direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’audizione del Comitato di Presidenza del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero

CAMERA DEI DEPUTATI

Comitato permanente sugli italiani nel mondo e la promozione del sistema Paese

Gli interventi dei deputati  Gianni Farina (Pd), Marco Fedi (Pd), Laura Garavini (Pd), Alessio Tacconi (Pd) e Mario Caruso (Des-CD)

Segretario generale Schiavone: “Per la riforma della rappresentanza coinvolgere tutti i soggetti presenti in emigrazione”

Presidente Porta: “Voglio far arrivare ai nostri connazionali in Venezuela solidarietà e vicinanza, stiamo lavorando con urgenza sulla questione delle pensioni e dell’invio di  medicinali”

 

ROMA – Si è svolta, presso il Comitato permanente della Camera sugli italiani nel mondo e la promozione del sistema paese, l’audizione informale di una delegazione del Comitato di presidenza del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero. Hanno partecipato all’audizione, oltre al segretario generale del Cgie Michele Schiavone, il vice segretario generale per i paesi anglofoni Silvana Mangione, il vice segretario per l’Europa e il Nord Africa Giuseppe Maggio, il vice segretario per l’America Latina Mariano Gazzola , il vice segretario per i consiglieri di nomina governativa Rodolfo Ricci, nonché altri componenti del Comitato di Presidenza:  Eleonora Medda (Belgio),  Rita Blasioli Costa (Brasile), Gianluca Lodetti (Italia) e Riccardo Pinna (Sud Africa). Presente all’incontro anche il consigliere d’ambasciata Fabrizio Inserra, capo della Segreteria esecutiva del Cgie.

L’audizione è stata aperta dal segretario generale del Cgie Michele Schiavone che ha sottolineato come in questo momento di rinnovamento del nostro Paese, caratterizzato da un profondo processo di riforme, non si dovrebbe dimenticare l’importante presenza delle comunità italiane all’estero che sono portatrici di valori, di storia e tradizioni. Schiavone ha poi parlato della necessità di prendere in considerazione le questioni urgenti che riguardano gli italiani all’estero, come ad esempio il recupero dei fondi per gli enti gestori, la riorganizzazione – visto che tra qualche mese ripartiranno i corsi di lingua e cultura italiana –  di tutto quello che attiene all’arcipelago della lingua e cultura, nonché la riforma, da affrontare dopo l’esito del referendum costituzionale di ottobre, del Cgie e della rappresentanza in generale.

“Noi per la riforma della rappresentanza – ha spiegato Schiavone – ci facciamo carico delle aspettative delle comunità presenti per il mondo e in prospettiva del risultato del referendum lavoreremo su due binari paralleli, a seconda se passi la proposta referendaria o nel caso rimanesse lo status quo della rappresentanza. Ci farebbe inoltre piacere che di fronte a questa questione fossero coinvolti  tutti i rappresentanti ed i soggetti presenti in emigrazione perché anche loro, al di là degli organismi di rappresentanza, sono portatori di interessi”. Il segretario generale ha poi auspicato l’introduzione anche all’estero dei nuovi processi previsti nella legge sulla “buona scuola”, tenendo conto che nel mondo operano scuole italiane e organizzazioni che fanno dell’italianità uno strumento e un volano per quanto riguarda l’internazionalizzazione economica del nostro Paese. Senza dimenticare che tutto quello che attiene al mondo della cultura  rappresenta uno strumento di contatto e di contagio capace di portare in Italia numerosi italofoni, ovvero gente interessata al nostro mondo.

