direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’intervento del Premier Meloni alla 78esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite: “Io sono convinta che sia dovere di questa organizzazione dichiarare una guerra globale ai trafficanti di esseri umani”

ESTERI

 

NEW YORK – Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a New York ha tenuto un intervento per la 78esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il premier  ha inoltre incontrato, a margine dei lavori: il Presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky; il Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres; il Presidente della Repubblica del Ruanda, Paul Kagame; il Presidente dell’Algeria, Abdelmadjid Tebboune; il Primo Ministro del Canada, Justin Trudeau e il Presidente del Malawi, Lazarus McCarthy Chakwera. “Viviamo un’epoca complessa, fatta di emergenze e mutazioni continue, e non possiamo permetterci il lusso delle frasi di circostanza, dei principi decantati ma non attuati, delle scelte facili in luogo di quelle giuste”. Ha esordito nel suo intervento Meloni.  “Dobbiamo tornare al senso profondo di ciò che ha dato vita a questo luogo, la Comunità delle Nazioni e dei popoli che si riconoscono nella Carta delle Nazioni Unite del 1945, nata per trovare soluzioni condivise che potessero garantire pace e stabilità. Sono in fondo due gli elementi che hanno dato un senso a questo luogo. Da una parte le Nazioni, che esistono perché rispondono al bisogno naturale degli uomini di sentirsi parte di una comunità di destino, di appartenere ad un determinato popolo e di poter condividere con altre persone la stessa memoria storica, le stesse leggi, gli stessi usi e costumi. In una parola, l’identità”, ha proseguito il Premier respingendo l’idea del ritorno della forza quale strumento di risoluzione delle controversie internazionali riferendosi in modo esplicito al conflitto in corso tra Russia e Ucraina. “Sta a ciascuno di noi decidere da quale parte della storia stare, in coscienza. L’Italia ha scelto chiaramente da che parte stare. Lo ha fatto per senso di giustizia. Lo ha fatto perché è consapevole di quanto sarebbe difficile governare un mondo nel quale ha avuto la meglio chi bombarda le infrastrutture civili sperando di piegare un popolo con il freddo e il buio, chi utilizza come arma l’energia e ricatta le Nazioni in via di sviluppo impedendo di esportare il grano, la materia prima indispensabile per sfamare milioni di persone”, ha aggiunto Meloni. “L’attenzione dell’Italia è rivolta particolarmente verso l’Africa, dove nazioni già provate già provate dai lunghi periodi di siccità e dalle conseguenze dei cambiamenti climatici si trovano oggi di fronte a una situazione difficilissima anche in termini di sicurezza alimentare, che le espone ancora di più all’instabilità, e le rende facili prede del terrorismo e del fondamentalismo. È una scelta creare il caos e diffonderlo. E in quel caos, che produce decine di milioni di persone potenzialmente in cerca di condizioni di vita migliori, si infiltrano reti criminali che lucrano sulla disperazione per collezionare miliardi facili. Sono i trafficanti di esseri umani che organizzano la tratta dell’immigrazione illegale di massa. Noi vogliamo combattere la mafia in tutte le sue forme e combatteremo anche questa. Il punto è che combattere le organizzazioni criminali dovrebbe essere un obiettivo che ci unisce tutti, e che investe anche le Nazioni Unite, che investe anche questo luogo”, ha sottolineato Meloni rivolgendosi a un’Assemblea che, in altri tempi, ebbe un ruolo fondamentale nel debellare definitivamente quel crimine universale che era la schiavitù. “Io sono convinta che sia dovere di questa organizzazione rifiutare ogni ipocrisia su questo tema e dichiarare una guerra globale e senza sconti ai trafficanti di esseri umani. Ma per farlo dobbiamo lavorare insieme a ogni livello e l’Italia intende essere in prima fila su questo fronte”, ha rilevato Meloni ricordando la recente Conferenza su Migrazioni e Sviluppo di Roma, che ha visto il coinvolgimento delle nazioni mediterranee e di diverse nazioni africane su un processo che si snoda lungo due direttrici fondamentali: “sconfiggere gli schiavisti del terzo millennio da un lato; affrontare le cause alla base della migrazione dall’altro, con l’obiettivo di garantire il diritto a non dover emigrare”, ha spiegato Meloni parlando dell’Africa come di un continente tutt’altro che povero. “È al contrario un continente ricco di risorse strategiche. Detiene la metà di quelle minerarie del mondo, tra cui abbondanti terre rare, e il 60% delle terre coltivabili, spesso inutilizzate. L’Africa non è un continente povero, ma è stato spesso un continente sfruttato. Troppo spesso gli interventi delle Nazioni straniere nel continente non sono stati rispettosi delle realtà locali. Spesso l’approccio è stato predatorio”, ha sottolineato Meloni invitando a invertire la rotta su questo punto. “Saremo i primi a dare il buon esempio con il ‘Piano Mattei per l’Africa’, un piano di cooperazione allo sviluppo che prende il nome di Enrico Mattei, un grande italiano che sapeva conciliare l’interesse nazionale italiano con il diritto degli Stati partner a conoscere una stagione di sviluppo e progresso. Il punto centrale è che dobbiamo avere il coraggio di rimettere l’uomo, con i suoi diritti, al centro del nostro agire”, ha evidenziato Meloni auspicando anche meccanismi su scala globale che siano capaci di assicurare una governance per le tecnologie affinché rispettino barriere etiche e affinché “l’evoluzione della tecnologia rimanga al servizio dell’uomo e non viceversa”, ha puntualizzato Meloni ricordando che molti dei temi trattati saranno portati dall’Italia al centro della sua Presidenza del G7 nel 2024. “Ma sono soprattutto questioni che investono la responsabilità delle Nazioni Unite. Sfide enormi, che non possiamo affrontare se non prendiamo atto anche dei nostri limiti, come Nazioni e nel sistema multilaterale. Per questo l’Italia sostiene la necessità di una riforma del Consiglio di Sicurezza che lo renda più rappresentativo, trasparente ed efficace.  Che garantisca una distribuzione geografica dei seggi più equa e rafforzi anche la rappresentanza regionale”, ha concluso Meloni. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform