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L’IIC di Bratislava organizza il 1° marzo una conferenza online dedicata all’artista italiano Maurizio Cattelan

APPUNTAMENTI

Prosegue il ciclo sui grandi artisti moderni e contemporanei italiani, curato dall’artista Gian Luca Bianco

BRATISLAVA – L’Istituto Italiano di Cultura di Bratislava organizza lunedì 1° marzo il terzo appuntamento del nuovo ciclo di conferenze online dedicate a dei grandi artisti moderni e contemporanei italiani, curato dall’artista Gian Luca Bianco.

L’evento, che potrà essere seguito sulla pagina Fb e sul canale You Tube dell’IIC, è focalizzato su Maurizio Cattelan, artista che sull’ambiguità, il doppio senso, l’allusione e il gioco di parole ha costruito la sua poetica, fatta di componenti concettuali e Pop, di marketing e mirate strategie di comunicazione.

Nato a Padova nel 1960, Cattelan è uno dei più importanti artisti italiani in attività. Le sue opere destano scalpore e (a volte) indignazione per il loro carattere dissacrante e provocatorio. Vive tra Milano e New York ed è, ad oggi, l’artista italiano in circolazione più quotato sul mercato. Le sue opere sono intrise di una forte carica emotiva che produce un effetto curioso: riescono a scandalizzare un’opinione pubblica che si crede ormai abituata a tutto. I suoi lavori sono sempre frutto di un ragionamento cominciato dall’autore e portato a termine da chi osserva. Sono un invito a non prendersi troppo sul serio perché così si finisce col diventare cinici, freddi e distaccati, mentre l’arte ha spesso un grande obiettivo: suscitare emozioni e fare battere il cuore un po’ più forte.

Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti di Bologna, negli anni Ottanta Cattelan comincia la sua carriera a Forlì, seguendo le tendenze dell’Arte Concettuale.

Nel 1986 con una tela segnata da tre squarci, alla maniera di Lucio Fontana, fa apparire la “Z” come la firma di Zorro, l’opera è considerata un manifesto del suo lavoro.

Già le prime creazioni rivelano il piacere nel combinare la scultura di tipo figurativo con la performance, includendo spesso eventi di tipo “happening”, azioni provocatorie di rottura che saranno il suo personalissimo stile. Una delle sue opere più note è “La Nona Ora”, scultura realizzata nel 1999 che raffigura Papa Giovanni Paolo II schiacciato a terra da un grosso meteorite. Ne seguiranno altre caratterizzate da estetica e forte provocazione.

Nel 2019 ha fatto scalpore mondiale l’esposizione dell’opera “Comedian” rappresentata da una semplice banana (vera) incollata alla parete con del nastro adesivo, opera che si disse fosse stata veduta per 120.000 dollari. A questo fatto, già eccezionale, si è aggiunto l’episodio dell’artista David Datuna, di New York, che la famosa “banana” se l’è mangiata all’Art Basel di Miami Beach! E con questo spuntino costoso ha ottenuto sul suo profilo Instagram 300mila visualizzazioni e la fama di “Hungry Artist”.

Gian Luca Bianco (Milano, 1967) è regista, artista, autore. Ha all’attivo regie di film e documentari, produzioni teatrali e la scrittura di alcuni libri. Realizza e cura mostre d’arte in Italia e all’estero e dal 2016 si è concentrato sull’idea del frammento dal quale è sorto un ciclo di opere denominate Imbilico, una profonda riflessione attorno al tema della distruzione e della perdita. Il progetto è stato presentato a Milano, Monza, Gubbio, Macerata, Perugia, Innsbruck, Barcellona, New York, Dusseldorf ecc. È inoltre consulente artistico. Ha vissuto vari anni a New York immergendosi nella dimensione urbana di questa metropoli. (Inform)

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