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Laura Garavini (Iv): Accordo Recovery Fund una vittoria per tutta l’Europa

PARLAMENTARI ELETTI ALL’ESTERO

ROMA – L’accordo raggiunto questa notte sul Recovery Fund è una vittoria per l’Europa tutta. Non solo per i Paesi maggiormente colpiti dal Covid. Perché con le risorse stanziate si ribadiscono i valori fondanti dell’Unione: solidarietà e inclusione. Lo dichiara la senatrice Laura Garavini, Presidente Commissione Difesa e Vicepresidente vicaria gruppo Italia Viva-Psi.

Garavini, eletta all’estero nella ripartizione Europa,  ribadisce che l’Italia potrà contare su 120 miliardi di prestiti e 80 miliardi di sussidi, dei quali siamo i maggiori beneficiari. Ora tocca a noi. Non esistono alibi. Le risorse ci sono. Ma dobbiamo dimostrare di saperle impiegare al meglio. Evitando sprechi, come con i fondi di coesione, rimandati troppo spesso indietro per incapacità di spenderli.

Secondo la senatrice di Italia Viva, è l’occasione per presentare progetti di ampio respiro. Che non si limitino alla contingenza del momento ma investano sul futuro. Per costruire infrastrutture, promuovere l’occupazione, superare il divario di genere in famiglia e sul lavoro, digitalizzare tanti settori cruciali a partire proprio dalla medicina. E, in definitiva, sbloccare quei gangli che ancora rallentano la crescita del paese.  Per l’Italia, l’intesa rappresenta la definitiva affermazione anche di un certo modo di stare in Europa. Che non è certo quello dei ‘pugni duri’ inseguito in passato. Ma, al contrario, è il modello della negoziazione e del dialogo. In particolare con i Paesi storicamente alleati come Francia e Germania. Che, infatti, si sono spesi a favore del nostro Paese contro i cosiddetti frugali.  Cruciale in questo senso è stata la presidenza di turno tedesca. A conferma che il nostro quadro di alleanze rimane quello tradizionale, senza le virate a Est auspicate dalle destre sovraniste. Al contrario, è proprio nei confronti di alcuni Paesi Visegrad come l’Ungheria di Orban che l’Unione deve iniziare a valutare i rapporti futuri.

L’andamento dei negoziati può essere occasione anche per accelerare la riflessione sui meccanismi del funzionamento europeo. Il modello del veto di un singolo Paese appare superato. Così come va rivista la distribuzione delle risorse tra Stati. Non è ipotizzabile  conclude Laura Garavini – destinare ulteriori finanziamenti a Paesi che violano costantemente i nostri principi. In questo senso, l’Italia mantiene fermo l’impegno sulla tutela dello stato di diritto e sulla condanna di chi tenta di metterlo in discussione..  (Inform)

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