direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’incontro online dello CSER “Migrazioni a fumetti, esperienze editoriali e progetti culturali sulla mobilità umana”: gli interventi del Consigliere Giovanni Maria De Vita (Maeci- Turismo delle Radici) e della fumettista Simona Binni

ITALIANI ALL’ESTERO

 

ROMA – Si è svolto online l’incontro del il Centro Studi Emigrazione (CSER) “Migrazioni a fumetti, esperienze editoriali e progetti culturali sulla mobilità umana”. Tra i vari ospiti intervenuti durante l’incontro, ha preso parola anche il Consigliere del Maeci Giovanni Maria De Vita, coordinatore del Progetto Turismo delle Radici.  “Attraverso il fumetto – ha esordito De Vita – noi abbiamo pensato di stimolare l’attenzione del pubblico sull’emigrazione italiana attraverso un linguaggio nuovo, che è vicino ai giovani, e che richiede un’attenzione minore rispetto a leggere i meravigliosi volumi della storia dell’emigrazione italiana”. In proposito il Consigliere ha ricordato il lavoro realizzato anni fa sulla storia degli italiani in Belgio: “una iniziativa che ci è pervenuta dal Comites di Bruxelles, che ci ha chiesto un finanziamento per questo progetto, progetto che è stato poi condiviso finanziariamente dalle amministrazioni delle Fiandre e dalla Wallonia. Così nasce la storia degli italiani in Belgio, una storia importante, che parla di questa odissea dei nostri italiani, tra l’altro, con un’attenzione a quello che gli italiani hanno dovuto patire e con riferimento anche ai molti gruppi etnici che stanno arrivando oggi in Italia. Devo dire – ha aggiunto De Vita – che la bellezza di questo fumetto è quella di raccontare una storia davvero significativa, cioè quella degli italiani in Belgio, che ha portato ed una accettazione della comunità e all’ottenimento di successi attraverso l’impegno ed il sacrificio”. “Vi è stata poi – ha proseguito De Vita – l’iniziativa del Comites di Parigi, con un libro a fumetti dedicato alla storia degli italiani famosi sepolti nel cimitero Père-Lachaise.  Dopo di che abbiamo avuto il Comites di Zurigo, che ha realizzato una storia su un fenomeno molto drammatico dell’emigrazione italiana, che è quella dei bambini nascosti. Nel libro si parla di questa bambina immaginaria ma nel contesto di una storia vera. Dopo di che hanno abbiamo avuto le esperienze di Buenos Aires e Belo Horizonte, ed ora siamo in attesa di New York”. Ha poi preso la parola la illustratrice e fumettista Simona Binni che collabora con il Maeci nell’Ambito del Progetto del Turismo delle Radici. “Io penso – ha rilevato Binni – che il fumetto sia importantissimo come strumento di divulgazione, ed è un modo per sensibilizzare in particolar modo le nuove generazioni e avvicinarle a temi come quello dell’emigrazione. Di sicuro il fumetto si serve della potenza dell’immagine, io da disegnatrice passo molto tempo a cercare  di immedesimarmi nei personaggi che poi vado a raccontare, quindi spesso e volentieri entro nelle espressioni di dolore, di gioia delle loro vite attraverso la mia matita. Ma io credo che – ha proseguito la fumettista – che la cosa straordinaria del fumetto sia quella di riuscire a mettere insieme la potenza dell’immagine, con quella della parola. Allo stesso tempo il fumetto consente di soffermarsi su ciò che si legge dando anche la possibilità di poter tornare indietro. In una epoca in cui è tutto tanto veloce, poter tornare a riflettere sulle cose, poter voltare nuovamente la pagina, io credo che sia un recupero del nostro tempo estremamente importante”. Binni si è poi soffermata sulla sua storia a fumetti intitolata “Sotto lo stesso cielo”, in cui si parla della storia di una ragazza argentina di nome Cynthia, con dei nonni italiani, che si sono trasferiti in Argentina. Nel fumetto la protagonista della storia parte per l’Italia alla ricerca delle proprie origini e dei luoghi da dove proviene la sua famiglia. Ma quando è giunto il momento di ritornare in Argentina la protagonista capisce – spiega Binni – che “il nostro posto è dove resta il nostro cuore”. (Lorenzo Morgia- Inform)

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