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Laura Garavini (Pd, ripartizione Europa) ricorda Marcinelle in Aula

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

“Un monito per aumentare e migliorare i livelli standard di sicurezza sul lavoro, ieri come oggi”

 

ROMA – Laura Garavini, senatrice eletta per il Pd nella ripartizione Europa, ha ricordato in Aula il 62° anniversario dell’incidente minerario di Marcinelle, in cui persero la vita 262 minatori, di cui 136 italiani.

Dopo aver espresso apprezzamento alla presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, per il saluto rivolto da quest’ultima ai familiari delle vittime riuniti l’8 agosto al Bois du Cazier, per la cerimonia in ricordo della tragedia, Garavini ha ribadito come sia importante rinnovare il ricordo “proprio dopo l’informativa del Governo, che ci ha ricordato, ancora una volta, la strage di nuovi cittadini stranieri, morti per esempio in Puglia”. “Credo sia di monito a tutti noi non soltanto per ricordare il sacrificio di quei nostri concittadini, ma anche per indurci a continuare nella nostra battaglia per aumentare e migliorare i livelli standard di sicurezza sul lavoro e anche per tenere presente – ha aggiunto l’esponente democratica – che quei migranti e quei braccianti, che anche solo poche ore fa sono deceduti, non sono altro che la proiezione oggi dei nostri concittadini di allora che, a partire dagli anni Cinquanta, lasciarono il nostro Paese in cerca di condizioni migliori”.

Garavini ha inoltre citato un passaggio dello spettacolo teatrale “262 vestiti appesi” del giovane catanese Alessandro Idonea, che trae spunto da ciò che avvenne a Marcinelle: “Furono appunto 262 quei vestiti che non furono reindossati dai loro titolari; 262, spesso giovanissimi, stranieri per la maggior parte; 136 di loro, italiani. Connazionali che, a partire dagli anni Cinquanta – ha ricordato Garavini, – andarono all’estero, nella fattispecie in Belgio, per lavorare”.

Di seguito il passo richiamato: “E quando scendi la prima volta il cuore ti sale in gola, anche lo stomaco a dire il vero. La prima volta che si scende in miniera si vomita. Quando l’ascensore parte, si sente come uno scoppio, poi ci fai l’abitudine. Ma la prima volta pensi che qualcosa sia andato storto, che stai precipitando, che l’ascensore sta scendendo troppo velocemente. Tutto diventa buio e quelle poche luci che vedi ad intermittenza ti fanno scoppiare la testa, tanto che preferisci chiudere gli occhi”. (Inform)

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