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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’intervento del Premier Conte in Senato prima delle dimissioni

CRISI DI GOVERNO

“Compito di un governo è lavorare per offrire ai giovani delle opportunità: ogni giovane che va via dall’Italia e non vi ritorna è una sconfitta per il Paese”

ROMA – Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è nei giorni scorsi intervenuto nell’Aula del Senato sulla crisi di Governo , annunciando e proprie dimissioni. Il Premier ha poi rimesso il suo mandato nelle mani del Presidente della Repubblica. Nel corso del suo intervento nell’Aula di Palazzo Madama il premier Conte ha spiegato le ragioni per le quali, a suo giudizio,  non ha più senso continuare l’esperienza del governo gialloverde, dove gli attriti e le divergenze di vedute superano ormai da tempo i punti in comune. “Questo esecutivo è nato per intercettare l’insoddisfazione dei cittadini che hanno manifestato l’idea di un cambio netto rispetto al passato”, ha sottolineato Conte ricordando alcuni passaggi significativi di questi quattordici mesi di attività. Il premier ha tenuto a menzionare in particolare il decreto Codice Rosso, il decreto Crescita, il decreto Sblocca Cantieri e il Reddito di Cittadinanza.

Conte ha criticato la decisione della Lega di porre fine al governo all’indomani dell’approvazione del decreto Sicurezza Bis e dei risultati ottenuti proprio dalla Lega alle recenti elezioni europee. “Il contratto di governo sottoscritto da Lega e Movimento 5 Stelle – ha precisato il Premier – prevedeva in caso di divergenze l’impegno delle parti a discuterne con la massima sollecitudine ma sempre nel rispetto della leale cooperazione”.

Conte si è anche detto preoccupato per un possibile indebolimento del ruolo dell’Italia in Europa, in un momento di delicate trattative come quello attuale, e ponendo altresì l’accento sul lavoro che ci sarebbe stato ancora da fare in ambito nazionale, come per esempio quello in materia di riforma della giustizia. Il presidente del Consiglio ha inoltre rivolto un pensiero ai connazionali all’estero. “Compito di un governo è lavorare per offrire ai giovani delle opportunità: ogni giovane che va via dall’Italia e non vi ritorna è una sconfitta per il Paese. Questo è un declino difficile da arrestare se non si riuscirà a trattenere i connazionali in partenza: per far ciò, occorre però investire in ricerca, istruzione e occupazione soprattutto nelle aree più disagiate”, ha  puntualizzato Conte.

“La politica deve essere orientata a rafforzare il ruolo di leadership che l’Italia merita – ha aggiunto il Premier – poiché parliamo di un Paese che già si distingue positivamente nel settore delle energie rinnovabili e dei modelli economici sostenibili. C’è inoltre bisogno di valorizzare maggiormente il patrimonio storico-artistico e il settore turistico, nonché di puntare alle tradizioni popolari e folkloristiche del nostro Paese”, ha evidenziato Conte ricordando a tal proposito la Giornata del 26 Ottobre dedicata proprio alla cultura popolare nostrana. “Il cosiddetto ‘nuovo umanesimo’ è stato la stella polare che mi ha guidato in questi mesi di governo, in ambito nazionale e internazionale. Credo che sia necessario opporsi tanto all’europeismo fideistico quanto allo scetticismo sterile con le sue chiusure identitarie: dobbiamo dunque rilanciare un progetto europeo credibile e sostenibile, dal punto di vista finanziario, ma anche solidale e inclusivo”, ha spiegato Conte che per l’area del Mediterraneo ha auspicato la fine del conflitto militare in Libia e la contestuale promozione di nuovi modelli di cooperazione. Il Premier ha quindi voluto ribadire l’importanza di accordi di natura commerciale intrapresi recentemente dall’Italia: su tutti la cosiddetta ‘Via della Seta’ con la Cina, introducendo i nostri standard qualitativi. Infine è giunto il monito a non mettere in discussione il rapporto Transatlantico e quello con l’Unione europea. (Simone Sperduto/Inform)

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