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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’intervento in Aula di Aldo Di Biagio (Per l’Italia – ripartizione Europa) sull’informativa del ministro dell’Interno Alfano, sul tema del terrorismo internazionale di matrice religiosa

SENATO DELLA REPUBBLICA

 “Una situazione complessa sulla quale l’Europa deve mostrarsi presente, attiva e collaborativa e l’Italia avere un ruolo di primo livello, anche per l’esperienza maturata in peacekeeping e cooperazione internazionale”

 

ROMA – Aldo Di Biagio, senatore di “Per l’Italia” eletto nella ripartizione Europa, è intervenuto a Palazzo Madama nella discussione seguita all’informativa del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, sul tema del terrorismo internazionale di matrice religiosa.

Un intervento “che dà conto della gravità e del livello di allarme che il terrorismo fondamentalista sta assumendo in questi mesi, imponendosi violentemente all’attenzione della comunità internazionale con la preoccupante ascesa dell’Islamic State nei territori di Iraq e Siria – ha rilevato Di Biagio, segnalando come tale problema non possa essere sottovalutato né sminuite le sue ripercussioni sul piano internazionale e in tema di sicurezza nazionale. “Uno degli aspetti più allarmanti per il nostro Paese è, senza dubbio, rappresentato dai combattenti reclutati in Paesi stranieri: un fenomeno – rileva l’esponente di Per l’Italia – che interessa certamente i Paesi del Mediterraneo settentrionale, ma che coinvolge anche l’Europa, con apporti non trascurabili in particolare dalla Bosnia e dal Kosovo, e l’Italia, quanto sia alla residenza dei volontari reclutati che alla cittadinanza degli stessi”. Di Biagio sottolinea come la pericolosità di tali soggetti sia dovuta alla “libertà di spostamento entro e fuori i confini nazionali ed europei” e alla “capacità dei combattenti di fornire, oltre ad una adesione personale, un supporto di natura logistica” nel nostro Paese, situazione che “richiede l’intensificazione del monitoraggio finalizzato a prevenire e contrastare il reclutamento jihadista”, attraverso la “piena tracciabilità degli spostamenti” ed un “controllo più attento su realtà minori e difficilmente controllabili” che potrebbero essere vulnerabili a questo tipo di estremismi. Un’operazione che necessita di “una collaborazione più stretta tra tutti i reparti investigativi e di polizia” e il rinnovo degli strumenti legislativi, rinnovo su cui il senatore ribadisce la disponibilità all’interlocuzione con il Governo. Sostegno viene anche assicurato all’azione svolta dal Ministero dell’Interno per prevenire il rischio di reclutamento, azione che deve essere inserita – rileva il senatore – “all’interno di un intervento coordinato dell’Europa la quale, in chiave Nato, si mostri attiva e risoluta nella condanna dei crimini, nelle azioni volte a circoscrivere e contrastare l’avanzata del califfato, anche colpendo le realtà che ne favoriscono economicamente la sussistenza, e nel contrasto alle dinamiche di reclutamento, indottrinamento e promozione del terrorismo”. Per Di Biagio infatti “la risposta alle violenze e alle provocazioni dell’Islamic State non può essere articolata singolarmente”.

Altro fronte su cui è necessario il coordinamento europeo è quello umanitario, “a fronte della drammatica situazione delle centinaia di migliaia di profughi che già sono state cacciate dai territori di Iraq e Siria, e che Amnesty International ha recentemente stimato in più di un milione di profughi”, “una crisi umanitaria destinata – avverte Di Biagio – ad avere un impatto sulle difficili dinamiche dell’emigrazione che costantemente si ripropongono alla nostra attenzione, aggravate, in questo caso, dall’oggettivo rischio che, all’interno di detti flussi, si nascondano ipotetici focolai di terroristi di ritorno”. Il contesto richiede dunque oggi “un ulteriore approfondimento della risposta umanitaria che il nostro Paese può e deve fornire al fenomeno dei flussi migratori, mantenendo alta l’attenzione per i rischi connessi”, approfondimento che per il parlamentare deve essere fatto “attraverso scelte coraggiose, sia nel contrasto al traffico di uomini sia nella gestione dei flussi, che consentano di definire un quadro d’azione omogeneo in chiave europea e di declinare una risposta lucida anche per una rimodulazione più organica e condivisa delle dinamiche legate all’asilo politico”.

“Abbiamo dinanzi agli occhi una situazione complessa sulla quale l’Europa deve mostrarsi presente, attiva e collaborativa. L’Italia, a sua volta, può e deve avere un ruolo di primo livello, anche considerando la profonda esperienza maturata nel contesto delle tante missioni di peacekeeping e cooperazione internazionale, che hanno visto il coinvolgimento del nostro Paese e che costituiscono parte attiva della credibilità dell’Italia in politica estera. In questo momento – conclude Di Biagio – non ci si può tirare indietro, e rispetto a questo, apprezziamo pienamente quanto il nostro Paese ha fatto e sta facendo con grande serietà, anche attraverso l’operato del ministro Alfano”. (Inform)

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