STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Su “Tribuna Italiana” di oggi l’editoriale del direttore Marco Basti
BUENOS AIRES – Nell’edizione odierna della nostra Tribuna Italiana si possono leggere due notizie che hanno come protagonisti due benemeriti membri della comunità italiana in Argentina.
La prima riguarda l’accordo tra l’Università di Camerino e l’Università Nacional del Litoral, che ha sede nella città di Santa Fe. Un accordo di vasto respiro, che potrà continuare a svilupparsi. A promuoverlo, il dott. Fernando H. Pallotti, già presidente dell’Associazione Marchigiana di quella città e della federazione che raggruppa i sodalizi di origine marchigiana del Centro e Litorale dell’Argentina. Ma Pallotti, che è discendente di marchigiani, ha voluto cercare il salto di qualità e, convinto della necessità di puntare in alto, ha lavorato per promuovere accordi tra le università delle Marche e quelle argentine della zona del centro e del litorale dell’Argentina. Di puntare cioè sul mondo accademico e della formazione dei nuovi dirigenti. Ne parlava quasi vent’anni fa e da allora ci ha messo tempo e passione, convincendo le autorità della Regione a sostenere l’iniziativa e impegnandosi per favorire l’avvicinamento e la mutua conoscenza tra gli atenei. Ora è stato raggiunto un importante risultato ed altri ancora potranno arrivare successivamente.
La seconda notizia riguarda la partecipazione in queste ore a Roma di un connazionale da anni emigrato in Argentina, alle celebrazioni del centenario del Comitato Olimpico Nazionale Italiano. Si tratta di Elio Squillari, da trent’anni delegato del CONI in Argentina, dove da allora ha organizzato i Giochi della Gioventù. Una iniziativa che quest’anno arriverà alla trentesima edizione e che ogni anno ha coinvolto tra i tremila e i quattromila ragazzi (il che significa che in trent’anni hanno partecipato più di novantamila giovanissimi) di età compresa tra i 12 e i 16 anni, alunni di scuole italiane, soci di associazioni della collettività o alunni di scuole argentine, non solo di Buenos Aires, ma provenienti da quasi tutte le province dell’interno del Paese e anche del Cile e dell’Uruguay (ma in questi trent’anni ci sono state edizioni alle quali hanno partecipato ragazzi venuti dal Brasile, dal Perù, dalla Colombia o dal Venezuela).
Pallotti è un apprezzato commercialista, docente universitario e dirigente politico e sociale di Santa Fe. Tra l’altro è anche responsabile della commissione di educazione dell’Istituto scolastico IPEI Leonardo Da Vinci, creato in seno al popolare Club Union di Sante Fe. Da parte sua Squillari è un imprenditore piemontese, emigrato in Argentina negli anni ‘50. E’ titolare della più importante impresa dedita alla riparazione e ricambi di elettrodomestici, ma anche attivo dirigente della nostra comunità, premiato con varie onorificenze.
Entrambi sono esempi, di dirigenti non più giovani all’anagrafe, ma che dimostrano la forza necessaria per esprimere opere degne di elogio, di encomio e da seguire come esempio. Come Pallotti e come Squillari ci sono tanti dirigenti nella nostra collettività che non sono molto noti al di fuori dei loro circoli, delle loro associazioni e delle loro comunità. Ma sono la base di una struttura che a volte è vista o presentata come scadente e ormai nella storia, mentre invece fa tanto e potrà fare ancora di più se sarà adeguatamente sostenuta e stimolata.
Qualcuno dirà che bisogna aprire le porte ai giovani (torniamo a chiedere, di quale età?), alle nuove generazioni. Certo, bisogna farlo e stimolarlo. Ma ciò non significa ignorare quel che c’è, che è tanto.
La settimana scorsa parlavamo della necessità di fare sistema tra i rappresentanti delle istituzioni italiane in Argentina, cioè Ambasciata, rete consolare, Istituti Italiani di Cultura di Buenos Aires e Cordoba, Istituto per il Commercio Estero, Ente Nazionale Italiano per il Turismo, rappresentanze di altri enti italiani quali l’Università di Bologna, i Patronati e i vari organi di rappresentanza della comunità italiana o di origine italiana in Argentina. E scrivevamo che, da una parte noi, come comunità, dovremmo essere consapevoli della necessità di essere all’altezza e dall’altra che i rappresentanti del governo italiano, pur nella naturale disponibilità al dialogo con ogni espressione della comunità, dovrebbero privilegiare i rapporti con la struttura di rappresentanza organizzata in base alle leggi italiane e argentine.
La necessaria promozione dei rapporti e delle politiche verso le nuove generazioni e in particolare verso i giovani, non dovrebbe significare né chiudersi a chi giovane non lo é più, né ignorare esempi come quelli che riportiamo oggi e che non sono certo eventi rari, ma solo casi maggiormente noti. (Marco Basti – Tribuna Italiana dell’11 giugno 2014 /Inform)
marcobasti@tribunaitaliana.