direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’audizione dei rappresentanti del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero

CAMERA DEI DEPUTATI

Comitato sugli Italiani nel Mondo e la Promozione del Sistema Paese

 

 

ROMA – Si è svolta alla Camera dei Deputati, presso il Comitato sugli Italiani nel Mondo e la Promozione del Sistema Paese, l’audizione di una delegazione del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero.

La seduta è stata aperta dal Presidente del Comitato Simone Billi che ha illustrato alcune tematiche all’ordine del giorno, come ad esempio il rinnovo dei Comites nel 2020, lo stato della rete consolare, la promozione della lingua e della cultura italiana all’estero nel quadro del sistema paese e il rilascio della carta d’identità digitale fuori dall’Europa.

Ha poi preso la parola il segretario generale del Cgie Michele Schiavone: “In  questi giorni al Cgie stiamo parlando in ogni modo della rappresentanza degli italiani all’estero, che è composta dei Comites del Cgie e degli eletti della circoscrizione Estero, con 12 deputati e 6 senatori. La rappresentanza è il tema cardine delle nostre istituzioni”. Schiavone sottolineato come la proposta di riforma costituzionale, attualmente in discussione in parlamento dopo la prima lettura alla Camera e al Senato, preveda una decurtazione degli eletti all’estero decisamente esagerata. “In ragione del fatto – ha spiegato Schiavone – che negli ultimi dieci anni gli italiani nel mondo sono quasi raddoppiati. Il sintomo dell’emigrazione – ha proseguito il Segretario Generale – è la fotografia di un paese in grande difficoltà. Vi è una nuova mobilità verso l’estero con cui il nostro paese dovrà confrontarsi, rafforzando la rappresentanza dei 6 milioni di italiani che vivono nel mondo affinché questi cittadini possano far conoscere al Paese le proprie esigenze”.  In proposito Schiavone ha ribadito come il Cgie, pur essendo favorevole alla riduzione complessiva dei parlamentari, rimanga fermamente contrario alla decurtazione del numero degli eletti della circoscrizione Estero. Schiavone si è poi soffermato sul disegno di legge di riforma delle modalità del voto all’estero presentato dal senatore Petrocelli rilevando come su questa tematica il Cgie abbia elaborato delle linee guida volte a favorire il cambiamento del sistema  elettorale per l’estero. Il Segretario Generale ha inoltre sottolineato, anche alla luce della difficoltà incontrate nelle ultime elezioni europee dove il taglio delle risorse ha portato al dimezzamento dei seggi elettorati presso le ambasciate ed i consolati,  come il diritto del voto degli italiani sia sancito dalla costituzione italiana e non possa  sottostare a problemi di disponibilità finanziaria.

 

“Gli italiani all’estero – ha affermato il Vice Segretario Generale del Cgie per i Paesi Anglofoni Extraeuropei Silvana Mangione – sono fondamentali per la bilancia dei pagamenti italiana. La presenza massiccia di italiani italianizza infatti i gusti nei paesi nei quali vivono e quindi promuove l’acquisto dei beni italiani ed un certo tipo di amore nei confronti dell’Italia. Lo dico perché abbiamo la strana sensazione che vi sia poca conoscenza delle nostre realtà e poca conoscenza di quello che gli italiani all’estero sono capaci di fare in favore dell’Italia. Un aspetto che andrebbe tenuto in considerazione in un momento nel quale l’economia nazionale ed internazionale sta subendo dei colpi di arresto”. Silvana Mangione ha poi sottolineato l’importanza della rappresentanza degli italiani all’estero che fa  conoscere in Italia quanto accade presso le comunità. Evidenziata anche la necessità sia di continuare a sostenere l’insegnamento della lingua e dalla nostra cultura all’estero, che italianizza i gusti e traina la promozione del sistema Paese, sia di discutere presso il Cgie le proposte di legge di competenza prima che vengano presentate “in maniera di non dover poi rincorrere la necessità di modificare le parti che secondo noi non attengono o creano problemi per la vita degli italiani all’estero. “In questo senso – ha proseguito Silvana Mangione – la  legge presentata dal senatore Petrocelli sul voto all’estero ci preoccupa perché rovesciando l’opzione del voto si crea, per noi che viviamo in paesi lontani e grandissimi nei quali l’informazione non è capillare,il grande problema di riuscire a raggiungere le persone per far esercitare loro il diritto di voto attraverso questa richiesta di manifestazione di volontà, Siamo italiani – ha concluso il vice Segretario Generale – non dovremmo esprimere una volontà aspecifica per poter votare ed eleggere i nostri rappresentanti”.

