direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Legge di bilancio, alla III Commissione l’audizione del Ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio

CAMERA DEI DEPUTATI

 

 

ROMA – Il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, è stato ascoltato in audizione presso la Commissione Affari esteri e comunitari della Camera, presieduta da Piero Fassino, in merito ai profili di competenza della Farnesina riguardo l’esame in sede consultiva del disegno di legge di bilancio 2021 e il bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023. Come ha introdotto il Presidente Fassino l’audizione è volta a riflettere su alcune carenze che non sono più procrastinabili vista anche l’emergenza in corso, che ha invece dimostrato quanto sia importante avere un’efficiente rete diplomatico-consolare. Il ragionamento di Fassino è partito dal necessario incremento dell’investimento in politica estera che è ferma allo 0,4% del bilancio pubblico: “investimenti che sono importanti anche per la strategia di ripresa del nostro Paese, attraverso il rafforzamento della rete diplomatico-consolare e con strumenti quali il Patto per Export e l’internazionalizzazione delle imprese”, ha spiegato Fassino ricordando per esempio come nel corso di una precedente audizione del Presidente di Simest, Salzano, sia emerso che dei 2 miliardi di euro stanziati dal Patto per l’Export circa 1,3 miliardi sono serviti per rifinanziare gli strumenti di finanza agevolata a valere sul Fondo 394 che Simest gestisce per conto del Maeci in sostegno soprattutto delle piccole e medie imprese. Fassino ha auspicato altresì il rafforzamento dello strumento delle borse di studio in favore del sistema universitario italiano all’estero.

Il Ministro Di Maio ha ribadito come l’eccezionalità del momento storico in cui viene discussa la legge di bilancio preveda anzitutto la necessità di un ristoro immediato e di politiche per la crescita. “E’ una manovra espansiva – ha spiegato Di Maio – che con lo stanziamento di 39 miliardi per il prossimo anno va a favore della salute dei cittadini ma anche della stabilità economica del Paese: alla sanità andranno 4 miliardi e al mondo del lavoro 5 miliardi”, ha sottolineato il Ministro evidenziando gli sforzi profusi in sede europea proprio dall’Italia nella estenuante trattativa economica per il Recovery Fund. “E’ questa la prima legge di bilancio che incorpora i fondi del Next Generation Eu per la ripresa e la resilienza – ha aggiunto Di Maio – e per la prima volta l’Ue ha optato per l’indebitamento comune. La Farnesina ne è parte attraverso l’internazionalizzazione ma anche la promozione di lingua e cultura italiane e dell’industria creativa”. Per quanto riguarda lo stanziamento per il Maeci si parla di 3,4 miliardi di euro per il 2021. “Il bilancio del Maeci è ancora limitato rispetto a quanto avviene nei principali partner europei ed è una struttura rigida dove il 50% attiene a voci di spesa obbligatorie, tra quota di contribuzione ad organismi come l’Onu, ma anche per la cooperazione allo sviluppo e per il personale in Italia e all’estero. E’ però un bilancio in aumento con un’inversione di tendenza rispetto al passato con un 14,5% in più rispetto alla legge del bilancio per il 2020: in buona parte ciò è dettato proprio ai fondi per il Fondo 394 della Simest”, ha precisato Di Maio parlando del fondo già previsto da decreto Cura Italia e ulteriormente finanziato nel prossimo triennio. Dunque sull’internazionalizzazione Di Maio è ottimista a fronte del miliardo previsto per il 2021 e della stabilità consentita dai 140 milioni per i due anni successivi in sostegno del fondo perduto e della finanza agevolata alle piccole e medie imprese. “Per i prossimi anni potremo contare su un finanziamento stabile di circa 140 milioni di euro annui che permetterà finalmente una programmazione triennale. Per l’attuazione del piano ci si avvale di Ice Agenzia: l’obiettivo è ampliare il numero di piccole e medie imprese che operano nel mercato globale valorizzando il Made in Italy”.

