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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Le linee programmatiche del Ministro Patuanelli presentate alla Commissione Agricoltura del Senato

POLITICHE  AGRICOLE

(foto fonte Ministero Politiche Agricole)

ROMA – Le scelte di politica agricola, alimentare e forestale devono essere integrate tra loro, per interpretare in chiave innovativa, ecologica e inclusiva le principali necessità di sostegno che la transizione ecologica richiede. Lo ha detto il ministro Stefano Patuanelli nell’indicare, nel suo intervento presso la Commissione Agricoltura del Senato, i principali obiettivi che la sfida della nuova crescita post pandemica deve porsi:

  1. potenziare la competitività del sistema in ottica sostenibile, favorendo l’organizzazione delle filiere e rafforzando le connessioni fra produttori e consumatori, investendo sulla protezione dei redditi degli imprenditori agricoli e sull’integrazione dei settori verso un’economia realmente circolare, sfruttandone anche le opportunità per ampliare il perimetro operativo delle filiere più tradizionalmente agricole a nuovi ambiti economici;
  2. migliorare le performance climatiche e ambientali dei sistemi produttivi, assistendo gli operatori del settore verso una gestione sostenibile del capitale naturale, recuperando o salvaguardando i paesaggi agrari secondo un equilibrio ecologico e tutelando gli habitat naturali e gli agroecosistemi;
    3. rafforzare la resilienza e la vitalità dei territori rurali, generando occasioni di nuova imprenditoria basate sul consolidamento del patrimonio naturale e sociale, creando le condizioni per migliorare l’attrattività e l’inclusività delle zone marginali;
  3. promuovere il lavoro agricolo e forestale di qualità e tutelare i diritti dei lavoratori, fornendo gli strumenti per garantire l’equità nei contratti e la sicurezza sui posti di lavoro, creando le condizioni per l’emersione e la regolarizzazione del lavoro “nero”;
  4. rafforzare la capacità di attivare scambi di conoscenza e innovazioni, accrescendo la consapevolezza collettiva e istituzionale sulle implicazioni legate alla sostenibilità dei sistemi agroalimentari e favorendo la partecipazione attiva degli operatori e dei cittadini;
    6. efficientare il sistema di governance, rafforzare le strutture di gestione amministrativa a livello nazionale e regionale, costruire un quadro normativo allo stesso tempo semplice e adeguato alle nuove sfide e alle nuove esigenze.

Occorre inoltre contribuire, in maniera decisa, alla lotta alle perdite e agli sprechi alimentari, puntando sull’ottimizzazione e razionalizzazione delle filiere, con un approccio al tema che si integri con gli obiettivi dell’economia circolare e della bioeconomia, prevedendo l’utilizzo di risorse biologiche rinnovabili e dei flussi di sottoprodotti e scarti di lavorazione in valore aggiunto (cibo, mangimi, prodotti bio-based e bio-carburanti).

In tale contesto, i concetti e le parole chiave che devono indirizzare l’azione di Governo sono: equa distribuzione del valore lungo tutta la filiera produttiva; transizione ecologica; innovazione e trasparenza: si tratta di valori che si traducono in motori di competitività, tenuto conto della vocazione del nostro Paese ad essere, già oggi, uno dei leader mondiali nella sostenibilità dell’agroalimentare.

Il settore primario è per l’Italia una risorsa insostituibile. In termini economici, il valore dei prodotti agroalimentari nel mercato finale al consumo, come media negli ultimi anni, ammonta a oltre 220 miliardi di euro. La pandemia oggi ci impone di pensare contemporaneamente a interventi di brevissimo periodo per mantenere le aziende in vita e al medio-lungo periodo, programmando un miglioramento complessivo della sostenibilità e della capacità produttiva del sistema. (Inform)

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