ITALIANI ALL’ESTERO
“Mettere in discussione Schengen sarebbe anche controproducente, perché significherebbe creare la percezione di un’Europa che indietreggia davanti alle violenze ed è incapace di attrezzarsi per il futuro”
ROMA – I nostri ragazzi non sanno neanche più che cosa siano le frontiere, abituati come sono a muoversi liberamente in Europa, fra moneta unica, programmi Erasmus e voli low cost. Questa libertà di movimento, che è uno dei principi base dell’Unione Europea, attualmente viene messa in discussione da più parti: dai movimenti populistici, ma anche, purtroppo, da alcuni governi di stati membri.
Ne abbiamo parlato a Parigi incontrando la vice presidente dell’Assemblea nazionale francese, Sandrine Mazetier, ed il presidente del gruppo dei socialisti, Bruno Le Roux. Noi del Pd non accettiamo un dietrofront su valori che riteniamo irrinunciabili. Abbattere Schengen non servirebbe a nulla, meno che mai a contrastare il terrorismo. Non solo: mettere in discussione Schengen sarebbe anche controproducente, perché significherebbe creare la percezione di un’Europa che indietreggia davanti alle violenze ed è incapace di attrezzarsi per il futuro. Un futuro che necessita invece di una sempre maggiore capacità di integrazione rispetto alla massiccia mobilità dei cittadini. Durante la visita nella capitale francese ci siamo incontrati anche con gli iscritti e i militanti del PD di Parigi con i quali, insieme alla nostra Vice Presidente della Camera, Marina Sereni, al collega Tacconi ed al segretario del circolo, Massimiliano Picciani, ci siamo confrontati sull’importanza di un contrasto culturale al terrorismo che preveda massicce politiche per l’integrazione dei migranti. (Dalla newsletter di Laura Garavini /Inform)