Dopo aver ricordato che gli italiani all’estero hanno gli stessi diritti e doveri dei cittadini residenti in Italia, Schiavone ha espresso preoccupazione per il possibile trasferimento, nell’ambito della riorganizzazione del Maeci, di parte delle competenze della direzione generale degli Italiani all’estero ad altre direzioni generali del medesimo ministero,  con il rischio di un depotenziamento finanziario. Dal segretario generale è stata anche evidenziata la difficile situazione di emergenza vissuta dai nostri connazionali in Venezuela ed in altri paesi , per i quali dovrebbe essere assicurata una presenza continua e soprattutto una semplificazione delle procedure affinché i fondi, le medicine e i materiali di uso essenziale possano essere trasferiti rapidamente alle nostre comunità. Schiavone ha poi sottolineato l’esigenza di rilanciare l’associazionismo, il mondo dei patronati e le varie presenze all’estero al fine di affrontare lo ‘smarrimento’ evidenziato dalle nuove generazioni che oggi si recano all’estero che, a differenza dell’emigrazione tradizionale, portano con se un bagaglio di conoscenza e un vissuto nuovo che trova difficoltà ad avere interlocuzione nei  paesi di accoglienza.

Il segretario generale ha infine rilevato la necessità di ripristinare un adeguato livello di attenzione verso le nostre comunità nel mondo anche attraverso un miglioramento della comunicazione. Un rinnovamento che potrebbe ad esempio svilupparsi attraverso l’inserimento nei grandi telegiornali nazionali di notizie sulle esperienze, le buone pratiche e i positivi risultati realizzati dai nostri connazionali nel mondo.

Ha poi preso la parola il deputato del Pd Gianni Farina, eletto nella ripartizione Europa, che ha auspicato un’intera giornata di colloquio fra il Comitato di Presidenza e gli eletti all’estero in Parlamento dedicata alla riforma degli organi di rappresentanza degli italiani nel mondo. Farina ha sottolineato come, nonostante il non incoraggiante risultato della partecipazione alle elezioni dei Comites che in Europa si è attestata fra il 4 e il 5%,  con il recente referendum sulle “trivelle” nel medesimo continente siano stati raggiunti tassi di partecipazione fra il 25 e 27%, con una media complessiva del 20% . Un partecipazione che, secondo Farina, rappresenta la dimostrazione del fatto di come nell’opinione pubblica che noi non raggiungiamo vi sia ancora un forte interesse per le vicende italiane. Il deputato del Pd ha anche rilevato la necessità di dare alla nuova emigrazione italiana in Europa , composta da alte professionalità ma anche da una mobilità di massa di tante migliaia di persone in cerca di lavoro, tutto l’appoggio ed il sostegno necessario. Per Farina occorre inoltre ipotizzare al più presto un progetto di riforma sia degli organi elettivi, come Comites e Cgie, sia della stessa rappresentanza politica degli italiani all’estero, tenendo conto del fatto che, con l’approvazione della riforma costituzionale, non vi saranno più i sei senatori della circoscrizione Estero. In questo ambito Farina, oltre ad auspicare il reinserimento nel nuovo Senato attraverso i Consigli regionali di una rappresentanza degli italiani all’estero, ha sottolineato la necessità di dare ai 12 deputati della circoscrizione Estero compiti precisi e adeguata visibilità  sul territorio, attribuendo a questi parlamentari un loro collegio con specifiche responsabilità di fronte ai cittadini che li hanno eletti. Farina, ricordando la sua recente partecipazione all’Intercomites della Germania, ha infine segnalato la grande vitalità di questo organismo di rappresentanza che ha saputo dare esempi forti di partecipazione attraverso specifiche proposte su scuola, organismi elettivi e istituzioni. Una vitalità che, per il deputato del Pd, ci fa guardare con fiducia all’attività di questi organismi elettivi e ai futuri rappresentanti in Parlamento.

