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Le raccomandazioni della Farnesina ai connazionali

LIBIA

Dal sito www.viaggiaresicuri.it

Le raccomandazioni della Farnesina ai connazionali

 

ROMA – Libia: Il Ministero degli Esteri italiano attraverso il sito www.viaggiaresicuri.it formula una serie di raccomandazioni dirette ai connazionali.

Di seguito il testo dell’avviso pubblicato oggi .

“Il grave attentato condotto sabato 12 gennaio 2013 a Bengasi nei confronti del Console Generale d’Italia  rappresenta un drammatico richiamo alla permanenza di una marcata fluidità nel quadro di sicurezza in Libia.

Si raccomanda pertanto, ai connazionali presenti a qualsiasi titolo nel Paese, di adottare opportune cautele. Si raccomanda, in particolare, di limitare allo stretto necessario gli spostamenti sul territorio, anche nelle aree urbane, soprattutto dopo il tramonto. Si raccomanda di adottare particolare attenzione e di evitare, nel limite del possibile gli assembramenti, specialmente durante i fine settimana e dopo la preghiera del venerdì e di tenersi costantemente aggiornati sulla situazione di sicurezza nel Paese.

Si suggerisce di valutare con particolare cautela i termini per lo svolgimento di visite a carattere professionale nel Paese, in particolare nelle zone lontane dalle aree metropolitane, mentre debbono ritenersi ancora assolutamente sconsigliate le visite di natura turistica e sconsigliati i viaggi nella Libia orientale (Cirenaica), centrale e meridionale.

I viaggi per motivi professionali sono da effettuarsi comunque con la massima cautela e previo accordo con l’Ambasciata d’Italia a Tripoli e, per quanto concerne la regione orientale, con il Consolato d’Italia a Bengasi.

Si informa che l’Ambasciata d’Italia a Tripoli è stata riaperta il 2 settembre 2011 e dal 1 agosto 2012 è nuovamente collocata nella sua sede storica (Shara Uahran, 1 – Dhara, Tripoli). L’Ambasciata può essere contattata per posta elettronica all’indirizzo e-mailambasciata.tripoli@esteri.it  e telefonicamente ai numeri +218.21.3334131-32; +218 213331193 (fisso) e +218.91.3201848 (cellulare di servizio). Il Consolato Generale a Bengasi ha riaperto al pubblico il 20 maggio 2012 nella sede storica. In attesa di completare le installazioni telefoniche interne, il Consolato può essere contattato alla e-mail conbeng.mail@esteri.it . Il responsabile dell’Ufficio può essere direttamente contattato al numero 092 4223147 (dall’estero: +218 92 4223147).

Si raccomanda di registrare i dati relativi al viaggio sul sito Dove siamo nel mondo https://www.dovesiamonelmondo.it/?1 e di sottoscrivere una assicurazione che copra anche le spese sanitarie e l’eventuale trasferimento aereo in altro Paese o il rimpatrio del malato.

Quadro generale di sicurezza

Rimane fragile la cornice di sicurezza del Paese, minata da crescenti tensioni di natura religiosa alimentate dall’estremismo di matrice salafita, che si affiancano all’azione destabilizzante condotta da residui focolai del deposto regime.

Inoltre, la mancanza di una forza unica, deputata a garantire la sicurezza sul territorio, ha condotto alla crescita degli episodi di micro-criminalità. Sono in aumento i casi di attacchi alle auto con lo scopo di derubare il conducente o di rubare il veicolo per utilizzarlo in altri crimini, di rapine e di furti nelle abitazioni private. Inoltre, in tutta la Libia, ed in particolare a Tripoli, l’ampio impiego di armi da fuoco da parte della popolazione, anche a fini meramente celebrativi, rende particolarmente elevato il rischio di essere raggiunti da colpi in ricaduta. Si raccomanda, pertanto, di limitare allo stretto necessario la permanenza in luoghi non coperti.

In tale contesto, non possono, inoltre, essere esclusi possibili atti di terrorismo che potrebbero anche avere come potenziali obiettivi gli hotel internazionali delle grandi città, nonché Uffici governativi e diplomatici. Soprattutto nella parte meridionale del Paese sussistono rischi per potenziali azioni ostili nei confronti di cittadini stranieri o attacchi contro siti produttivi. Restano pertanto assolutamente sconsigliati i viaggi nella Libia centrale e meridionale. Anche nella regione nord-occidentale del Paese e nella città di Tripoli (ove si consiglia particolare cautela nei quartieri di “Suq al Juma” e “Abu Slim”), il quadro di sicurezza appare caratterizzato da una stabilità di superficie, sotto la quale è tuttavia possibile scorgere elementi di tensione derivanti dalle difficoltà di ricondurre ad unità le diverse anime militari della recente rivoluzione: è quindi consigliata sempre la massima prudenza negli spostamenti, soprattutto nelle ore notturne, a causa del possibile verificarsi di scontri circoscritti tra gruppi di miliziani locali. Detti scontri hanno interessato sia località nella zona ad ovest della Capitale, sia aree urbane della stessa Tripoli. Si sono inoltre registrati, a più riprese, scontri tra milizie lungo la direttrice stradale che conduce dal centro città all’aeroporto internazionale lai di fedeli del deposto regime.

