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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’ex Ministro degli Affari Esteri, Giulio Terzi, ascoltato in III Commissione sull’istituzione della Bicamerale per i connazionali all’estero

CAMERA DEI DEPUTATI

 

ROMA – Presso la Commissione Esteri della Camera dei Deputati si è svolta l’audizione dell’ex Ministro degli Esteri, Giulio Terzi, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge recanti l’istituzione di una Commissione parlamentare per le questioni degli italiani all’estero. Terzi ha subito segnalato “una sensazione di attenuazione negli ultimi anni dell’interesse delle istituzioni, governative e parlamentari” nei confronti dei temi oggetto dell’audizione. “Parliamo di quasi 6 milioni di cittadini stabilmente all’estero, più altrettanti che viaggiano, che devono essere, ai sensi dell’art. 3 della Costituzione, destinatari di identica attenzione ed eguale riconoscimento rispetto a quello che viene riservato ai residenti in Italia”, ha spiegato Terzi sottolineando il deficit di rappresentatività aggravato dalla riduzione degli eletti che va a colpire in maniera forte la Circoscrizione Estero: “invece di 150 mila elettori in media per ogni onorevole – come avviene in Italia – ce ne saranno circa 400 mila per un deputato e circa 1 milione per un senatore”, queste saranno le cifre destinate ai connazionali all’estero secondo quanto riferito da Terzi aggiungendo come “all’estero questo possa essere percepito come un’attenuata attenzione verso le nostre comunità”.

Il taglio del 30% alla rappresentanza parlamentare  potrebbe, forse, essere compensato dai lavori della Bicamerale. Terzi ha ricordato l’importanza di queste nostre comunità anche sotto l’aspetto economico. “Non possiamo immaginare che la Farnesina si avvalga delle associazioni regionali o comunque rappresentative degli italiani per fare lobby sui temi di politica estera. Tuttavia se andiamo indietro nel tempo, già dall’epoca del Piano Marhall, non possiamo non ricordare quanto abbiano contato figure come Fiorello La Guardia (ex sindaco di New York, ndr) o Amadeo Peter Giannini (tra i fondatori di Bank of America, ndr) nel creare un ambiente favorevole per dirottare verso l’Italia un certo segmento degli aiuti del Piano Marshall. Andando a tempi più recenti che ho conosciuto io, come quelli dell’amministrazione Obama – ha evidenziato Terzi – la presenza italiana ai vertici degli Usa ha contato in maniera significativa: non dico per esercitare un’influenza diretta ma per aiutarci a presentare in un modo favorevole le nostre aspettative. Dopo il crollo della Lehman Brothers (il fallimento del gigante finanziario e la crisi globale del 2008, ndr) c’è stata la decisione significativa del Presidente Obama di concentrare un intervento finanziario rilevante nel salvataggio della Fiat Chrysler attraverso un’operazione innovativa per quel momento che premiava un’azienda di origine italiana. Questo per dire che una presenza italiana di alto livello in Paesi come gli Usa è oggi un po’ fuori dai radar, mentre invece è una componente sana e vitale”, ha sottolineato Terzi che ha poi segnalato un altro esempio positivo venuto dal Sudafrica: l’ex Ministro ha ricordato le attività dell’organizzazione Little Eden, nata circa mezzo secolo fa dall’idea di due coniugi lombardi trasferitisi a Johannesburg perché mossi da un grande afflato umanitario: scopo dell’organizzazione, che ad oggi ha tre centri con centinaia di assistiti, è sempre stato quello di salvare dalla strada i bambini abbandonati o con malformazioni.

Terzi ha poi parlato di problemi che sussistono ormai da anni per quanto riguarda il sistema fiscale e pensionistico per i connazionali all’estero. Sul fronte della funzione pubblica internazionale Terzi ha auspicato l’istituzione di un albo o comunque di un pieno riconoscimento di alcune categorie professionali ad hoc: “penso agli sforzi fatti durante questa emergenza per reperire personale adatto ad alcune funzioni all’interno della pubblica amministrazione”. L’ex Ministro ha poi toccato la questione molto delicata del Venezuela e dei nostri connazionali che lì risiedono. “E’ un caso grave nella realtà geopolitica del momento e nel tipo di aiuto che l’Europa e l’Italia non riescono a dare”. Sulla questione ‘cervelli in fuga’, termine che non piace all’ex Ministro, “negli ultimi tre anni è espatriato circa 1 milione e mezzo di connazionali e tra loro c’è gente che si è talmente formata da essere ricercata all’estero”.

Sono poi intervenuti due deputati, eletti nella Circoscrizione Estero: Fucsia Fitzgerald Nissoli (FI) e Simone Billi (Lega). Nissoli ha chiesto quanto avrebbe potuto influire in passato una Bicamerale e se ci sia ad oggi una personalità particolarmente influente da candidare come potenziale Presidente della stessa. Terzi ha declinato l’invito a individuare un possibile nominativo atto a presidiare la Bicamerale, mentre sull’utilità di una sua esistenza anzitempo ha sottolineato come “la Bicamerale avrebbe certamente aiutato ad affrontare diversamente alcune questioni, con una maggiore organicità e capacità di influire insieme a tutto il circuito del Cgie, dei Comites e delle realtà associative”. Billi in particolare ha chiesto se ci siano alternative altrettanto utili a una Bicamerale per dare risposte alla nostra comunità all’estero. Terzi ha giudicato come unico strumento valido quello di un’istanza parlamentare permanente e appare implicito che questo ruolo possa averlo proprio la Bicamerale. Andrea Delmastro Delle Vedove (FdI) ha ribadito come la Bicamerale sarebbe stata di aiuto in passato e sarà utile in futuro per tessere maggiormente una rete tra italiani nel mondo, ringraziando l’ex Ministro per aver ricordato la situazione dei connazionali in Venezuela sotto il regime di Maduro. Piero Fassino (Pd) ha ricordato il superamento del legame prettamente migratorio della nostra presenza nel mondo con una fisionomia plurale: imprenditoriale, accademica e manageriale. (Inform)

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