CAMERA DEI DEPUTATI
Comitato permanente sugli italiani nel mondo e la promozione del Sistema-Paese
Gli interventi del presidente Porta e dei deputati Farina (Pd), Garavini(Pd), Tacconi (M5S) e La Marca (Pd)
Meloni: “Stiamo sviluppando delle strategie per permettere anche alla PMI di uscire dai confini nazionali. Per l’Expo2015 di Milano lavoreremo con gli italiani all’estero”
ROMA – Il Comitato permanente sugli italiani nel mondo e la promozione del Sistema-Paese si è riunito ieri mattina presso la Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera. In Audizione l’ambasciatore Andrea Meloni, direttore generale del Mae per la Promozione del Sistema-Paese.
Dopo l’introduzione del presidente Fabio Porta, l’ambasciatore Meloni è immediatamente entrato nel merito dell’audizione illustrando i tre temi fondamentali che riguardano lo sviluppo del Sistema-Paese. La sinergia avviata con gli altri attori per favorire l’internazionalizzazione delle imprese, l’insieme delle reti pubbliche o semi pubbliche che esistono all’estero e i momenti e le modalità di raccordo con gli italiani all’estero nello svolgimento di queste attività.
“Come i componenti del Comitato sanno – ha affermato Meloni- il Ministro Bonino ha fatto della diplomazia della crescita una delle grandi priorità del Ministero. Con la formula diplomazia della crescita si intende, in maniera essenziale, dare alla piccola e media impresa il maggior sostegno affinché possa lavorare sempre più con l’estero. Con la caduta del mercato interno, o le imprese lavorano fortemente con l’estero o il loro avvenire è in dubbio. Vista la situazione del sistema economico italiano, però, c’è ancora molto da lavorare”.
L’ambasciatore ha spiegato che le grandi imprese italiane si muovono all’estero da sole, ma per le imprese piccole e medio piccole, superare i confini è difficile. “Insorgono dei problemi di culturali, di conoscenza delle regole, dei sistemi giuridici. In questo l’azione del settore pubblico è importante e questa per noi è una sfida, perché un discorso è sostenere grandi imprese e grandi gruppi che conoscono bene il mercato internazionale, un altro è un azione di accompagno delle aziende più piccole”.
Uno strumento fondamentale per coordinare strategie di promozione e sostegno all’export è la Cabina di Regia per l’Italia internazionale e Meloni ha spiegato alla Commissione di cosa si tratta: “La Legge approvata nel 2011 e rivista nel 2012, pone il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero degli Esteri come co-presidenti della Cabina di Regia che coordina l’attività internazionale con, in qualità di ente esecutore, la nuova agenzia ICE. Nella cabina sono presenti tutti i rappresentanti del mondo produttivo italiano, le Regioni e tre ministeri, quello dell’Economia e delle Finanze, dei Beni Culturali e del Turismo e delle Politiche Agricole. Nell’ultima riunione, tenutasi alla Farnesina a luglio dell’anno scorso, – ha aggiunto Meloni – il vice ministro Calenda, che ha la delega per l’internazionalizzazione presso il Mise, ha presentato quello che è stato il frutto preparatorio dei mesi precedenti costituito da tre punti. Rafforzare il sistema di produzione all’estero, una programmazione puntuale e intensa e, una novità, un programma di attività in Italia. Attualmente tutti i componenti della Cabina di Regia sono impegnati sul territorio per illustrare alla PMI che non esportano o esportano poco, cosa il sistema italiano può fare per loro. Siamo in questo fortemente attivi, la prima tappa è stata lunedì della scorsa settimana a Biella in cui erano presenti 340 PMI, la prossima è a Bari tra una settimana e ce ne saranno altre, circa 10-15 nei prossimi due anni”.
Un lavoro impegnativo, spiega il direttore generale, perché inizia dall’Italia e continua all’estero dove tutte queste parti del sistema Italia fanno riferimento all’ambasciatore che ha la responsabilità di coordinarle. “C’è chiarezza per le imprese che sanno che esiste un interlocutore unico e la possibilità che l’insieme di queste istituzioni possano dare delle proposte di programmazione in tempo utile affinché vengano recepite poi nel programma nazionale. Le imprese riconoscono le nostre attività ma chiedono servizi migliori e noi abbiamo risorse che non sono straordinarie”.
Meloni ha anche ricordato le vicende riguardanti la chiusura, e successiva riapertura, degli uffici dell’Istituto per il Commercio Estero. “E’ in atto, ormai dall’anno scorso, un programma di progressive e oculate riaperture che avvengono all’interno delle ambasciate o degli istituti di cultura. Posso dunque garantire a questo Comitato che dal punto di vista del lavoro all’estero stiamo facendo grossi passi avanti”.
