direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’intervento del direttore generale Luigi Maria Vignali sulla riforma delle modalità di voto per l’estero

CGIE – 41ma ASSEMBLEA PLENARIA

La riforma del voto all’estero è ineludibile e al tempo stesso dovrà essere sostenibile per il futuro, proprio per salvaguardare questa  grande conquista di tutti gli italiani nel mondo”

ROMA – Al termine del dibattito sulla riforma delle modalità di voto per l’estero, svoltosi alla Farnesina nell’Assemblea Plenaria del Cgie, è intervenuto il direttore generale per gli Italiani all’estero del Maeci, Luigi Maria Vignali.

“Il tema del voto all’estero – ha esordito Vignali – è centrale perché da solo qualifica la funzione stessa del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, una funzione propositiva che in qualche modo vuole portare avanti il processo e non lo vuole subire. Sarà importante che il Cgie, attraverso l’Assemblea Plenaria e le Commissioni continentali, continui a lavorare sul tema. Sono emerse oggi – ha proseguito Vignali – tre considerazioni condivise . La prima è quella del costante aumento della corpo elettorale e della complessità dell’esercizio. Abbiamo 700.000 elettori in più, teoricamente ne potremo avere un milione in più la prossima volta, e questo è un dato con cui dobbiamo fare i conti, così come con la costante della complessità. Abbiamo adesso i temporanei all’estero  che votano e un maggior numero di Paesi anche molto lontani dove vivono gli italiani”.

“Il secondo punto – ha continuato il direttore generale – è quello delle risorse che,  se andrà bene rimarranno costanti, ma in questi anni sono diminuite, e non parlo solamente del numero degli addetti consolari e del numero dei diplomatici all’estero, parlo anche di risorse economiche e finanziarie. Perché far votare 4.700.0000 italiani all’estero con questo sistema costa tanto e purtroppo il ministero dell’Economia ha invece ridotto la dotazione. Il terzo punto è quello della forte attenzione mediatica, anche attraverso  i nuovi strumenti come i social media, che c’è sul voto all’estero. Un’attenzione che penalizza l’esercizio perché proietta un’immagine negativa e deleteria del voto all’estero.  Allora, se mettiamo insieme questi dati – aumento del corpo elettorale, complessità dell’esercizio, risorse costanti se non decrescenti, attenzione spasmodica dei media sulle elezioni all’estero – noi dobbiamo prendere atto che la riforma del voto all’estero è ineludibile e al tempo stesso dovrà essere una riforma sostenibile per il futuro,  proprio per salvaguardare questa grande conquista di tutti gli italiani nel mondo”. (G.M.-Inform)

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