti gli altri Paesi dell’Unione europea, e ci consentirà di creare nuovi tipi di lavoro, nuovi posti di lavoro, fondamentali per affrontare le transizioni: quella digitale, quella ambientale.

In questo quadro economico positivo – ha continuato Draghi – permangono, però, alcuni rischi. Il primo è proprio la situazione epidemiologica, sebbene in forte miglioramento, questa deve essere osservata, monitorata con attenzione. In particolare, dobbiamo tenere sotto controllo l’emergere e il diffondersi di nuove e pericolose varianti che possono rallentare il programma di riaperture e frenare consumi e investimenti. Il secondo potenziale pericolo è l’inflazione che, nell’area dell’euro, ha raggiunto il 2 per cento a maggio, dopo l’1,6 di aprile. C’è largo consenso che, a oggi, questo aumento sia temporaneo perché legato a un recupero della domanda, a strozzature dell’offerta e a effetti contabili. L’inflazione cosiddetta core – che esclude le componenti più variabili come l’energia -, cioè quella a cui si guarda per capire se un aumento dell’inflazione è duraturo oppure temporaneo, rimane molto bassa nella zona dell’euro, anche se è in crescita negli Stati Uniti…. Un ulteriore rischio è legato al debito. Nel corso del 2020 il rapporto debito-PIL nell’Unione europea è salito di 16,7 punti percentuali, in Spagna del 25,7, in Francia del 18,5, in Italia del 15,8 per cento. Nel 2020 i Governi europei hanno utilizzato in maniera corposa le garanzie statali per un ammontare di 450 miliardi di euro nei soli quattro Paesi più grandi dell’Unione. Alcune di queste garanzie probabilmente dovranno essere, come dire, realizzate. Una politica di bilancio espansiva è essenziale quindi per preservare ritmi di crescita sostenuti che, a loro volta, permetteranno di ridurre l’indebitamento; tuttavia, è importante che tutti i Governi si impegnino, nel medio termine, nel lungo termine, a tornare ad una politica di bilancio prudente una volta che la crescita sarà di nuovo sostenibile. Questo serve per rassicurare gli investitori, prevenire eventuali rialzi dei tassi di interesse e dunque favorire gli attuali programmi di investimento. L’ultimo rischio – ha rilevato il Premier – riguarda la coesione sociale e la sostenibilità ambientale. Le fasi di ripresa dalle crisi precedenti hanno spesso favorito solo alcune fasce della popolazione, penalizzando i meno abbienti, i più giovani e le donne. Non abbiamo prestato la dovuta attenzione alla crisi climatica che colpisce soprattutto le aree più fragili del nostro Paese; questa volta dobbiamo agire diversamente.

