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L’intervento del Premier Giorgia Meloni all’incontro: “Voto alle donne. La democrazia italiana compie ottant’anni”

ISTITUZIONI

(Fonte foto Presidenza del Consiglio)

ROMA – Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è intervenuta, con i Ministri Eugenia Roccella (Famiglia, Natalità e Pari opportunità) ed Andrea Abodi (Sport e Giovani), all’incontro “Voto alle donne. La democrazia italiana compie ottant’anni”. L’evento si è svolto a Roma presso l’Accademia della Scherma, Casa delle Armi, Parco del Foro Italico.  Nel suo intervento il Premier Meloni ha ricordato che questo evento sugli 80 anni dal primo voto alle donne arriva a pochi giorni dall’anniversario di una data che, prima ancora del 2 giugno, ha segnato la svolta: cioè il 10 marzo del 1946, il giorno in cui si sono svolte le prime elezioni amministrative in Italia con la partecipazione di uomini e donne quindi con il suffragio universale. “Grazie a quella tornata sei donne hanno potuto indossare per la prima volta quella stessa fascia tricolore che oggi vedo qui rappresentata da tante altre. 10 marzo del 1946 è stato solo il primo, diciamo così, fotogramma di un viaggio che in fondo non si è ancora concluso e che è stato scandito da molte altre tappe decisive, tra le quali ovviamente non possiamo non citare il referendum istituzionale che ha decretato la nascita della Repubblica e l’ingresso delle prime 21 donne nelle istituzioni parlamentari in quell’Assemblea costituente che aveva il compito di scrivere la nostra Costituzione”, ha ricordato Meloni omaggiando la figura di Anna Garofalo, infermiera volontaria durante la Seconda Guerra Mondiale, pioniera del giornalismo al femminile, autrice del libro “L’italiana in Italia”. Per Meloni in quella storia c’era la consapevolezza che, da quel momento in poi, l’Italia non sarebbe più stata la stessa, perché quel voto ha dato alla Repubblica un carattere democratico indelebile all’insegna della piena parità. “La democrazia italiana era nata nel segno delle donne. Ottant’anni possono sembrare pochi se li guardiamo in rapporto alla grande storia, però sono ottant’anni che hanno forgiato il nostro popolo, che hanno permesso alle donne di questa Nazione di affermarsi e soprattutto di poter dimostrare ciò di cui sono capaci. Un cammino chiaramente lastricato dai sacrifici, dalla determinazione, dal coraggio, dal talento di molte donne e che ha consentito anche a me oggi di arrivare a ricoprire questo incarico, di arrivare a essere la prima donna a capo del Governo in questa Nazione. Io non potrei essere dove sono e molte delle donne che vedo in questa sala non potrebbero essere dove sono, se non fosse grazie a tutte le donne che prima di noi non hanno avuto paura di dimostrare il loro valore”, ha aggiunto il Presidente del Consiglio parlando di quelle donne che hanno osato e combattuto pregiudizi. “Donne che non hanno avuto paura di essere ciò che sono, della loro specificità di essere donne. Penso che le donne siano vincenti quando usano i loro schemi, quando usano le loro specificità e il loro valore aggiunto in termini di umanità e concretezza”, ha precisato Meloni evidenziando poi che si devono difendere libertà e merito “se vogliamo che il peso delle donne cresca”. Il Premier, dopo aver ricordato il “numero intollerabile di femminicidi”, è tornato sulla questione della parità e della meritocrazia. Per Meloni il compito dello Stato è quello di garantire l’uguaglianza fra uomini e donne  al  punto di partenza, dando a tutti le possibilità di competere alle stesse condizioni. Meloni ha poi ringraziato le tante donne che hanno ottenuto risultati importanti durante le Olimpiadi facendo i migliori auguri alle atlete delle Paralimpiadi. “Il messaggio che vorrei lasciare alla vigilia del 10 marzo, ma anche di quella di una giornata altrettanto importante come l’8 marzo, per le donne di questa Nazione è: lo Stato, le istituzioni a ogni livello continueranno a lavorare per garantire quello che serve a mettervi in condizioni di essere pienamente libere e di competere alla pari”, ha concluso Meloni. (Inform)

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