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L’intervento dell’ambasciatrice d’Italia in Bulgaria Giuseppina Zarra alla conferenza “La strada verso COP 26, la scelta della Bulgaria”: “il 2021 è l’anno chiave per la lotta ai cambiamenti climatici”

RETE DIPLOMATICO-CONSOLARE

 

SOFIA – Si è svolta nei giorni scorsi a Sofia la conferenza speciale intitolata “La strada verso COP 26, la scelta della Bulgaria” dedicata alla preparazione della Bulgaria al forum delle Nazioni Unite a Glasgow, a cui ha partecipato anche l’ambasciatrice d’Italia Giuseppina Zarra.

L’iniziativa è stata organizzata da Move.BG, insieme alle Ambasciate del Regno Unito e Italia, “per dare più peso nell’agenda pubblica della Bulgaria al tema della crisi climatica e al possibile contributo del nostro Paese alla sua soluzione – ha spiegato la fondatrice di Move.BG Sasha Bezuhanova. “Il tema del clima è presente nel dibattito pubblico principalmente attraverso la dimensione sociale della chiusura delle miniere nel complesso di Maritza East. Gli impegni formalmente accettati all’interno del processo europeo non hanno un piano nazionale integrato, condiviso e pubblicamente sostenuto del nostro Paese per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione dell’Europa – prosegue Bezuhanova, auspicando che l’evento possa contribuire a colmare questo ritardo.

Nel suo intervento l’ambasciatrice Zarra ha sottolineato che “il 2021 è l’anno chiave della lotta ai cambiamenti climatici e l’Italia, in qualità presidente di turno del G20 e co-chair, insieme al Regno Unito, della COP26, intende lavorare con impegno per garantire il successo dei negoziati in corso, riaffermando e rafforzando il proprio ruolo di Paese, ambizioso e solidale”.

“La ripresa – ha proseguito Zarra – offre un’opportunità unica per porre in essere un cambiamento sistemico a livello globale: mentre ripristiniamo la salute delle nostre economie, dobbiamo investire sulla salute del nostro pianeta e mettere le persone e la natura al centro dell’agenda politica. L’agenda del G20 si concentrerà sulla valorizzazione di quei beni pubblici (Persone, Pianeta e Prosperità) essenziali per prevenire e affrontare shock come quelli che stiamo vivendo. Dobbiamo immaginare un nuovo modello di sviluppo e la lotta al cambiamento climatico deve essere al centro di questi sforzi”.

Zarra ha ricordato inoltre che “la Presidenza italiana del G20 è impegnata in particolare in un’azione rivolta a grandi Paesi ancora esitanti, o con piani non sufficientemente chiari in materia climatica (i c.d. “Big Emitters”), con l’obiettivo principale di coagulare consenso per un impegno politico che sarebbe storico, ovvero la neutralità climatica con zero emissioni nette alla metà del secolo”. “A livello nazionale e a livello UE – ha evidenziato l’Ambasciatrice, – l’obiettivo rileva anche in chiave di rilancio economico dopo la crisi globale causata dalla pandemia, alla luce delle importanti opportunità strategiche che la transizione ecologica offre per i nostri settori industriali e della ricerca, da sempre all’avanguardia su tali temi, anche in ottica di autonomia tecnologica dell’Unione Europea”.

Zarra ha poi richiamato gli eventi preparatori alla Conferenza di Glasgow programmati in Italia, tra cui lo “Youth4Climate: Driving Ambition”,  che si è appena concluso, a Milano, e che è stato organizzato per offrire ai giovani di tutto il mondo l’opportunità di elaborare proposte concrete da portare sul tavolo della Pre-COP e della COP26. Per Zarra è “fondamentale promuovere l’impegno delle giovani generazioni ed incanalare in modo positivo la mobilitazione giovanile, in quanto saranno loro ad avere il futuro del nostro pianeta”; segnala poi l’evento ministeriale focalizzato sulle sfide ambientali e climatiche in Africa dal titolo “Incontri con l’Africa” in programma a Roma il 7 e 8 ottobre.

“La finanza svolgerà un ruolo chiave per il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi posti. L’attuale crisi – sottolinea Zarra – avrà inevitabilmente un impatto sulla mobilitazione dei finanziamenti per il clima. In questa difficile situazione, dovremmo porre in essere iniziative originali per mobilitare ulteriori finanziamenti per il clima e per lavorare a stretto contatto con i partner dei Paesi in Via di Sviluppo. La Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale, inoltre, possono e devono continuare svolgere un ruolo significativo nel fornire risorse e favorire la cooperazione tra i Paesi per contrastare il cambiamento climatico”.

“Le dinamiche globali stanno cambiando e Italia e Regno Unito hanno stretto una forte partnership, esempio concreto di una cooperazione strategica nella lotta ai cambiamenti climatici, nonché uno stimolo per i Paesi per elaborare e attuare ambiziosi impegni nazionali sul clima e per il successo della transizione verso la neutralità climatica a lungo termine – segnala l’Ambasciatrice, che chiude il suo intervento citando una frase dell’antropologa Margaret Mead: “Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini coscienziosi ed impegnati possa cambiare il mondo. In verità è l’unica cosa che è sempre accaduta”.

Alla conferenza hanno partecipato Ministri, scienziati, esperti di economia e ambientalisti. Presente anche il vice primo ministro bulgaro Atanas Pekanov.

L’iniziativa si svolge a pochi mesi dalla pubblicazione del rapporto sul clima dell’Onu, che ha avvertito che il cambiamento climatico potrebbe diventare irreversibile se non si prendono le misure necessarie per limitare il riscaldamento globale, mentre un’analisi della BBC con degli scienziati di Oxford e Berkeley ha mostrato che l’Europa dell’Est è una delle regioni più colpite dal riscaldamento globale.

COP 26 è una conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Il forum, organizzato dalla Gran Bretagna in partnership con l’Italia, fa parte di una conferenza nell’ambito del nuovo protocollo UNFCCC dopo quello di Kyoto: è l’Accordo di Parigi sul clima, che mira a limitare il riscaldamento globale a 2 gradi entro il 2050 e lottando per 1,5 gradi entro la fine del secolo. (Inform)

 

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