direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’ex Ministro degli Esteri Franco Frattini in audizione alla Commissione Esteri

CAMERA DEI DEPUTATI

Nell’ambito degli incontri per l’stituzione di una Commissione bicamerale per le questioni degli italiani all’estero

 

 

ROMA – Si è tenuta presso la Commissione Esteri  l’audizione informale di Franco Frattini, già Ministro degli Esteri nei Governi Berlusconi, nell’ambito della proposta di istituzione di una Commissione bicamerale per le questioni degli italiani all’estero. “Quando approvammo la legge sul voto degli italiani all’estero (legge n.451 del 2001, ndr) fu una conquista di principio e un segnale di grande importanza dato alle nostre comunità nel mondo. Quello fu uno dei migliori risultati possibili tanto che il contributo degli eletti all’estero è stato negli anni importante”, ha introdotto Frattini ricordando poi anche gli effetti negativi. “La percezione – ad esempio – di una mancanza di un legame forte con la Madrepatria… Quindi la Commissione bicamerale non deve avere solo un compito di monitoraggio, compito che spesso si conclude in atti parlamentari che restano lì”, ha spiegato Frattini preoccupato dal rapporto che si verrà a creare tra la riduzione degli eletti all’estero e la loro reale capacità di rappresentanza territoriale. L’ex Ministro ha altresì sottolineato l’attaccamento particolare dei connazionali all’estero con le regioni d’origine che spesso va oltre quello verso l’Italia nella sua interezza. Per incrementare il legame tra l’eletto all’estero e l’Italia Frattini ha suggerito un rafforzamento della rete del sistema Italia all’estero proprio attorno alla figura del parlamentare: quindi collegamento con le Camere di Commercio ma anche con gli Istituti culturali.

“Io mettevo nella lettera d’incarico che si dà non solo agli Ambasciatori ma anche ai direttori degli Istituti di Cultura il collegamento con gli eletti in quella circoscrizione. Siamo una superpotenza culturale e alle iniziative l’eletto deve essere partecipe, anche perché esse includono l’insegnamento della lingua. Ricordo il dispiacere di aver incontrato italiani di terza o quarta generazione in Sudamerica che parlavano in inglese perché non conoscevano l’italiano”, ha ricordato con amarezza Frattini auspicando un utilizzo maggiore della Società Dante Alighieri che “non è uno scherzo e nemmeno una cosa per vecchi ambasciatori in pensione ma è una rete da valorizzare in tanti Paesi importanti nel mondo”. Frattini ha anche invitato a regolamentare con un cambio di prospettiva i Comites per evitare gli scontri che si sono visti a volte all’interno degli stessi Comites. “Essi non sono i supersindacati delle comunità estere, visione totalmente sbagliata – ha sottolineato Frattini – perché non si può andare da una persona e chiedergli se sta con uno schieramento oppure con l’altro all’interno del Comites: questo vuol dire che fallisce il Comites”, ha ammonito Frattini ricordando anche la funzione ed il riordino dei Consolati. “I Consolati non possono essere soltanto luoghi dove si danno risposte operative ai connazionali che non sanno come si fa una pratica. In Paesi che hanno Consolati distanti centinaia di chilometri l’uno dall’altro questo non è possibile. A Shanghai il Consolato in passato era destinato ad avere come unico funzionario il Console Generale quando invece ce n’erano altri in Europa che ne avevano fino a cinque; oggi Shanghai ha quattro funzionari e ognuno si occupa di un settore di promozione. Lo stesso Made in Italy deve essere un’interazione tra economia, cultura e scienza. Oggi gli addetti scientifici hanno un ruolo determinante, ricordo il rapporto instaurato tra uno dei nostri addetti con la Nasa”, ha sottolineato Frattini.

Ha poi preso la parola il deputato Piero Fassino (Pd) che ha messo in guardia dal rischio di una Commissione bicamerale ristretta che avrebbe come conseguenza quella di essere un luogo frequentato dai soli eletti all’estero e quindi autoreferenziale. Francesca La Marca (PD), eletta nella Ripartizione Nord e Centro America, ha espresso a sua volta il timore di una Commissione che possa divenire autoreferenziale. “Vivo in un Paese come il Canada dove l’ondata migratoria italiana è abbastanza recente e gli italiani fanno parte della classe imprenditoriale e dirigente. Cosa fare per far rientrare le eccellenze in Italia?”, ha chiesto La Marca. Frattini ha replicato proponendo come soluzione la creazione di partenariati tra gli istituti di ricerca esteri e quelli italiani per favorire un graduale rientro. (Inform)

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