direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Le valutazioni espresse in Aula del senatore del Pd Francesco Giacobbe

RIFORMA DEL SENATO

“Ho proposto alcuni emendamenti al testo approvato dalla 1a Commissione volti a garantire la presenza di senatori e deputati eletti all’estero nel Parlamento italiano e l’esercizio di voto degli italiani all’estero per tutti i livelli istituzionali: Comuni, Regioni e Parlamento”

 

ROMA – Nel corso del dibattito al Senato sulle riforme Costituzionali il senatore del Pd Francesco Giacobbe, eletto nella Ripartizione  Asia, Africa, Oceania e Antartide, si è in primo luogo detto orgoglioso di far parte di un Parlamento che discute, elabora, critica, propone, approva cambiamenti radicali e fondamentali. Giacobbe ha poi sottolineato come per la riforma Costituzionale del Senato l’unica strada percorribile, per garantire legittimità e fiducia popolare nella politica e nelle istituzioni,  sia quella di concedere la facoltà ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti. “Non sono convinto – ha continuato il senatore del Pd – che togliendo il diritto al sistema di democrazia partecipativa si riesca a ridare fiducia nella politica e nelle istituzioni. Al contrario, oggi più che mai legittimità e fiducia devono essere promosse incoraggiando la partecipazione popolare alla politica e l’elezione diretta dei propri rappresentanti; il contatto personale con le persone elette rappresenta la strada migliore per restituire fiducia e legittimità. In parole povere, non basta solo eleggere direttamente i propri rappresentanti politici, ma è soprattutto necessario essere in grado di scegliere personalmente i propri rappresentanti ed evitare che vivano esclusivamente nei palazzi del potere, e siano continuamente presenti nel territorio in cui hanno ricevuto il proprio mandato. La riforma Costituzionale – ha proseguito Giacobbe – avrebbe potuto fornire un’occasione unica per cambiare in maniera reale e fattiva il rapporto tra la politica e i cittadini. Purtroppo temo non sia così. . Ovviamente passi avanti se ne fanno come, ad esempio, il superamento del bicameralismo paritario, che mi trova in perfetto accordo; così come sono d’accordo con la trasformazione del Senato in organo dedito anche al rapporto tra lo Stato e autonomie”. Per il senatore del Pd il nuovo Senato dovrebbe essere sia un ramo del Parlamento, e quindi un organo collegiale di carattere rappresentativo-politico, mediante il quale il popolo esercita il potere, sia una Camera di controllo e garanzia. “Sinceramente – ha precisato Giacobbe – io penso che il nuovo Senato, così come concepito nel testo in esame in questi giorni, non sarà in grado di svolgere questo ruolo. I doppi e, in alcuni casi, tripli incarichi dei futuri senatori, la non eleggibilità diretta dal popolo sono due dei motivi di questa mia sfiducia”.

Giacobbe ha infine ricordato di aver proposto e sottoscritto “alcuni emendamenti al testo approvato dalla 1a Commissione che hanno il fine di garantire l’eleggibilità diretta dei senatori, ridurre il numero dei componenti della Camera dei deputati, ampliare la platea dei grandi elettori per l’elezione del Presidente della Repubblica, garantire la presenza di senatori e deputati eletti all’estero nel Parlamento italiano ed infine garantire il diritto dell’esercizio di voto degli italiani all’estero per tutti i livelli istituzionali: Comuni, Regioni e Parlamento”. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform