direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Lettera aperta del Comites di Ginevra sull’iniziativa per l’immigrazione limitata in Svizzera su cui si voterà il 27 settembre

ITALIANI ALL’ESTERO

Una riflessione sulle possibili conseguenze del sì all’iniziativa

GINEVRA – Il Comites di Ginevra invia una lettera aperta, firmata del Presidente Oreste Foppiani,  ai cittadini italo-svizzeri e svizzeri residenti nel Cantone a proposito sull’iniziativa dell’UDC sulla “Immigrazione limitata”, che sarà sottoposta al voto dei cittadini della Confederazione il 27 settembre 2020. “Premesso che ogni cittadino esprimerà il proprio voto liberamente e in base alla propria coscienza civica e politica, la presente reca lo scopo di stimolare la riflessione su alcuni punti (a nostro avviso) cruciali per la tutela sia degli interessi dei cittadini italiani che svizzeri. L’iniziativa, come noto, mira a limitare la libera circolazione dei cittadini tra l’Ue e la Svizzera. A tal proposito – prosegue la lettera, – è utile ricordare come un cittadino dell’Ue possa stabilirsi in Svizzera soltanto se munito di idoneo titolo (ad esempio, un contratto di lavoro): di conseguenza, sfugge ad ogni logica la constatazione o il timore che si stiano spalancando le porte a un’immigrazione irregolare e incontrollata, a danno dei lavoratori svizzeri”.

La missiva segnala inoltre che “negli ultimi sei anni (2013–2019) l’afflusso di lavoratori provenienti dall’Ue è diminuito del 54%”, secondo i dati del OFP – Office Fédéral des Statistiques, dati che smentiscono quindi che “la Svizzera sia stata invasa dai lavoratori europei”.

“Più in generale, l’accordo sulla libera circolazione è parte integrante del pacchetto degli Accordi Bilaterali (sette accordi in tutto) negoziati dalla Svizzera con l’Ue ed ispirati, ovviamente, ad un regime di reciprocità tra Svizzera e Ue – ricorda il Comites, sottolineando che “un eventuale accoglimento dell’iniziativa dell’Udc il 27 settembre comporterebbe il decadimento di tutti e sette gli accordi con conseguenze nefaste per l’economia svizzera, la quale gode di esportazioni verso l’Ue per un equivalente di 128 miliardi di franchi all’anno (cfr Administration Fédérale de Douanes); in aggiunta, lavoratori e studenti svizzeri non beneficerebbero più della libertà di circolazione alla stregua dei cittadini europei”.

Infine, nella lettera si ricorda che “l’accordo sulla libera circolazione abbia permesso di negoziare – fra sindacati e associazioni di categoria – le cosiddette Misure di Accompagnamento, con lo scopo di salvaguardare le condizioni lavorative di tutti i lavoratori in Svizzera (dunque, svizzeri e stranieri): da questo punto di vista, l’abrogazione, anche parziale, della libera circolazione inficerebbe sicuramente le menzionate misure di accompagnamento”. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform