direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’audizione del direttore generale del Maeci per la promozione del Sistema Paese Vincenzo De Luca sul progetto del decreto attuativo per la scuola italiana all’estero

SENATO DELLA REPUBBLICA

Al Comitato per le questioni degli italiani all’estero

De Luca: “Abbiamo cercato di stabilizzare la situazione degli enti gestori che negli anni hanno subito forti tagli delle risorse”

Micheloni: “La gestione delle nostre politiche di diffusione della lingua e cultura italiana che non sia una sola per l’intero mondo, ma si richiami a visioni continentali”

 

ROMA – Nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla valorizzazione del reciproco contributo economico, culturale e civile tra la madrepatria e le comunità italiane all’estero, si è svolta al Senato, presso il Comitato per le questioni degli italiani all’estero l’audizione del direttore generale del Maeci per la promozione del Sistema Paese Vincenzo De Luca. Il dirigente era accompagnato dal consigliere Roberto Nocella.

La seduta è stata aperta dal presidente del Comitato Claudio Micheloni che ha sottolineato come il decreto per la scuola italiana all’estero non dia adeguata rilevanza agli enti gestori e alle scuole bilingue. Un’esperienza , quest’ultima, spesso promossa in maniera spontanea dalle famiglie degli studenti, la cui positive potenzialità il Comitato  ha potuto sperimentare direttamente a Londra e in altre città . Micheloni ha inoltre ricordato come, al fine di sostenere queste scuole bilingue, i senatori del collegio estero abbiano tentato di inserire nella finanziaria uno specifico emendamento che destinava a questo settore modeste risorse. Un tentativo fallito a causa della fiducia posta dal Governo sulla finanziaria. Il presidente del Comitato ha anche chiesto informazioni sulla diversità di trattamento economico e di indennità di sede del contingente dei docenti all’estero e dei docenti assunti in loco.

“Questo provvedimento – ha esordito il direttore generale De Luca – va effettivamente, grazie a nuovi strumenti, verso un  ampliamento delle possibilità di penetrazione del sistema formativo italiano e della lingua italiana nei sistemi scolastici locali internazionali. Dobbiamo considerare questo strumento della ‘buona scuola’ all’estero come un processo che vede coinvolti tutti i soggetti e se nel disegno iniziale forse non era esplicitato direttamente il ruolo degli enti gestori a noi non può che fare che piacere comprenderli direttamente come soggetti fondamentali che devono intervenire in questo sforzo di sistema per ampliare le capacità di penetrazione del sistema formativo italiano”.

“Non soltanto – ha proseguito De Luca – noi cerchiamo di incrementare la capacità di proiezione del sistema formativo italiano, ma tentiamo anche di inserire , con un sistema che deve essere flessibile e articolato sulla base dei contesti  locali,  più sezioni di lingua italiana nelle scuole internazionali. La nostra rete all’estero è composta da 8 istituti statali, 43 scuole italiane paritarie, 7 sezioni italiane presso le scuole europee,  79 sezioni italiane presso scuole straniere. Vi sono poi due scuole non paritarie e i corsi di lingua e cultura italiani gestiti dagli enti gestori. Noi oggi abbiamo ad un numero delle sezioni italiane che è quasi doppio rispetto alle scuole paritarie. Questo ci dice che abbiamo una grande possibilità di crescita ulteriore”. Il direttore generale, dopo aver segnalato la prossima realizzazione di scuole bilingue a Dubai, negli Emirati Arabi e a Pechino, ha rilevato l’intenzione , una volta approvato il progetto di decreto, di  attivare la rete diplomatica per un coinvolgimento dei soggetti interessati, fra cui anche le associazioni, gli enti gestori e i Comites,  per la migliore attuazione delle disposizioni sulla scuola italiana all’estero e per individuare ulteriori opportunità di crescita di sezioni di lingua italiana cosi come di eventuali scuole paritarie.  “Io ritengo – ha spiegato De Luca – che le sezioni di lingua italiana possano avere tanto uno sviluppo nei paesi dove c’è una comunità italiana di storica e lunga permanenza, quanto in nazioni  in cui comincia ad articolarsi una nuova comunità italiana che si proietta all’estero e che è collegata alle nostre imprese e alla proiezione economica”. Il direttore generale ha anche posto in evidenza sia l’elevazione del contingente dei docenti, che passa da 624 a 674 unità, sia la necessità di aiutare, ove richiesto, lo sviluppo delle scuole bilingue. De Luca ha inoltre sottolineato l’esigenza di muoversi in una prospettiva nella quale le sezioni di lingua italiana divengano una parte della crescita del nostro sistema formativo all’estero ed ha rilevato come le distorsioni di pagamento fra i docenti inviati dall’Italia e quelli assunto in loco per motivi contingenti continueranno ad esistere . “Noi stiamo aspettando – ha poi ribadito De Luca – l’azione definitiva del provvedimento in questione per poter lanciare su tutta la rete una sorta di campagna di sistema che da qui ai prossimi anni ci deve portare ad un incremento della nostra presenza formativa e anche della promozione della lingua italiana. Stiamo inoltre predisponendo anche un nuovo progetto per definire una strategia di promozione del sistema universitario all’estero. Una strategia che finora è mancata. Abbiamo tante università che si promuovono all’estero ma manca un  approccio di sistema”.

Nel rilevare come al momento non esista alcun accordo specifico per la promozione culturale tra Maeci, Miur e Dante Alighieri, De luca ha però posto in evidenza come in questo ambito vi sia una convergenza di risorse volta a promuovere un’azione integrata ed unitaria. Un programma, finalizzato ad integrare tutti i soggetti interessati, che si prefigge di ottenere un approccio di sistema che superi la frammentarietà della promozione della lingua e della cultura italiana all’estero.

“Abbiamo – ha continuato il direttore generale – delle risorse aggiuntive per la promozione culturale complessiva. Abbiamo anche cercato di stabilizzare la situazione degli enti gestori che negli anni hanno subito forti tagli delle risorse ..  Però è interessante notare che quando abbiamo ridotto i contributi agli enti gestori non abbiamo ridotto della stessa misura i corsi. Questo è avvenuto grazie agli stessi enti gestori che soffrendo hanno compiuto  uno sforzo per salvaguardare le attività.  Noi quest’anno manterremo 11 milioni e 800 euro per gli enti gestori. Inoltre proprio per proseguire questo sforzo di promozione integrata quest’anno abbiamo portato la gestione di questi enti nella direzione generale Sistema Paese… Quindi anche gli enti gestori sono dentro questa azione unitaria e stiamo facendo di tutto perché nel passaggio da una direzione all’altra non vi sia neanche un attimo di ritardo per l’assegnazione dei finanziamenti”. De Luca ha infine segnalato che la prossima “Settimana della lingua italiana” sarà dedicata al cinema.

