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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’intervento della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen sullo stato dell’Unione

UNIONE EUROPEA

Emergenza Covid: in Italia un vertice sulla sanità in occasione della Presidenza italiana del G20

 

BRUXELLES – Il Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo primo intervento di indirizzo sullo stato dell’Unione per le politiche da attuare nel post pandemia ha rilanciato l’idea di un’Europa più forte. Un messaggio non nuovo considerando che i sei punti sui quali si basa la ripartenza nel dopo Covid sono null’altro che quelli contenuti nell’agenda politica per il quinquennio 2019-2024 e nell’Agenda 2030: Green Deal, era digitale, economia al servizio delle persone, rafforzamento della presenza europea nel mondo, promozione dello stile di vita europeo, nuovo slancio per la democrazia europea. L’attenzione di Ursula von der Leyen si è concentrata però principalmente sulle difficoltà messe a nudo dal Covid, ossia in primis quelle relative ai servizi sanitari nazionali. “E’ previsto un vertice sulla sanità proprio in Italia organizzato con il Premier Giuseppe Conte e con la Presidenza italiana del G20 nel 2021”, ha commentato con un riferimento andato al Global Health Summit. “E’ arrivato il momento di un’Unione sanitaria più forte”, è stato pertanto il monito del Presidente della Commissione europea. Quindi il discorso si è spostato su un altro problema, da anni sempre attuale, ossia quello delle politiche migratorie che hanno visto spesso l’Italia dover fronteggiare da sola la questione migranti in arrivo sulle proprie coste. Non è infatti una notizia di queste ore che ci sia bisogno di rivedere per esempio gli accordi di Dublino e un ritorno all’applicazione dei più recenti accordi di Malta: l’Italia in più occasioni ha chiesto all’Europa di rendere sistemica e strutturale la partecipazione di tutti gli Stati membri, alla stessa misura, sul fronte dell’immigrazione. Il regolamento di Dublino, quello che ha creato in questi anni più discordie tra Stati, dovrebbe essere di fatto abolito e superato da quello che von der Leyen ha definito “un nuovo sistema di governance dell’immigrazione”. Sull’Europa verde e sul contrasto ai cambiamenti climatici, il Presidente della Commissione europea ha tirato in ballo il Recovery Fund: il 37% dei 750 miliardi messi sul piatto andranno alle politiche di Green Deal e di innovazione di tecnologie che sfruttano energia alternativa, come quella all’idrogeno, che possono trovare margini di impiego ampi nell’industria, nella mobilità e nel settore agricolo. Il 30% dei fondi sarà emesso attraverso i cosiddetti “green bonds”, ha concluso von der Leyen. (Inform)

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