direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Le considerazioni della presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini

GIORNATA DELLA DONNA

“Immaginare un futuro diverso per noi donne vuol dire pensare ad una società più giusta per tutti”

 

ROMA  – “Un futuro diverso per noi donne vuol dire una società più giusta, più ricca, più progredita per tutti. Deve cessare lo spreco di talenti e di risorse culturali, professionali, civili che le donne possono dare a se stesse e alla collettività”. Lo ha detto la presidente della Camera Laura Boldrini in occasione della Giornata Internazionale della Donna.

“Guardiamo al nostro Paese, – ha proseguito la Boldrini – e proviamo a immaginare un futuro in cui le donne abbiano accesso al mercato del lavoro allo stesso livello degli uomini: oggi in Italia solo il 48% delle donne lavora, e assieme a tante vite ne risente anche il prodotto interno lordo. Proviamo a immaginare un futuro in cui non siano mosche bianche le donne ai vertici delle aziende; in cui non abbiano bisogno di quote rosa per l’accesso in politica, in cui siano pagate allo stesso modo dei colleghi uomini a parità di ruolo e funzione. Proviamo a immaginare un futuro in cui non sia una notizia che un imprenditore assuma una donna incinta al nono mese di gravidanza. Un futuro in cui una donna non sia costretta a scegliere tra lavoro e famiglia, come non lo sono i colleghi uomini. E ancora proviamo a immaginare un futuro in cui le donne siano libere dalla violenza: quella brutale, arcaica, che conoscono da millenni, e quella solo apparentemente più ‘moderna’ che viaggia in rete. Immaginare e praticare questo futuro – ha  concluso la Boldrini – dovrebbe essere un compito di tutti, uomini e donne. Ma tocca in primo luogo a noi fare azione di empowerment, darci reciprocamente forza, fiducia, sostegno. E l’obiettivo dovrebbe stare a cuore a chiunque consideri intollerabili le disuguaglianze: il divario di genere è oggi una zavorra che frena anche la nostra ripresa. Il 50% della popolazione non può più continuare ad essere discriminato. È una questione di giustizia sociale, è una questione di sostenibilità, è una questione di democrazia”. (Inform)

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