Giuseppe Maggio, Vice Segretario Generale del Cgie per l’Europa e l’Africa del Nord, ha dal canto suo rivendicato l’ottimo lavoro svolto dal Cgie per quanto riguarda la proposta di riforma dei Comites e del Cgie. Un’iniziativa partecipata, partita dal basso con il coinvolgimento delle associazioni e dei Comites nel mondo. Un lavoro, che secondo Maggio, gli organi competenti dovrebbero prendere in considerazione.

E stata poi la volta del Vice Segretario Generale del Cgie per l’America Latina Mariano Gazzola che ha parlato della necessità di affrontare in America Latina , oltre alla questione dei servizi consolari che presenta comunque alcuni miglioramenti, il tema dell’identità e della nostra cittadinanza. “Occorre che la nostra comunità e gli organismi di rappresentanza – ha spiegato Gazzola – affrontino il problema dell’adeguamento dell’istituto della  cittadinanza italiana alla realtà. Noi non siamo contrari all’introduzione di alcuni elementi nuovi per definire la cittadinanza, il famoso ius cultura, ma certamente occorre accompagnarlo con una politica ben definita e sostenuta di formazione civica. Tanti di noi sono nati in America Latina e non abbiamo avuto la possibilità di formarci nei valori della nostra repubblica se si chiede un ulteriore elemento bisogna dare le risorse per portarlo avanti”.

 

A seguire è intervenuto il componente del Comitato di Presidenza  del Cgie Gianluca Lodetti, in rappresentanza della Commissione di nomina governativa, rilevando come a tutt’oggi siano circa sei milioni i cittadini italiani all’estero con partenze continue di almeno 150.000  connazionali all’anno, senza contare i tanti che lasciano il nostro paese  che non si registrano all’Aire.

“Il discorso sulla rappresentanza diventa ancora più importante – ha affermato Lodetti – nel momento in cui si prende consapevolezza di questo stato di cose dell’emigrazione italiana , oltretutto è da notare che i sei milioni di cittadini italiani all’estero, ma soprattutto la nuova emigrazione nei numeri che ho segnalato, significa spopolamento di intere aree del paese,  e cioè che una parte della nazione viene esportata. Tutto questo – ha aggiunto Lodetti – ha una valenza positiva per certi aspetti, perché la globalizzazione è positiva nel momento in cui c’è la circolazione delle conoscenze, ma vi è anche una valenza molto negativa a cui noi chiediamo di porre rimedio attraverso una strategia complessiva che deve caratterizzare le politiche del Paese”.

E’ stata poi la volta del presidente della Commissione Informazione del Cgie Giangi Cretti che ha in primo luogo sottolineato la necessità di utilizzare nel modo migliore e programmata gli strumenti di informazione italiani all’estero per far si che in occasione delle scadenze elettorali vi sia un’informazione diffusa e puntuale. Cretti si è poi detto soddisfatto per il riconoscimento, da parte del sottosegretario all’Editoria Crimi, di uno momento specifico per la stampa italiana all’estero nel percorso degli Stati generali dell’editoria, in cui vi sarà uno spazio dedicato a questo settore fra settembre ed ottobre. “E’ importante – ha aggiunto Cretti – che in questa fase la politica ci accompagni e ci sostenga”. Cretti ha inoltre chiesto alla politica parlamentare di sostenere la richiesta di ripristino della Commissione consultiva per i contributi alla stampa italiana all’estero ,  un organo non previsto dalla nuova legge sull’editoria,  che,  secondo Cretti , svolgeva invece un  ruolo fondamentale in termini di conoscenza, in quanto rappresentativa degli operatori del mondo delle associazioni presenti sui territori.

Dal canto suo il componente del Comitato di Presidenza Riccardo Pinna (Sud Africa) ha ricordato come gli italiani all’estero abbiano già avuto negli scorsi anni una decurtazione della rappresentanza con la riduzione dei consiglieri del Cgie. Pinna si è detto decisamente contrario alla riduzione dei parlamentari della circoscrizione Estero anche perché l’alto numero dei nostri connazionali nel mondo che continuano ad aumentare, richiederebbero non una riduzione, ma bensì un aumento di questa rappresentanza parlamentare.

