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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Le Acli Baviera ricordano il 23° anniversario dell’assassinio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

ASSOCIAZIONI

“Memoria, debito inestinguibile”

 

MONACO DI BAVIERA – Le Acli di Monaco di Baviera si associano al ricordo del 23° anniversario dell’assassinio dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, segnalando come la memoria di questi tragici avvenimenti rappresenti “un debito inestinguibile”.

“In un’Europa moderna, unita da forti vincoli politici ed economici, in processi d’integrazione sempre più coinvolgenti, l’inviolabilità della dignità umana, la democrazia pienamente vissuta, la tolleranza e la solidarietà restano valori quotidianamente da riconquistare – si legge nella nota, – così come, proprio oggi, le atrocità ed ingiustizie, le violenze e le guerre, il fondamentalismo terrorista islamico rappresentino monito e pietra angolare dell’impegno della societá civile a fornire adeguate soluzioni ai flussi di profughi che da quelle regioni disastrate cercano un’alternativa di esistenza che non si confronti con la morte”.

Richiamato anche l’incontro delle Acli con Papa Francesco, evento che “ha riaffermato il senso vivo della nostra associazione, un umile, laborioso servizio ai valori della vita”, percorso d’identità collettiva in cui si inserisce il ricordo degli attentati a Falcone e Borsellino, “un dolore che non è assopito”, “anche se oggi non vi è tra noi quel moto d’indignazione di allora”.

“Le Acli Baviera desiderano contribuire a rendere questa memoria responsabilità comune, diffusa e popolare, perché radicata nei cuori degli uomini di buona volontà. Se gelosamente conservata – prosegue la nota – sarà capace di generare nuova passione umana e civile per alimentare una speranza condivisibile. Ma la memoria interpella anche il ruolo delle istituzioni, perché ad esse è affidato precipuamente il compito di sostenere e forse anticipare la memoria collettiva di una comunità, nei loro gesti vi è una valenza pedagogica fondamentale. La memoria costituisce il debito inestinguibile da pagare verso questi eroi e martiri della democrazia. Essa non ci rende prigionieri del passato, se riappropriarsi del ricordo del patire e delle speranze spezzate spinge ad impegnarsi oggi per una nuova stagione di libertà e liberazione”. (Inform)

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