Draghi si è poi soffermato sulle risorse del del Next Generation EU. “L’approvazione del Piano italiano da parte della Commissione, confermata dalla Presidente von der Leyen durante la sua visita di ieri a Roma, – ha affermato il Presidente del Consiglio – conferma il grande lavoro svolto dal nostro Paese. Abbiamo messo insieme un Piano ambizioso di riforme e di investimenti e lo abbiamo fatto con la collaborazione degli enti territoriali, delle parti sociali e del Parlamento, che tengo qui a ringraziare. Il vostro ruolo come Parlamento sarà fondamentale durante tutta l’attuazione del Piano. Come ho avuto modo di dire ieri alla Presidente von der Leyen, l’approvazione da parte della Commissione è infatti soltanto il primo passo. Nei prossimi mesi ci aspetta un cammino impegnativo per avviare i progetti di investimento previsti e per portare avanti l’agenda di riforme. Gli occhi dell’Europa sono sull’Italia. Il nostro è, infatti, il programma più di sostanza, più grande, per un importo pari a 191,5 miliardi di euro, a cui si aggiungono i 30 miliardi del Fondo complementare. Il successo del programma Next Generation EU dipende in larga parte da noi”. Per quanto poi riguarda la crisi pandemica Draghi ha ricordato come oggi nel vecchio continente  la situazione stia migliorando e nell’Unione europea più di metà della popolazione adulta abbia ricevuto almeno 1 dose di vaccino, in Italia la quota è quasi del 60 per cento e circa il 30 per cento della popolazione adulta ha completato l’intero ciclo di vaccinazione. “In ogni caso – ha aggiunto – i rischi legati alle varianti, e in particolare alla cosiddetta variante Delta, ci impongono di procedere nella campagna vaccinale con la massima intensità. Dobbiamo inoltre continuare a concentrarci sui soggetti più fragili, non ci devono essere distrazioni; i soggetti più fragili come i più anziani, che sono maggiormente a rischio di morte o di ospedalizzazione. Per quanto riguarda il pass italiano, il 17 giugno è stato firmato il DPCM che definisce le modalità di rilascio. È, quindi, operativa in Italia la piattaforma informatica di rilascio della certificazione, che facilita la partecipazione ad alcune tipologie di eventi e gli spostamenti tra regioni in caso di peggioramento del quadro epidemiologico. Dal 1° luglio la certificazione sarà valida anche come certificato verde europeo per poter viaggiare da e per i Paesi dell’Unione europea e dell’area Schengen. Intanto consentiamo già, alle stesse condizioni di certificazione, l’ingresso in Italia dei turisti provenienti dalle stesse aree, dagli Stati Uniti, dal Canada e dal Giappone; vogliamo permettere loro di venire in sicurezza in Italia, per aiutare i nostri albergatori e i ristoratori a ripartire, dopo un anno e mezzo di difficoltà”. Draghi ha poi rilevato come nel prossimo Consiglio Europeo verrà affrontata la questione del miglioramento  dell’acceso ai vaccini nei Paesi più poveri. Una necessità non solo etica ma anche sanitaria, onde evitare la nascita di nuove varianti del virus molto contagiose. Ne cosiglio si parlerà inoltre della convocazione di una sessione speciale dell’Assemblea mondiale della salute a novembre. Il Premier ha inoltre affrontato la questione dei flussi migratori “il Governo – ha affermato Draghi – vuole gestire l’immigrazione in modo equilibrato, efficace, umano, ma questa gestione non può essere soltanto italiana; deve essere davvero europea Occorre un impegno comune che serva a contenere i flussi di immigrazione illegali, a organizzare l’immigrazione legale e aiutare questi Paesi a stabilizzarsi e a ritrovare la pace e penso ovviamente, in modo particolare, alla Libia… Vogliamo – ha aggiunto Draghi – che il Consiglio promuova un’azione più incisiva sui rimpatri, anche attraverso lo strumento dei rimpatri volontari assistiti, e che favorisca un impegno comune a sostegno dei corridoi umanitari. Attualmente, credo, noi siamo i protagonisti per i corridoi umanitari; credo che ci siano pochissimi altri Paesi che li fanno e, devo dire, sia pure nella ridotta dimensione, li fanno così bene. Più in generale serve una maggiore considerazione dal punto di vista politico e finanziario delle rotte migratorie nel Mediterraneo centrale e occidentale. Oggi è privilegiata soprattutto la rotta orientale sul piano giuridico e finanziario. Occorre uno specifico impegno dell’Unione europea per la stabilità in Libia, auspicabilmente sotto gli auspici delle Nazioni Unite”.

Il Premier ha anche rilevato come, per quanto riguarda la politica estera, il Consiglio europeo si occuperà in primo luogo dei  rapporti tra Unione europea e Turchia, ribadendo però la preoccupazione per il rispetto dei diritti fondamentali in questo Paese, come i diritti delle donne, i diritti civili e i diritti umani. Nel Consiglio si parlerà anche di Russia, della stabilizzazione del Sahel, della grave crisi umanitaria nel Tigrai,

“Oggi – ha concluso Draghi – possiamo dirci ragionevolmente ottimisti per l’evoluzione della situazione europea: la campagna vaccinale ci sta permettendo di contenere in maniera efficace la pandemia, la ripresa economica procede rapida e il programma Next Generation EU ci fa guardare con fiducia a una stagione di riforme e investimenti. Tuttavia, permangono diverse sfide: la gestione della migrazione è una, a cui ho appena accennato e dobbiamo affrontarla con molta attenzione e molto impegno per venire incontro alle richieste dei nostri cittadini. L’Unione europea è la sede giusta per risolvere questi problemi, ma è importante che i nostri partner comprendano l’urgenza di trovare soluzioni rapide e condivise”. (Inform)

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