CAMERA DEI DEPUTATI
ROMA – Dopo il Senato anche l’Aula della Camera dei Deputati ha approvato il provvedimento di Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e la Repubblica del Kosovo per eliminare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire l’evasione e l’elusione fiscale, con Protocollo, fatta a Pristina il 22 giugno 2021.Nel suo intervento il relatore Francesco Mura (FdI) ha spiegato come la convenzione risponda all’esigenza di disciplinare in maniera più efficiente ed equilibrata gli aspetti fiscali delle relazioni economiche fra i due Paesi al fine di eliminare il fenomeno della doppia imposizione, di prevenire le evasioni fiscali e di porre gli investitori italiani in una posizione concorrenziale rispetto agli operatori economici di altre nazionalità. Entrando nel dettaglio il relatore ha evidenziato come l’intesa, che si compone di 30 articoli e di un protocollo, segua il modello di convenzione fiscale dell’OCSE e trovi applicazione nei riguardi delle persone fisiche e giuridiche residenti negli Stati contraenti, limitatamente all’imposizione sui redditi e – per la parte italiana – all’imposta sul reddito delle persone fisiche, all’imposta sul reddito delle società e all’imposta regionale sulle attività produttive. L’accordo definisce inoltre il concetto di residenza, di stabile organizzazione e di utili di impresa, accogliendo il principio generale in base al quale gli utili di impresa siano imponibili nello Stato di residenza dell’impresa stessa, ad eccezione dei redditi prodotti per il tramite di un’organizzazione stabile. Il testo disciplina quindi le modalità di tassazione dei redditi immobiliari e degli utili derivanti da navigazione marittima e aerea, con riferimento alle imposizioni sui dividendi, sugli interessi, sui canoni e sugli utili di capitale. Ulteriori disposizioni disciplinano il trattamento fiscale sui redditi dei professionisti, da lavoro subordinato, sui compensi degli amministratori e da attività di artisti e sportivi. Il relatore ha poi rilevato come in materia di pensioni la convenzione preveda in linea di principio la tassazione soltanto nello Stato di residenza del percettore, mentre per le remunerazioni derivanti dallo svolgimento di funzioni pubbliche stabilisca di regola la tassazione nello Stato della fonte. I successivi articoli dispongono, quindi, un principio di non discriminazione, una procedura amichevole per la risoluzione di eventuali casi di imposizione non conforme alla Convenzione, lo scambio di informazioni fra le autorità per l’applicazione dell’intesa bilaterale, la reciproca assistenza nella riscossione dei crediti di natura tributaria, l’intangibilità dei privilegi fiscali previsti per agenti diplomatici e funzionari consolari e una disposizione obbligatoria antiabuso nei confronti di soggetti che abbiano posto in essere transazioni finalizzate ad ottenere benefici convenzionali. Il relatore ha spiegato come in particolare, l’articolo 3 contenga una clausola di invarianza finanziaria per la quale dall’attuazione della legge di autorizzazione alla ratifica non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Fra i vari interventi sul provvedimento che si sono succeduti nell’Aula segnaliamo quello del deputato Simone Billi (Lega – ripartizione Europa) che ha sottolineato, anche in qualità di presidente del Comitato sugli italiani nel mondo della Camera, come ogni accordo di questo tipo rappresenti una forma concreta di tutela per la nostra diaspora, per gli imprenditori, i professionisti, i pensionati italiani residenti all’estero, che contribuiscono alla crescita economica e all’immagine del nostro Paese nel mondo. “Ridurre la doppia imposizione, o azzerarla, significa rendere più semplice investire, lavorare e mantenere un legame economico ed affettivo con il nostro Paese. Lo sviluppo delle relazioni economiche tra Italia e Kosovo, del resto, è una realtà in espansione. Molte aziende italiane operano già a Pristina e in diverse città kosovare, portando tecnologia, know-how e formazione”, ha aggiunto Billi. Da ricordare anche la riflessione della deputata Federica Onori (Azione- ripartizione Europa) che ha evidenziato come questa intesa rappresenti uno strumento importante che offre certezza giuridica a imprese e cittadini, riducendo gli oneri fiscali e prevenendo pratiche di elusione attraverso la cooperazione amministrativa tra le autorità dei due Paesi, in linea con gli standard internazionali. “Questo accordo rafforza le relazioni economiche bilaterali e rappresenta un passo concreto di diplomazia economica, creando un contesto più stabile e prevedibile per le imprese italiane interessate a investire in Kosovo e, più in generale, nei Balcani occidentali”, ha spiegato Onori ricordando che il Kosovo ha firmato con l’Unione europea l’accordo di stabilizzazione e associazione ed ha ottenuto la liberalizzazione dei visti dallo scorso 1° gennaio 2024; ha presentato domanda di adesione nel dicembre 2022 ed è oggi considerato un potenziale candidato per l’ingresso nell’Ue. (Inform)