“Ho apprezzato nell’intervento del segretario generale del Cgie – ha affermato il deputato del Pd Marco Fedi, eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide-  la disponibilità a lavorare su un progetto di riforma della rappresentanza. Questo fatto va evidenziato perché non tutti gli organi che svolgono un ruolo politico di rappresentanza si impegnano per progettare la propria riforma, credo che sia importante fare questo e ci aspettiamo che lo facciate con il coraggio e la passione che vi contraddistingue” . “Noi – ha aggiunto Fedi – abbiamo bisogno di tempo per realizzare questa riforma in maniera ragionata, ma per farla non ci occorrono giustificazioni come ad esempio lo svolgimento del  referendum costituzionale. Abbiamo bisogno di tempo per ragionare bene su come organizzare un nuovo modello di rappresentanza che tenga conto delle situazioni che oggi abbiamo davanti, ma soprattutto che ci aiuti a guardare oltre a tutto quel mondo che non si raccoglie necessariamente nell’ambito dei Comites e del Cgie: sto parlando degli italo discendenti cioè di coloro che  non hanno più la cittadinanza italiana ma sono profondamente legati all’Italia ed alla sua lingua e cultura. Una realtà molto ricca e complessa che spesso ci sfugge e che è molto ricca e complessa”.

Fedi ha poi rilevato la necessità sia di evitare che la riforma della legge 153/71  non si avvalga del contributo politico e culturale dato dal Cgie e dalla rappresentanza degli eletti all’estero, sia di vedere come aspetto positivo il fatto che “la buona scuola” tenti di riformare quello che fino ad oggi sembrava irriformabile. Un percorso,quest’ultimo, che per Fedi, va seguito garantendo un fattivo contributo. Il deputato del Pd ha poi sottolineato l’esigenza di seguire con attenzione anche i decreti legislativi riguardanti la legge sull’editoria e i decreti attuativi concernenti le agevolazioni fiscali per i paesi extraeuropei e per il rientro dei ricercatori. Fedi ha inoltre segnalato l’appuntamento del 24 giugno con le Camere di commercio, un incontro volto far emergere le eccellenze che potrebbe esser replicato anche con gli enti gestori “strutture – ha precisato il deputato – che sono stati dimenticati per molti anni o meglio considerati come un’appendice della presenza italiana nel mondo, e che invece non lo sono ed hanno consentito al Maeci di poter disporre di numeri importanti per quanto riguarda la diffusione dell’italiano nel mondo”. Fedi ha infine rilevato l’importanza sia dello studio del fenomeno della nuova mobilità, ipotizzando la messa in campo con il Cgie si proposte qualitative, sia della proposta di legge recentemente presentata volta ad istituire la Giornata internazionale per gli italiani nel mondo. Un elemento simbolico che va riempito di contenuti.

Ha poi preso la parola la deputata del Pd Laura Garavini, eletta nella ripartizione Europa, che ha evidenziato come per la prima volta il Parlamento, il Cgie e gli eletti all’estero si trovino insieme al Governo per risolvere questioni prioritarie come la promozione della lingua e cultura all’estero e la riforma delle rappresentanze. Una vicinanza dell’esecutivo che, per la Garavini, crea premesse politiche molto promettenti e viene testimoniata anche dall’intenzione del Governo di dare esecuzione a quanto contenuto nella delega sulla “buona scuola” in cui  si procede ad un primo ammodernamento dell’insegnamento della lingua e cultura italiana all’estero. Per quanto poi riguarda il decreto del Presidente della Repubblica che prevede una rivisitazione dell’organizzazione strutturale del Maeci e dell’Agenzia per la Cooperazione allo Sviluppo, la deputata del Pd ha sottolineato come lo spostamento della competenza dell’insegnamento della lingua e cultura italiana all’estero dalla DGIT alla Direzione generale per la promozione del Sistema Paese sia positivo in quanto rappresenta un’occasione di rilancio per questo settore e per i relativi investimenti. La deputata del Pd ha poi ribadito l’esigenza di incardinare alla delega per l’esecuzione della “buona scuola”,  la promozione per l’insegnamento della lingua e cultura italiana. “ Le nostre  sollecitazioni nei confronti del Governo – ha precisato la Garavini – mirano a tenere conto della pluralità dell’offerta e quindi anche di tutta quella miriade di iniziative per lingua e cultura italiana che negli anni si sono andate concretizzando, valorizzando in particolare quelle realtà consolidate negli anni che non siano necessariamente all’interno delle sole scuole pubbliche volte all’insegnamento della lingua e cultura italiana.  Penso in particolare alla presenza e all’operato dei corsi di lingua e cultura offerti dagli enti gestori. Su questo punto – ha aggiunto la deputata – riteniamo necessaria una programmazione a medio termine che tenga conto sia degli arrivi dei finanziamenti, sia della programmazione didattica che all’estero deve avere un lasso di tempo più lungo rispetto alla programmazione nazionale e deve tenere conto, ove possibile, dei Piani Paese”.