“Due mesi fa a Palermo – ha informato Maria Chiara Prodi, Presidente della Commissione Nuove Migrazioni e Generazioni Nuove – abbiamo creato una rete dei giovani italiani nel mondo. I nostri rappresentanti di base dei Comites e delle associazioni sono riuscite a individuare dei ragazzi motivati e preparati che hanno dimostrato di essere un solo corpo di rappresentanza insieme al Cgie e di essere radicati nelle realtà, con capacità di pensare al futuro in maniera costruttiva e positiva”.

 

“Questi giovani – ha proseguito Chiara Prodi – sono già rientrati nello loro case restituendo in molti luoghi quanto acquisito fra di noi, stanno costruendo delle reti nazionali in diversi paesi del mondo. Ci pare che questa rete sia un esempio di quanto è essenziale la rappresentanza degli italiani all’estero che è viva e capace di pensare a se stessa in maniera innovativa e guardare al futuro”.

E’ stata poi la volta del Presidente della Commissione Cultura del Cgie Fernando Marzo che ha sottolineato come la lingua e la cultura italiana rappresentino un pilastro del nostro sistema paese. “Se si vuole usare tutto quanto attiene al marchio Italia – ha aggiunto Marzo – bisogna sostenerlo con il dovuto impegno finanziario”. Il consigliere ha anche rilevato l’esigenza di rinnovare il fondo in scadenza a sostegno alla lingua e cultura italiana, “perché il diritto alla cultura appartiene a tutti”.

Mirko Dolzadelli, vice presidente della Commissione del Cgie “Promozione Sistema Paese” ha evidenziato come la nostra emigrazione possa essere tradotta in una opportunità se gestita attraverso la capacità di fare sistema “ Su questo – ha spiegato Dolzadelli  – abbiamo lavorato in questi anni e riteniamo che ci sia l’opportunità di trasformare questa nuova migrazione in una mobilità circolare che porti una forte attrattività verso il nostro paese in termini di business, ma anche in termini di ricerca di nuove competenze che difficilmente il nostro mercato del lavoro riscese a reperire… Noi crediamo – ha proseguito il consigliere – che la costruzione di una rete globale che veda un nuovo protagonismo dell’italianità nel mondo ci dia la possibilità di generare nuove opportunità per il mondo dell’impresa e soprattutto per la crescita delle competenze dei nostri giovani al fine di farli tornare nel nostro paese e quindi dare all’Italia un impulso di nuova crescita economica”.

Dal canto suo la presidente della Commissione Sicurezza, Tutela Sociale e Sanitaria, Anna Maria  Ginanneschi ha rilevato la necessità di seguire i nuovi e vecchi flussi migratori italiani e gli eventuali rientri in Italia attraverso una consulenza basata sulla normativa straniera e italiana. Espressa da Ginanneschi anche preoccupazione per la riduzione della rappresenta degli italiani nel mondo.

E’ stata poi la volta del deputato del Pd Massimo Ungaro, eletto nella ripartizione Europa, che ha espresso la sua contrarietà a quella parte del disegno di legge Pretrocelli sul voto all’estero che prevede l’inversione dell’opzione di voto . Una scelta che, per Ungaro,  porterà ad un drammatico crollo della partecipazione come già avvenuto nelle ultime elezioni dei Comites.

Il deputato del Pd si è inoltre detto contrario al divieto di candidarsi previsto dalla proposta di legge per i consiglieri del Cgie e dei Comites. Una decisione che, secondo Ungaro, ci priverebbe dell’esperienza di persone che conoscono le comunità. Il deputato della circoscrizione Estero ha comunque espresso la speranza di poter aprire un dialogo su questa tematica con le forze di Governo.

Ungaro ha anche ribadito la sua contrarietà alla riduzione del numero dei parlamentari della circoscrizione Estero previsto dalla riforma costituzionale in discussione al Parlamento. “Dopo la riforma – ha spiegato il deputato –  ciascuno  di noi rappresenterà 700.000 connazionali all’estero con collegi planetari, il legame fra eletti ed elettori sarà inesistente… E’ necessario – ha concluso  Ungaro – avere una pattuglia di eletti della circoscrizione Etero in grado di operare per capire le cause dell’attuale grande esodo dall’Italia ed è sarebbe opportuno che gli eletti venissero dall’estero per aiutare il paese intero a risolvere questi problemi”.

