ITALIANI ALL’ESTERO
Presentata, insieme a Lia Quartapelle ed Emanuele Fiano, un’interrogazione al ministro degli Esteri Luigi Di Maio sulla ripartizione e la possibile integrazione delle risorse aggiuntive
ROMA – “La proiezione territoriale della pandemia e il suo manifestarsi nelle forme più acute stanno determinando esigenze di intervento e sostegno di cittadini italiani distribuite in aree molto più vaste rispetto a quelle nelle quali si è concentrato tradizionalmente il soccorso assistenziale erogato dalla nostra rete diplomatica e consolare”: con questa premessa le deputate del Pd Angela Schirò (ripartizione Europa) e Francesca La Marca (ripartizione America settentrionale e centrale) segnalano di aver presentato un’interrogazione al ministro degli Esteri Luigi Di Maio sui provvedimenti di assistenza dei connazionali all’estero in situazioni di emergenza previsti dal decreto Cura Italia.
Nell’interrogazione, presentata insieme ai colleghi Lia Quartapelle ed Emanuele Fiano, si chiede nello specifico “quali siano i criteri che verranno seguiti per la distribuzione territoriale dei fondi aggiuntivi previsti dall’art. 72, commi 4bis e 4ter del decreto Cura Italia e quali criteri sono stati indicati ai terminali diplomatici e consolari circa la concreta utilizzazione di tali risorse”. Inoltre, i deputati chiedono di sapere “se, a seguito di una prima rilevazione di esigenze, si ritiene che l’ammontare dei fondi aggiuntivi possa essere sufficiente o se sia necessario richiederne un’ulteriore integrazione nei provvedimenti che saranno a breve adottati”.
“Con il Decreto Cura Italia (legge n. 18 del 17 marzo scorso) – ricordano le due parlamentari del Pd – si è disposto lo stanziamento di 1 milione per l’anno 2020 per le misure a tutela degli interessi italiani e della sicurezza dei cittadini all’estero in condizioni di emergenza e di 4 milioni per l’anno 2020 per le misure di assistenza ai cittadini all’estero in condizioni di indigenza o di necessità. In particolare, questo ultimo comma autorizza l’erogazione dei sussidi senza promessa di restituzione anche a cittadini non residenti nella circoscrizione consolare fino al 31 luglio 2020”.
“La ragione di tale disposizione – proseguono Schirò e La Marca – è di evidente natura emergenziale. La limitazione temporale della possibilità di spesa al 31 luglio 2020 aggiunge, poi, al carattere della necessità quello dell’urgenza, a garanzia non solo della corrispondenza a situazioni determinate dall’emergenza sociale dovuta alla pandemia ma anche della possibilità di concreta utilizzazione dei fondi aggiuntivi stanziati in tempi molto ravvicinati”.
Un’analoga interrogazione è stata presentata al Senato dai parlamentari Pd Alessandro Alfieri e Francesco Giacobbe (ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide). (Inform)