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L’IIC di Amburgo ospiterà il 21 aprile un incontro con Andra e Tatiana Bucci, deportate da bambine nel campo di concentramento di Auschwitz e sopravvissute all’Olocausto

EVENTI

L’iniziativa si svolge nell’ambito della “Settimana della Memoria”, organizzata dall’assemblea distrettuale di Hamburg-Mitte per celebrare l’anniversario della liberazione di Amburgo e ricordare l’evacuazione del campo di concentramento di Neuengamme

 

AMBURGO – L’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo ospiterà venerdì 21 aprile, dalle ore 10 alle ore 12, un incontro con le sorelle Andra e Tatiana Bucci, deportate nel campo di concentramento di Auschwitz Birkenau all’età di sei e quattro anni e sopravvissute all’Olocausto.

All’incontro parteciperanno i ragazzi di terza superiore del liceo “Meiendorf” e Titti Marrone, giornalista, scrittrice e amica delle due sorelle, che è attesa oggi all’IIC alle ore 19 per la presentazione del suo libro “Meglio non sapere” tradotto in tedesco da Klaudia Ruschkowski ed edito dalla Casa editrice Marix Verlag.

L’incontro, organizzato in collaborazione con l’associazione “Bambini di Bullenhuser Damm”, si inserisce nella “Settimana della Memoria”, organizzata per il terzo anno consecutivo dall’assemblea distrettuale di Hamburg-Mitte per celebrare l’anniversario della liberazione di Amburgo, avvenuta il 3 maggio 1945.

Nel corso di questa iniziativa, dal 20 aprile all’8 maggio, sono previsti oltre 70 eventi in laboratori di storia, luoghi commemorativi, musei, cinema e altri luoghi culturali del quartiere Mitte.

Ad aprire la Settimana è la commemorazione della data dell’evacuazione del concentramento di Neuengamme e dell’assassinio di 20 bambini ebrei e 28 detenuti del campo di concentramento, avvenuto il 20 aprile 1945 nel quartiere di Rothenburgsort.

Alla commemorazione, prevista il 20 aprile, alle ore 18, nella palestra della scuola di Bullenhuser Damm alla presenza della presidente dell’associazione “Bambini di Bullenhuser Damm”, Nicole Mattern e del sindaco di Amburgo Peter Tschentscher, parteciperanno anche Andra e Tatiana Bucci. Uno dei venti bambini ebrei uccisi ad Amburgo, Sergio De Simone, originario di Napoli, era un loro cugino, deportato con loro e le loro madri ad Auschwitz nel 1944. Mentre le sorelle, grazie ai consigli di una Kapo che le aveva prese a cuore, sono riuscite a sopravvivere, Sergio fu prelevato con altri 19 bambini e inviato al campo di concentramento di Neuengamme, Sergio De Simone fu poi ucciso nella cantina della scuola di Bullenhuser Damm, dove i nazisti hanno cercato di far sparire le tracce dei loro crimini. I corpi dei bambini uccisi non furono mai ritrovati.

Gli eventi commemorativi saranno accompagnati da un ampio programma culturale: incontri con testimoni contemporanei, letture con, tra gli altri, Michael Batz, Shelly Kupferberg e Hans-Hermann Klare, un ampio programma cinematografico con, tra l’altro, una doppia proiezione di “Niente di nuovo sul Fronte occidentale” nella versione originale del 1930 e nella versione Oscar del 2022, e numerose visite nei singoli quartieri ai luoghi della memoria.

Per i giovani sono previsti colloqui con testimoni contemporanei di Amburgo, workshop con il rapper ebreo Ben Salomo e un laboratorio di graffiti sul tema dei monumenti e dei memoriali. Gli alunni della scuola distrettuale di Amburgo-Mitte parteciperanno alla “Settimana della Memoria” pulendo le circa 130 Stolpersteine (pietre d’inciampo) che sono state posate per le vittime del terrore nazista nel quartiere di St. Georg.

Nell’atrio dell’ufficio distrettuale di Hamburg Mitte a partire dal 20 aprile sarà inoltre esposta la mostra “Tra assistenza forzata e campi di concentramento – Poveri e anticonformisti nell’Amburgo nazionalsocialista”, che sarà possibile visitare con guide specializzate.

Durante l’evento centrale, previsto il 3 maggio alle 19, l’assemblea distrettuale di Amburgo-Mitte assegnerà per la seconda volta il premio “Responsabilità – allora e oggi” in memoria di Esther Bejarano, al fine di rendere visibile, onorare e promuovere l’impegno eccezionale della società civile nello spirito di Esther Bejarano, la ragazza ebrea che si è salvata dal campo di concentramento di Ravensbrück, il più grande campo di concentramento per solo donne, perché sapeva suonare la fisarmonica.

Ulteriori informazioni sulle iniziative in programma sono disponibili sul sito dell’IIC. (Inform)

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