A questo punto del dibattito è intervenuto il Presidente del Comitato Sìmone Billi rilevando in primo luogo le difficoltà ancora connesse all’applicazione della tecnologia del voto elettronico per le elezioni politiche. “Sull’inversione della opzione del voto –  ha proseguito Billi  – anche io non d’accordo e non sono d’accordo nemmeno sul divieto ad eleggere i membri dei Comites e del Cgie , perché questi possono portare competenze specifiche non solo dei paesi di provenienza ma anche sociali e politiche”. Billi ha poi ricordato come l’attuale Governo, nell’ambito delle politiche per gli italiani all’estero, abbia prorogato gli incentivi per il ritorno dei cervelli in Italia e varato gli incentivi per i pensionati. “Queste – ha aggiunto il Presidente del Comitato – sono piccole cose, un granello in un deserto di sabbia, perché la prima cosa che ci deve essere se vogliamo aiutare gli italiani a tornare in Italia è il lavoro,  senza il lavoro non vale nessun incentivo. Per quanto riguarda la riduzione dei parlamentari della circoscrizione Estero – ha continuato Billi – io sono d’accordo che se si riduce questa rappresentanza si indebolisce la forza e la voce degli italiani nel mondo,  è vero però che la riforma taglia tutti i parlamentari”. In proposito Billi ha anche ricordato come nella passata legislatura le forze di opposizione, che ora protestano per la riduzione dei parlamentari, abbiano approvato una riforma costituzionale che di fatto eliminava i 6 senatori della circoscrizione Estero.

 

Da parte sua di Ilaria Del Bianco (Unaie) ha chiesto di non guardare agli italiani all’estero come cittadini “che vengono qui a chiedere qualche cosa”, ma come una risorsa con un potenziale enorme per il nostro Sistema Paese . Per la Del Bianco bisogna sostenere ogni azione che vada nel senso di rendere strategico questa risorsa : “ Quindi il turismo di ritorno, l’investimento sulla lingua e il coinvolgimento dei giovani chiedono anche nuovi linguaggi da parte nostra e da parte dello Stato italiano”.

E’ stata poi la volta del consigliere  Aniello Gargiulo (Cile)  che ha rilevato come gli italiani all’estero siano legati al concetto di patria rispetto al loro paese d’origine e che quindi l’arrivo del plico elettorale rappresenti per loro anche un momento di italianità. Gargiulo ha inoltre auspicato la creazione presso i consolati di registri elettorali per gli italiani all’estero aperti in maniera permanente.  Paolo Brullo (Germania) si è invece soffermato sul contributo che tanti pensionati italiani che rientrano in Italia dalla Germania danno all’economia del nostro paese grazie alle pensioni erogate dall’ente previdenziale tedesco.

Dal canto suo Andrea Mantione (Paesi Bassi) ha rilevato il rischio che le nuove assunzioni del personale per la rete consolare, anche  causa di quota cento e dei tempi necessari per la formazione, possano avere un impatto limitato. Mantione ha anche ribadito la necessità di eliminare il pagamento dell’Imu per la casa in Italia degli italiani all’estero.

Dopo l’intervento della deputata Pd Angela Schirò, eletta nella ripartizione Europa, che rispondendo al presidente Billi ha sottolineato come sia dovere dell’opposizione segnalare le preoccupazioni che emergono, ha ripreso la parola il Segretario Generale Michele Schiavone che ha ribadito come la questione della rappresentanza “sia uno dei nodi cruciali su cui il Cgie chiede al Governo di intervenire in quanto la rappresentanza è lo strumento per poter dare cittadinanza compiuta ai sei milioni di cittadini all’estero e agli italo discendenti”. “In questa occasione – ha aggiunto Schiavone – abbiamo dato informazione rispetto a quella che è la composita realtà degli italiani nel mondo e speriamo che nei programmi del Governo attuale possano essere prese in considerazione le istanze del Cgie… E’ opportuno – ha concluso il Segretario Generale – che la Conferenza Stato, Regione, Provincie autonome e Cgie si tenga  entro al più presto , perché sono passati undici anni dall’ultima volta che è stata convocata e la legge prevede che la sua convocazione avvenga ogni tre anni”. (G.M./Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform/a> | Designed by ComunicazioneInform