Il direttore generale, parlando dei grandi progetti in fase di avviamento, ha accennato anche alle opportunità di Expò 2015 che si terrà a Milano l’anno prossimo: “c’è ancora da fare ma ora stiamo già passando nella fase di elaborazione dei contenuti per rendere l’Expò una concreta possibilità per le aziende italiane. La campagna di comunicazione partirà fra qualche mese e sarà un impegno della mia direzione quello di lavorare con gli italiani all’estero”.
L’ambasciatore si è poi soffermato sulla struttura delle varie reti presenti all’estero, come ad esempio quelle degli istituti di cultura, delle scuole italiane e degli istituti scolastici paritari che sono frutto della realizzazione degli italiani nel mondo. Meloni ha inoltre segnalato la rete degli addetti scientifici attualmente formata da 23 elementi. “Questa figura – ha spiegato – non fa solo scienza ma è un anello importante nel processo di innovazione. In realtà è la persona che consente un collegamento fra il sistema universitario italiano della ricerca e il sistema produttivo locale”.
Prima di passare la parola agli altri parlamentari, il presidente del Comitato Fabio Porta ha espresso alcune considerazioni: “Facendo un riferimento agli istituti di cultura, penso sarebbe opportuno che anche la cultura venga preservata dall’operazione di Spending Review in atto e invito i colleghi alla riflessione su questo punto. Dovremmo realmente pensare alla cultura come un elemento essenziale della promozione del Paese”.
Laura Garavini, deputata Pd, eletta nella ripartizione Europa, ha da prima ribadito l’osservazione del presidente Porta sulla tutela della diffusione della cultura italiana all’estero, per poi concentrarsi sulla questione dell’integrazione delle PMI, chiedendo in che modo potrebbero essere coinvolte di più le nostre aziende all’estero nel sistema di promozione di Sistema Italia. La Garavini ha poi chiesto all’ambasciatore quali siano le capacità reali delle nostre imprese, ad esempio nell’ambito della fornitura dei quantitativi di prodotti necessari al mercato estero.
Gianni Farina, anche lui eletto con il Pd nella ripartizione Europa, ha sostenuto che è stata abbandonata la “formazione dell’élite” dei giovani di origine italiana che venivano nel nostro Paese per conoscere la nostra cultura. Farina ha sollevato anche un’altra considerazione che riguarda gli interventi culturali all’estero, ricordando gli effetti negativi della chiusura degli istituti italiani di cultura. Il deputato ha infine chiesto alcune puntualizzazioni sul ripristino dell’Istituto per il Commercio Estero a Zurigo.
Alessio Tacconi, del Movimento 5 Stelle, eletto nella ripartizione Europa, è intervenuto per ribadire che gli istituti di cultura all’estero non devono essere chiusi e ha anche chiesto all’ambasciatore Meloni quali siano le criticità più grandi incontrate durante il suo lavoro dalla Cabina di Regia e quali le soluzioni siano state adottate per contrastarle.
Francesca La Marca, eletta nella Circoscrizione America Centrale e Settentrionale, ribadendo alcuni punti già sollevati dai colleghi che l’hanno preceduta ha richiamato l’attenzione dell’ambasciatore “non tanto sull’obbiettivo strategico dell’internazionalizzazione del Sistema-Paese, quanto sugli strumenti da utilizzare per la sua realizzazione”. A tal proposito la deputata ha parlato delle chiusure delle ambasciate, dei consolati e degli istituti di cultura e dei relativi problemi che ne derivano. La Marca si è anche soffermata sul problema dei tagli ai finanziamenti per la diffusione della lingua italiana nel mondo.
Prima di dare la parola all’ambasciatore Meloni, il presidente Porta, associandosi alla richiesta di chiarimento del deputato Farina sulla riapertura dell’ufficio dell’ICE di Zurigo, ha chiesto se questa decisione scaturisse da una decisione della Cabina di Regia.
Partendo da questa domanda, l’Ambasciatore ha spiegato come questa scelta facesse parte di quelle decisioni, ma che alla fine la questione sia stata riformulata in modo tale che l’ufficio ICE sarà ricollocato a Berna.
Per quanto riguarda la chiusura degli istituti di cultura, Meloni ha rassicurato i parlamentari: “Noi stiamo lavorando attivamente perché si possa garantire una presenza culturale anche nei luoghi dove abbiamo deciso di chiudere gli istituti di cultura. Le cattedre di italianistica sono essenziali. In tutto il mondo ormai – ha proseguito Meloni – le università si gestiscono in termini aziendali e questo porta al sacrificio delle scienze umanistiche e con esse di alcune lingue che soffrono più di altre. Noi però stiamo dando priorità alla lingua italiana nel sud Mediterraneo. Lì ci sono straordinarie esperienze, soprattutto in Egitto e in Marocco”. (Debora Aru/Inform)