Il Fondo 394 è però solo uno dei sei pilastri sui quali si basa il Patto per l’Export che si regge su comunicazione, formazione, e-commerce, sistema fieristico, finanza agevolata, promozione integrata. Gioca a favore della strategia anche l’effetto novità considerando che il 95% delle imprese che hanno utilizzato finora il Fondo non aveva mai beneficiato di un simile strumento con 13 mila domande pervenute da gennaio a ottobre 2020: una richiesta che ha superato le aspettative ed è andata ben oltre la dotazione iniziale del Fondo stesso. Il Fondo ha anche un’apposita sezione dedicata al comparto fieristico. Dunque la diplomazia economica come effetto leva per la ripresa grazie anche al già menzionato Patto: export che è pari al 30% del Pil italiano e che al mese di settembre 2020 ha registrato un incremento rispetto allo stesso arco temporale dell’anno precedente, nonostante la crisi globale in atto. Di Maio ha ricordato come sia stato rifinanziato il Fondo per la lingua e la cultura italiane creato nel 2017 che si sarebbe altrimenti estinto senza un intervento specifico in questa legge di bilancio. Al Fondo cultura vanno 33 milioni di euro nel 2021, 47 milioni nel 2022 e 51 milioni nel 2023. “Esso diviene adesso strumento permanente e consente una più ampia e stabile programmazione integrata dalla rete diplomatico-consolare e dagli Istituti di Cultura. Nell’ambito del Vivere all’Italiana, finanziato dal Fondo, la rete estera ha organizzato solo nel 2019 circa 10 mila eventi nel mondo. Lingua e cultura sono leve efficaci con ricaduta positiva sull’immagine dell’Italia nel mondo con oltre 2 milioni di studenti di italiano”, ha precisato Di Maio parlando poi del sistema universitario che gioverà dell’incremento delle borse di studio: 6, 8 e 9 milioni di euro saranno stanziati rispettivamente nei prossimi tre anni per valorizzare atenei e istituti di ricerca italiani. Di Maio è apparso positivo anche sulla cooperazione. “530 milioni di euro nel 2021, ossia il 15% delle risorse complessive della Farnesina, sono destinati alla partecipazione dell’Italia ad organizzazioni internazionali a testimonianza del valore che diamo al sistema multilaterale. Il multilateralismo è la via maestra per affrontare le sfide globali. L’Italia è per esempio il settimo Paese contributore delle Nazioni Unite”, ha precisato Di Maio menzionando anche la partecipazione a programmi come European Peace Facility, nell’ambito di sicurezza e difesa, progetti come Artemis ed Eso rispettivamente in campo aerospaziale e astronomico. Per quanto riguarda la rete diplomatico-consolare Di Maio ha ricordato le assunzioni in corso per quanto riguarda la parte amministrativa, informatica e di supporto, nonché il potenziamento derivante dall’invio all’estero di personale specialistico proveniente da altre amministrazioni: per la prima volta vi saranno esperti dell’Agenzia delle dogane, esperti di immigrazione del Viminale più un contingente della Guardia di Finanza. “Francia e Germania possono contare su un personale all’estero doppio del nostro, mentre il Regno Unito addirittura quadruplo. Per questo è importante continuare a potenziare la nostra rete”, ha concluso Di Maio con la volontà di dialogare con il Parlamento anche su riforma degli organi di rappresentanza, come Comites e Cgie, e sulle modalità del voto all’estero che ormai riguarda quasi 6 milioni di connazionali iscritti all’Aire. Tra gli interventi dei parlamentari si segnala quello della deputata eletta nella Circoscrizione Estero, Fucsia Fitzgerald Nissoli (FI), che ha ringraziato il Ministro Di Maio per quanto fatto dalla rete estera nel consentire il rimpatrio di migliaia di connazionali durante il lockdown. “Nonostante questo ottimo lavoro non riesco però a spiegarmi come mai ad oggi alcuni connazionali residenti in Paesi come Panama e Repubblica Domenicana ancora non possano rientrare in Italia”, ha chiesto Nissoli precisando di aver presentato anche un’interrogazione nel luglio scorso sulla vicenda scrivendo una lettera anche al Premier Conte. “In generale la rete consolare ha dimostrato efficienza anche se necessita di maggiori risorse, anche umane, per svolgere un servizio efficace per la numerosa collettività italiana. E’ per questo che insisto nell’inserimento di nuovo personale sia di ruolo che a contratto nella rete estera”, ha puntualizzato Nissoli chiedendo per il mondo universitario incentivi alla mobilità temporanea dei ricercatori e in ultimo un appello per l’aggiornamento della Convenzione di sicurezza sociale tra Italia e Usa ormai obsoleta del 1972. Da segnalare anche l’intervento della Deputata Francesca La Marca (Pd), eletta nella ripartizione Nord e Centro America, che ha chiesto al Ministro degli Esteri se anche per il rinnovato Fondo per la promozione della lingua e la cultura italiana si preveda la divisione delle risorse tra Maeci, Ministero per i beni culturali e Ministero per l’istruzione o se l’intera somma sia nella disponibilità del dicastero degli Esteri. La deputata ha inoltre chiesto se si pensa che la dotazione del capitolo 3153, destinata ai corsi di lingua e cultura promossi dagli enti gestori, possa scendere al di sotto della spesa consolidata negli ultimi anni, di poco superiore ai 14 milioni di euro.

In sede di replica al quesito sul posto dalla deputata Nissoli in merito al mancato rientro di connazionali residenti da anni in Paesi terzi, Di Maio ha replicato ricordato che è stata fatta una scelta in piena emergenza sanitaria, non come Farnesina ma sulla base di quanto emerso dal Comitato tecnico scientifico: “tuttora siamo un Paese, come il resto dell’Ue, che ha aperto i confini interni ma verso i Paesi terzi siamo bloccati”. Sull’organico della rete estera Di Maio ha chiesto di lavorare insieme il più possibile: “per potenziarla servono i concorsi e molti li abbiamo dovuti rinviare per effetto della pandemia, ma sta arrivando una nuova generazione di diplomatici”, ha aggiunto il Ministro. Per quanto riguarda i quesito posto dalla deputata La Marca, Di Maio ha confermato che i fondi per la promozione della lingua italiana saranno ripartiti tra i vari ministeri, ma che in ogni caso non diminuirà il livello dei contributi per i corsi di lingua e cultura italiana. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform