MINISTERO DELLA DIFESA
Con l’avvicendamento di ITALBATT e dell’Italian National Support Element si conclude la fase di schieramento avviata con l’assunzione del comando del Settore Ovest
(Fonte foto Ministero della Difesa)
SHAMA – La Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli” ha completato nei giorni scorsi lo schieramento del contingente italiano dell’Operazione “Leonte XL” nel Settore Ovest di UNIFIL, nel Libano meridionale. Lo rende noto il Ministero della Difesa. Con l’assunzione del comando di ITALBATT da parte del Reggimento Lagunari “Serenissima” e dell’Italian National Support Element (IT-NSE) da parte del Reggimento Logistico “Pozzuolo del Friuli”, il dispositivo nazionale ha raggiunto la piena capacità operativa per assolvere i compiti assegnati nell’ambito della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Lo schieramento conclude la fase di avvicendamento iniziata il 5 agosto, quando la “Pozzuolo del Friuli”, al comando del Generale di Brigata Andrea Bertazzo, è subentrata alla Brigata “Sassari” alla guida del Settore Ovest di UNIFIL e della Joint Task Force Lebanon – Sector West (JTF L-SW). ITALBATT, dislocata presso la base di Al Mansouri e comandata dal Colonnello Leandro Corina, costituisce l’unità di manovra italiana del Settore Ovest. L’IT-NSE, con sede a Shama e al comando del Colonnello Fulvio Tarantini, assicura invece il supporto logistico e amministrativo alle componenti nazionali impiegate nella missione. La JTF L-SW riunisce circa 2.500 peacekeeper di 17 Paesi ed è articolata su cinque Battle Group a guida italiana, sudcoreana, ghanese, irlandese-polacca e malese, oltre ad assetti multinazionali di supporto. In un contesto regionale ancora caratterizzato da instabilità, i peacekeeper del Settore Ovest continuano a monitorare la cessazione delle ostilità e a segnalare le violazioni della Risoluzione 1701, mantenendo il collegamento con le Lebanese Armed Forces e il dialogo con le autorità e le comunità locali. Parallelamente, il contingente svolge attività di cooperazione civile-militare a sostegno di strutture sanitarie, scuole e amministrazioni locali e, in relazione all’evoluzione della situazione sul terreno, ha recentemente concorso all’evacuazione di civili dalle aree maggiormente esposte. (Inform)