direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Le comunicazioni del Governo alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato

CASO MARO’

Sul respingimento delle richieste formulate da Salvatore Girone e Massimiliano Latorre intervengono il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e quello della Difesa Roberta Pinotti.

Gentiloni: “Pronti a tutti i passi necessari, a partire dal richiamo urgente per consultazioni del nostro ambasciatore a Nuova Delhi”

 

ROMA – Il ministro degli Affari Esteri Paolo Gentiloni e quello della Difesa Roberta Pinotti sono intervenuti questa mattina alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato sugli sviluppi del quadro internazionale, in particolare quelli che coinvolgono forze militari italiane, e sulla vicenda dei due fucilieri di marina Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, trattenuti in India a seguito dell’uccisione di due pescatori indiani nel corso di un’operazione anti-pirateria cui partecipava anche il nostro Paese. Un intervento atteso con urgenza dopo che la Corte suprema indiana ha respinto le loro richieste di attenuazione delle condizioni di libertà provvisoria (per Latorre nello specifico il prolungamento della sua permanenza in Italia per il pieno recupero a seguito di un ictus, per Girone il rientro in vista delle festività natalizie).

Gentiloni e Pinotti si sono soffermati sulla partecipazione italiana alle missioni in Afghanistan e contro la minaccia dell’Isis, l’organizzazione islamica attiva in Siria e Iraq. Richiamato il cambiamento di “natura” dell’intervento in Afghanistan, varato dalla Nato e che ha ricevuto – sottolinea il ministro degli Esteri – l’avallo delle Nazioni Unite: dal nuovo anno infatti la rimodulazione della presenza italiana, quantificata da Pinotti in 750 unità militari in progressiva diminuzione nel corso del 2015, è condizionata dall’assunzione di funzioni che si limiteranno all’ “addestramento, l’assistenza e la consulenza delle forze di sicurezza nazionali afghane”, un cambio di fase incoraggiato anche da un positivo processo in corso innescato dal nuovo governo di unità nazionale. Positività cui è associata la volontà del nostro Paese di proseguire a dare il proprio contributo, attraverso risorse e progetti di cooperazione che il ministro degli Esteri segnala essere molto apprezzati in loco. Sul contributo in termini militari – di armi e uomini – all’operazione anti Isis condotta in ambito internazionale si sofferma il ministro della Difesa, che parla dell’invio di circa 200 unità di personale dedicato all’addestramento delle forze di contenimento curde dell’avanzata terroristica, per il conseguimento di progressi che vanno costantemente monitorati e assecondati con strategie adatte ai mutamenti occorsi alle forze in campo.

Sul caso marò Gentiloni ribadisce “l’irritazione del Governo italiano per le decisioni prese dalla Corte suprema indiana” su richieste “dettate da motivazioni sostanzialmente umanitarie”. “Le autorità indiane da un lato chiedono il rispetto degli ordinamenti giuridici nazionali e manifestano l’intenzione di proseguire in un dialogo rispettoso tra le parti, mentre dall’altro sembrano venire meno alla tutela dei più elementari diritti di natura umanitaria nei confronti dei due marò – afferma il ministro, richiamando “una serie incredibile di ritardi e rinvii di una vicenda che dura ormai da 4 anni”. “Siamo consapevoli di quanto sia in gioco in questa vicenda – prosegue, – innanzi tutto sul piano personale e umano per i due fucilieri di marina: la posizione di Girone è motivo di angosciosa preoccupazione anche dal punto di vista delle possibili ripercussioni mediche che la sua situazione sta provocando, mentre il pieno recupero fisico di Latorre è e resta una priorità per il nostro Governo”. Oltre a ciò “sono in gioco principi irrinunciabili di sovranità e diritto internazionale” – chiarisce Gentiloni, definendo “inaccettabile l’atteggiamento delle autorità indiane”. L’Italia ha quindi “l’obbligo di reagire e mi auguro – ribadisce il ministro – una nostra reazione ferma e unitaria per quanto possibile, nell’ambito delle diverse valutazioni che fanno parte della dialettica parlamentare, perché il Paese per essere forte ha bisogno di mostrare decisione, fermezza e unità all’esterno di fronte a questa situazione”. “Di fronte ad un atteggiamento così grave – prosegue Gentiloni – il Governo si riserva di effettuare tutti i passi necessari, a partire dal richiamo urgente per consultazioni dell’ambasciatore italiano a Nuova Delhi, un passo rilevante che non va confuso – rileva – con la rottura delle relazioni diplomatiche, ma risulta motivato dalla necessità di svolgere un’approfondita consultazione per una situazione di malessere abbastanza evidente”. Il Governo sta valutando dunque altre azioni da intraprendere “senza improvvisazioni – conclude il ministro degli Esteri, – con il necessario equilibrio e tenendo costantemente informato il Parlamento”.

Anche il ministro Pinotti rileva “delusione e irritazione” per la decisione della Corte suprema indiana e assicura il vaglio di tutte le opzioni disponibili sia per sbloccare la situazione di Girone, trattenuto in India da quasi 3 anni, che per consentire il pieno recupero fisico di Latorre, cui era stato prospettato un intervento chirurgico all’inizio di gennaio. Pinotti ricorda come i due marò fossero in India per svolgere funzioni ufficiali e siano sotto la responsabilità dello Stato italiano, “che non si sottrarrà da tale impegno”. “È anche interesse dell’India, che impiega molte truppe in operazioni internazionali all’estero, riconoscere e sostenere l’immunità di Latorre e Girone davanti ai tribunali indiani – conclude il ministro della Difesa, auspicando come Gentiloni una risposta unitaria agli sviluppi della vicenda. (Inform)

 

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