direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Lettera aperta del il Presidente del Patronato Inas Cisl Gigi Petteni sugli infortuni sul lavoro in Italia

PATRONATI

 

ROMA – “Anche quest’anno, come patronato Inas Cisl, vogliamo essere parte attiva nelle iniziative organizzate per il 1° maggio, contribuendo a far sentire più forte il grido contro il dramma dei morti e dei feriti sul lavoro e delle vittime, più silenziose ma non meno colpite, di malattie professionali. Non vogliamo solo gridare la nostra rabbia: pretendiamo risposte concrete e le vogliamo adesso. Noi ci riconosciamo nelle battaglie sindacali per un lavoro più sicuro. E soprattutto ci riconosciamo nelle persone colpite dai drammi degli infortuni e delle malattie professionali, persone che incontriamo ogni giorno e che supportiamo nel riconoscimento di diritti e prestazioni economiche”. Lo scrive in una lettera aperta il Presidente del Patronato Inas Cisl Gigi Petteni. “È necessario – prosegue Petteni – che i nostri interlocutori ci ascoltino e ci riconoscano il ruolo di soggetti operativi e determinanti sui temi del reinserimento lavorativo. Per consentire ai lavoratori vittime di infortuni e malattie professionali di tornare in azienda, infatti, sono stati stanziati 21 milioni di euro che però, ad oggi, risultano pressoché inutilizzati: il patronato ha competenze e caratteristiche ideali per tutelare le persone il cui diritto a lavorare è a rischio a causa di problemi fisici e psicologici determinati proprio dal lavoro… È sotto gli occhi di tutti l’inadeguatezza del sistema attuale, un sistema che lascia ancora troppo soli i lavoratori – e perfino i datori di lavoro – nella ricerca di soluzioni di buon senso, che permettano loro il mantenimento dell’occupazione in caso di disabilità da lavoro”.

“Noi – prosegue Petteni – possiamo fare la differenza. Per le capacità – operative e relazionali – che contraddistinguono il patronato, siamo in grado non solo di garantire risposte efficaci, ma anche di far emergere i bisogni, dando così concretezza al meccanismo del reinserimento lavorativo, una soluzione poco conosciuta la cui reale applicazione è ancora ben lontana, nonostante sia prevista dalla legge. Anche l’avanzo di gestione del Fondo Amianto deve diventare una risorsa a disposizione delle famiglie: sono soldi destinati alla salute dei cittadini ed è inaccettabile che restino fermi nelle casse del fondo. Devono piuttosto essere impiegati per aiutare le persone colpite a venire fuori dal drammatico stato di necessità in cui la malattia le pone, garantendo loro il giusto risarcimento per il danno subìto”. Per Petteni è inoltre necessario sia alzare i livelli delle prestazioni assicurative previste in caso di esposizione professionale e ambientale all’amianto, sia un intervento dello Stato per sostenere le spese legali dei lavoratori che si trovano a dover far valere i propri diritti in giudizio. “Così come è cruciale – prosegue Petteni – sostenere la prevenzione, per cui l’ultima legge di bilancio ha ridotto le risorse. Bisogna invece aumentarle, anche per salvaguardare i lavoratori dai nuovi rischi legati alle professioni emergenti e al cambiamento del mondo del lavoro, sempre più rapido. Non possiamo permetterci l’ingenuità di pensare che quanto fatto finora sia sufficiente: dobbiamo accompagnare il cambiamento, per una tutela sempre più efficace e iniziare finalmente a investire davvero in una società più giusta e più attenta alle persone, nella quale il diritto alla salute di tutti sia – per tutti – una priorità assoluta”. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform