OPERA LIRICA
ROMA – Dopo il successo di “Cantanti all’opera” e “Le più belle arie per soprano”, Leone Magiera è di nuovo in libreria con “Le più belle arie per tenore. Guida all’interpretazione con esempi musicali, tecnica vocale e caratterizzazione del personaggio” .
Nel volume pubblicato da Edizioni Curci in collaborazione con CIDIM-Comitato Nazionale Italiano Musica, il Maestro modenese seleziona 15 grandi arie per tenore e offre le chiavi per comprenderle e interpretarle in tutta la loro ricchezza musicale e teatrale. Il libro è dedicato a Luciano Pavarotti, che Magiera accompagnò per tutta la carriera come maestro, pianista, direttore d’orchestra e amico. Nel mondo della lirica Leone Magiera è una leggenda: ha contribuito a forgiare voci immortali come quelle di Luciano Pavarotti, Mirella Freni e Ruggero Raimondi, e ancora oggi è forte il suo impegno nel sostegno ai giovani talenti. In questo nuovo volume, il maestro modenese seleziona quindici grandi arie per tenore, da Mozart a Puccini, le analizza alla luce della tradizione – intesa come necessario complemento alle intenzioni originarie del compositore – e fornisce indicazioni puntuali sulla tecnica vocale e sull’interpretazione, preziose per i cantanti ma godibili dal vasto pubblico degli appassionati. Se Le più belle arie per soprano era dedicato a Mirella Freni, questo nuovo libro è dedicato a Luciano Pavarotti, al quale Magiera fu legato da un lungo sodalizio umano e artistico, come maestro, pianista, direttore d’orchestra e amico. L’analisi comprende le arie di: Wolfgang A. Mozart (“Un’aura amorosa”, Così fan tutte); Gioachino Rossini (“O muto asil del pianto”, Guglielmo Tell); Gaetano Donizetti (“Tombe degli avi miei”, Lucia di Lammermoor; “Una furtiva lagrima”, L’elisir d’amore; “Spirto gentil”, La favorita); Giuseppe Verdi (“Quando le sere al placido”, Luisa Miller; “Parmi veder le lagrime”, Rigoletto; “Celeste Aida”, Aida; “Ah, la paterna mano”, Macbeth); Jules Massenet (“Pourquoi me réveiller”, Werther); Francesco Cilea (“È la solita storia”, L’Arlesiana); Giacomo Puccini (“Che gelida manina”, La bohème; “Recondita armonia” ed “E lucevan le stelle”, Tosca; “Nessun dorma”, Turandot). Leone Magiera (Modena, 1934) ha esordito dodicenne come pianista e, dopo il diploma al Conservatorio di Parma, ha iniziato a collaborare con alcuni dei più grandi direttori d’orchestra – Carlo Maria Giulini, Claudio Abbado, Georg Solti, Carlos Kleiber, Herbert von Karajan – e cantanti lirici del nostro tempo. A Luciano Pavarotti e Mirella Freni, dei quali è stato maestro sin dai primi anni di carriera, lo ha legato un sodalizio umano e artistico durato più di quarant’anni e consolidato in oltre mille esecuzioni, sia in veste di direttore che di pianista. Herbert von Karajan lo ha sempre reputato il miglior conoscitore del repertorio operistico italiano, francese e mozartiano. Nel 2022 ha fondato l’Associazione Leone Magiera con l’obiettivo di promuovere i giovani artisti. (Inform)