Crescenti fenomeni di criminalità si registrano, inoltre, nel sud del Paese, in particolare nell’area di Ghat, dove le forze governative non appaiono in grado, al momento, di contrastare le bande criminali ivi operanti.

Bengasi e Tripoli

Prima dell’attacco al Console Generale d’Italia a Bengasi del 12 gennaio 2013, il quadro della sicurezza in Libia era stato segnato in maniera profondamente negativa dal cruento attacco all’Ufficio di rappresentanza degli Stati Uniti d’America nella stessa città, occorso la sera dell’11 settembre 2012, a seguito del quale hanno perso la vita quattro persone, tra le quali l’Ambasciatore statunitense in Libia. Gli eventi di Bengasi costituiscono i più gravi episodi di infrazione della sicurezza in Libia dopo la conclusione della rivoluzione del 2011.

Sebbene le elezioni del 7 luglio scorso si fossero svolte in un clima pacifico e privo di incidenti di rilievo, nel corso del mese di agosto altri episodi di violenza avevano interessato anche la capitale Tripoli. Si ricorda, in particolare, l’esplosione di tre autobombe al centro di Tripoli, verificatasi all’alba di domenica 19 agosto 2012. Lo scorso novembre, alcuni  scontri e disordini si sono verificati nell’area centrale della città (in particolare in zona Shara Zawia e presso gli Uffici Primo Ministro). Nella prima decade di gennaio 2013, scontri di natura clanica hanno interessato diversi quartieri di Tripoli: conflitti a fuoco tra gruppi contrapposti hanno condotto alla chiusura temporanea dell’aeroporto di Mitiga (9 gennaio, con riapertura avvenuta il giorno successivo) e a improvvisi blocchi stradali nelle zone centrali della capitale.

Nella seconda metà di ottobre si sono riacutizzate le tensioni a Bani Walid, roccaforte di gruppi legati al regime del Colonnello Gheddafi. Forze governative ed appartenenti a varie milizie, tra cui prevalentemente quella di Misurata, hanno circondato la città e condotto operazioni militari anche nel territorio urbano, scontrandosi con le forze locali. Gli accadimenti hanno provocato vittime e feriti ed hanno avuto echi anche a Tripoli, dove la tensione ha raggiunto il suo apice il 21 ottobre u.s. con proteste e scontri dinanzi alla sede del Congresso Nazionale, e a Bengasi, dove è stata assaltata la sede dell’emittente televisiva pubblica Libya al-Hurra. Sempre a Bengasi, scontri e proteste popolari si sono verificati nella seconda metà del mese di dicembre 2012. Nella principale città della Cirenaica, nel corso del secondo semestre del 2012, si sono registrati circa 20 omicidi di alti funzionari di polizia.

Viabilità e Trasporti

Il 17 dicembre 2012 il Congresso Nazionale, d’intesa con il Primo Ministro, ha disposto la chiusura temporanea delle frontiere terrestri della Libia con Sudan, Chad, Niger e Algeria, stabilendo contestualmente che le province meridionali del Paese siano considerate “zone militari chiuse” sottoposte al controllo di un governatore militare dotato di poteri straordinari per il contrasto all’immigrazione clandestina.

Si segnala, inoltre, che i valichi di frontiera terrestre con l’Egitto sono attraversabili. Il valico di frontiera libico-tunisino di Ras Jader è sovente sottoposto a misure di temporanea chiusura per contrastare i flussi di armi e beni esportati illegalmente dalla Libia. Per tale ragione si registrano lunghe attese in uscita dalla Libia verso la Tunisia.

Si rende noto inoltre che l’Alitalia ha riattivato il collegamento aereo Roma – Tripoli il 2  novembre 2011, con una frequenza di sei voli settimanali.

Si segnala infine che voli commerciali regolari collegano il Paese con la Germania, l’Austria, la Gran Bretagna, la Turchia, la Tunisia, l’Egitto, il Qatar e Malta. Sono attivi i voli interni fra Tripoli e Bengasi, nonché i collegamenti aerei tra queste città ed altri centri urbani del Paese (Tobruk, Ghadames, Ghat, Sebha, Kufra). Collegamenti telefonici: si consiglia inoltre di prevedere assistenza da parte di cittadini locali e di dotarsi di telefoni satellitari. Si segnala che i servizi di telefonia mobile in roaming sono, al momento, solo parzialmente fruibili. È pertanto vivamente raccomandato a coloro che giungono nel Paese di munirsi di schede telefoniche locali, peraltro di non semplice reperibilità, o di utilizzare sistemi di comunicazione satellitare. Il servizio dati Internet sulle reti di telefonia mobile è disponibile, in maniera parziale, unicamente per i possessori di abbonamenti alle reti mobili conclusisi anteriormente all’inizio dei moti rivoluzionari”. (Inform)

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