CAMERA DEI DEPUTATI
“L’Italia troverà il modo di onorare la memoria di Giovanni e lavoreremo per acquisire il massimo di ulteriori informazioni possibili sulle circostanze del tragico errore”
ROMA – Oggi nell’Aula di Montecitorio il ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale Paolo Gentiloni ha svolto una informativa urgente del Governo sulle recenti notizie relative all’uccisione dell’operatore umanitario Giovanni Lo Porto, avvenuta ai confini tra Pakistan e Afghanistan.
Nel suo intervento il ministro ha ricordato come Lo Porto, un volontario esperto nella cooperazione internazionale, abbia dedicato la sua esistenza a portare nel mondo solidarietà alla stregua di tanti altri nostri connazionali. Gentiloni ha anche ricordato come la Farnesina abbia seguito con la massima attenzione questo rapimento durato quaranta mesi. “Da parte della Farnesina – ha ricordato il ministro – erano stati avviati tutti i canali disponibili per avere notizie di Lo Porto dopo il rapimento. Siamo stati in costante contatto con la struttura omologa tedesca all’unità di crisi per tutto il tempo in cui Lo Porto è stato insieme al collega tedesco, è stata sostenuta la massima possibile azione diplomatica sul governo del Pakistan chiedendo di istituire un’apposita task force ai cui lavori hanno partecipato regolarmente tecnici italiani”.
“L’ultima evidenza secondo la quale Giovanni Lo Porto risultava in vita – ha poi ricordato il ministro – risale allo scorso autunno. Nell’area sono risultate poi sempre più frequenti azioni militari condotte lungo il confine afgano-pakistano. Tali azioni hanno contribuito a rendere ancora più complessa, specie negli ultimi mesi, l’attività di acquisizione delle informazioni sul terreno. La Farnesina, attraverso l’Unità di crisi, ha mantenuto in tutti questi anni un costante contatto con la famiglia e, in particolare, con la madre e i fratelli di Giovanni residenti a Palermo”.
“Voglio assicurare – ha affermato Gentiloni – che l’Italia troverà il modo di onorare la memoria di Giovanni, come ha sottolineato ieri il Presidente del Consiglio, e che lavoreremo per acquisire il massimo di ulteriori informazioni possibili sulle circostanze del tragico errore riconosciuto ieri dal Presidente Obama. Ma una cosa deve essere chiara: i tragici errori e le colpe che il Presidente degli Stati Uniti ha direttamente riconosciuto non incrinano la determinazione con cui il Governo intende proseguire la lotta contro il terrorismo. È una minaccia seria, va affrontata collaborando con i nostri alleati, va affrontata sostenendo l’azione di tutte le forze dello Stato impegnate sul terreno, va affrontata con l’unità del Parlamento e del popolo italiano”.
“E’ nostro dovere – ha concluso Gentiloni riferendosi ai casi di padre Dall’Oglio rapito in Siria e di Ignazio Scaravilli scomparso in Libia in Libia – fare ogni sforzo per soccorrere e sottrarre ai sequestratori i nostri connazionali che sono ancora tenuti prigionieri ”. (Inform)