Anche la deputata del Pd ha rilevato la necessità di procedere alla riforma dei Comites e del Cgie in tempi adeguati per fornire al prossimo Parlamento una nuova legge  Secondo la Garavini infine lo smarrimento avvertito della nuove migrazioni può però essere mitigato dalle innovative realtà associative estremamente qualificate e capaci che operano all’estero e possono dare delle prime risposte ai nostri connazionali.

Dal canto suo il deputato del Pd Alessio Tacconi ha ricordato come gli eletti all’estero del Pd siano impegnati da mesi per il recupero dei fondi destinati agli enti gestori, ottenendo dal Governo la conferma che saranno ripristinati.  “La forte emigrazione dei nostri connazionali – ha proseguito Tacconi – è uno dei temi che seguiamo con attenzione. Noi sappiamo che non è solo una fuga di cervelli e che al suo interno troviamo di tutto, dal giovane laureato alla famiglia con bambini che si sposta all’estero. Su questo punto siamo impegnati  a sensibilizzare la rete diplomatico consolare”. Tacconi si è poi soffermato su varie tematiche su cui lavorare di concerto con il Cgie, come ad esempio l’emergenza delle nostre comunità in alcuni Paesi, le problematiche fiscali che interessano i nostri connazionali, a partire dalle imposte sull’abitazione fino ad arrivare al canone televisivo, l’accelerazione dell’informatizzazione dei servizi consolari e le nuove mobilità che evidenziano problematiche di integrazione. Una nuova emigrazione quella in Europa, su cui però, secondo il deputato del Pd, bisogna cominciare a ragionare nei termini della cittadinanza europea. Per quanto concerne inoltre le difficoltà finanziarie degli ultimi anni Tacconi ha sottolineato la necessità di invertire nel prossimo futuro questa tendenza, tenendo presente che ora queste risorse, grazie alle soluzioni alternative imposte dal risparmio, possono essere utilizzate al meglio.

Ha poi preso la parola il deputato Mario Caruso (Des-Cd) che ha evidenziato come il Cgie, grazie all’entusiasmo dei nuovi eletti e all’esperienza dei consiglieri riconfermati, abbia le carte in regola per avviare un reale processo di rinnovamento. Per Caruso solo attraverso una completa collaborazione si potranno portare a casa i risultati sperati.   

E’infine intervenuto il presidente del Comitato Fabio Porta che ha ribadito l’esigenza di lavorare con i tempi giusti sulla riforma della rappresentanza coinvolgendo l’intero Cgie. Per quanto riguarda invece la scuola Porta ha rilevato la necessità di portare in audizione davanti al Comitato il direttore generale del Maeci per la promozione del Sistema Paese per discutere i termini del nuovo assetto del Maeci. “Sul Venezuela – ha concluso Porta – voglio far arrivare ai nostri connazionali solidarietà e vicinanza, ricordando che, per quanto riguarda  la questione delle pensioni e quella dell’invio di  medicinali, stiamo lavorando a stretto contatto con il Maeci e i ministeri del Lavoro e dell’Economia  affinché sia trovata con urgenza una soluzione”. (G.M.- Inform)

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