Ha poi preso la parola la senatrice Maria Mussini (Misto) che, associandosi alle richieste presentate dal presidente Micheloni sulle risorse destinate agli insegnanti all’estero , ha chiesto al riguardo di sapere quale sia l’onere relativo ad ogni unità di personale del contingente e quanti siano gli insegnanti nelle scuole europee. Per quanto riguarda la valutazione sul decreto la Mussini ha rilevato come in questo contesto la grande assente risulti essere la scuola. Per la senatrice infatti nelle scuole all’estero vi è una grande richiesta non solo dell’insegnamento della nostra lingua, ma anche del modello formativo della scuola italiana che, una volta esportato, deve avere un retroterra con la scuola italiana. Al riguardo la senatrice rileva anche come i docenti italiani inviati all’estero quasi sempre vivano un’esperienza individuale senza alcun contatto con la scuola di provenienza. Questi docenti inoltre, una volta rientrati in Italia con il loro prezioso bagaglio di esperienze,  non sono messi nelle condizioni di apportare alcun beneficio al nostro sistema scolastico. Dalla Mussini è stato anche rilevata l’inadeguatezza dei  criteri di selezione del contingente dei docenti per l’estero . Criteri che, per la senatrice , non tengono conto né della reale competenza linguistica né della conoscenza della lingua del paese locale. Al riguardo, secondo la senatrice, appare  indispensabile che i docenti all’estero presentino una certificazione linguistica. Dal canto suo il senatore del Pd Francesco Giacobbe, eletto nella ripartizione Asia-Africa- Oceania e Antartide, ha espresso una valutazione positiva nei confronti del progetto strategico individuato dalla riforma della scuola italiana all’estero. Per Giacobbe sarebbe opportuno concentrare le risorse disponibili sullo sviluppo delle sezioni di italiano negli ordinamenti scolastici delle nazioni in cui si vuole promuovere la lingua italiana. Sezioni che, a suo avviso, rispondono in modo più efficace e flessibile all’obiettivo della promozione . Giacobbe si è inoltre detto favorevole  alle scuole bilingue verso le quali ritiene sia necessario un maggior sostegno da parte delle istituzioni. Per quanto riguarda l’integrazione tra i soggetti partecipi della promozione della lingua italiana, il senatore ritiene anche fondamentale il coinvolgimento del ministero dello Sviluppo Economico e conseguentemente la responsabilizzazione delle aziende italiane. Per Giacobbe inoltre un effetto moltiplicatore potrebbe essere realizzato attraverso la destinazione delle risorse disponibili alla formazione piuttosto che all’insegnamento. Il senatore ha infine espresso grande apprezzamento nei confronti dei progetti di gemellaggio tra scuole e università, ricordando però che il successo di un gemellaggio si basa sul riconoscimento dei rispettivi sistemi formativi.

“Questi insegnanti che vanno all’estero – ha affermato il presidente Micheloni richiamando le riflessioni della senatrice Mussini – quando tornano in Italia ricominciano la loro vita di sempre e il bagaglio professionale che hanno acquisito viene completamente ignorato, si tratta di un investimento che non è messo a rendimento. Credo che questa sia una riflessione che vada fatta collegandolo al discorso scuole. … Queste missioni che il Comitato ha compiuto all’estero – ha proseguito Micheloni –  hanno messo in evidenza la necessità di una gestione delle nostre politiche di diffusione della lingua e cultura italiana che non sia una sola per l’intero mondo, ma si richiami a visioni continentali. Ci sono diverse scuole private in Argentina e in Brasile – ha spiegato il presidente – che non chiedono risorse , ma di far venire in loco ogni tanto degli insegnanti italiani che possano raccontare il nostro paese di oggi.  Non è la stessa cosa in Europa dove c’è una mobilità tale dei giovani che consente di reperire in loco tranquillamente delle competenze. …. Sulle scuole bilingue – ha continuato Micheloni – siamo tutti d’accordo che si tratta di una strada importante, ma anche qui ’è bisogno di avere delle sensibilità continentali o locali”. Da Micheloni è stata anche rilevata la necessità sia di indicare chiaramente nel decreto attuativo gli enti gestori, sia di evitare con dei tagli improvvisi delle risorse, come è già avvenuto in passato,  gravi difficoltà economiche a questi enti i cui fondi, che dovranno essere erogati dal Maeci,  non sono stati ancora integrati al livello dello scorso anno. Da Micheloni è stato infine evidenziato come il ruolo dei comitati all’estero della  Dante Alighieri,di grande utilità per le loroi iniziative di livello culturale, non possa però essere confuso con quello svolto dagli enti gestori a favore delle collettività italiane all’estero.

In sede di replica ha ripreso la parola il direttore generale De Luca che, oltre a ribadire il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati nel processo di attuazione della normativa sulla scuola italiana all’estero, si è detto molto interessato alle osservazioni svolte dalla senatrice Mussini sulla necessità di avere un raccordo tra la scuola italiana e le scuole all’estero e di far in modo di portare alla scuola italiana il bagaglio professionale acquisito dai nostri docenti nel mondo. Il direttore generale ha parlato dell’esigenza di affinare il procedimento di reclutamento dei docenti per l’estero ed ha smentito l’ipotesi di poter sostituire gli enti gestori con la Dante Alighieri o della possibilità di scegliere un solo soggetto su cui puntare per la nuova strategia. (G. M. – Inform)

 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform