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Liguria, seduta solenne del Consiglio regionale dedicata al Giorno della Memoria

MEMORIA DELLA SHOAH

 

Intervenuto il rabbino capo della Comunità ebraica di Genova Giuseppe Momigliano. Premiati gli studenti vincitori del concorso “27 gennaio: Giorno per la Memoria”

 

GENOVA – Questa mattina nell’aula dell’Assemblea legislativa ligure si è svolta la seduta solenne del Consiglio regionale dedicata al Giorno della Memoria, per ricordare la Shoah e la persecuzione nazista durante la Seconda guerra mondiale. Alla cerimonia hanno assistito le massime autorità civili, militari e religiose.

Il presidente Francesco Bruzzone, ha aperto la seduta invitando consiglieri regionali, assessori e ospiti a osservare un minuto di silenzio per ricordare le vittime dell’Olocausto.

Il presidente del Consiglio regionale  ha ricordato che risale al 2004 la decisione dell’Assemblea legislativa d’istituire una seduta solenne dedicata alla memoria della Shoah e ha ringraziato le associazioni che sono da decenni impegnate nel ricordo di quei drammatici fatti. Bruzzone ha quindi rievocato l’incipit della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo: “Tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali” sottolineando come le leggi razziali, la Seconda guerra mondiale e l’Olocausto abbiano seriamente minacciato questi principi. Rivolgendosi, infine, agli studenti vincitori del concorso regionale il presidente dell’Assemblea ha ricordato le parole di Primo Levi: “Questo è successo e può succedere di nuovo” e li ha invitati a vigilare e impegnarsi perché tragedie simili non debbano ripetersi mai più.

Al termine dell’intervento il presidente Bruzzone ha presentato il relatore ufficiale della seduta: il rabbino capo della Comunità ebraica di Genova Giuseppe Momigliano.

Momigliano ha compiuto una dolorosa riflessione con alcuni riferimenti di carattere personale e familiare legati alla memoria della Shoà : “Faccio parte della generazione – ha detto – dei figli della Shoà” raccontando la testimonianza della propria madre subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Momigliano ha, quindi, illustrato le vicende della Shoà legate alla Comunità ebraica di Genova e si è soffermato sulla tenacia della fede: “L’esperienza di fede ebraica non venne a mancare anche nelle condizioni più tragiche dei ghetti e delle deportazioni”, nonostante le terribili condizioni di vita potessero indurre a infrangerne alcuni principi. Secondo Momigliano alcuni aspetti della Memoria possano costituire fonte e stimolo di impegno morale e di responsabilità condivise: “La domanda che dobbiamo porci non è tanto perché si è verificata questa tragedia, ma cosa può e cosa deve fare l’uomo dopo la Shoà. C’è una coscienza umana – ha concluso – che ogni giorno deve interrogarsi su questo”.

Nella seconda parte della seduta si è svolta la premiazione degli studenti vincitori dell’undicesima edizione del concorso “27 gennaio: Giorno per la Memoria”, indirizzato agli allievi degli istituti di scuola media superiore della Liguria e finanziato attraverso la legge 9 del 16 aprile 2004 del Consiglio regionale. Il prossimo mese, fra il 18 e il 22 febbraio, i ragazzi visiteranno i campi di sterminio di Auschwitz-Birkenau. (Inform)

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