direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’audizione dei ministri degli Esteri e della Difesa sullo stato delle missioni in corso e degli interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione

CAMERA E SENATO

Davanti alle Commissioni riunite III e IV

 

Gentiloni: “L’attentato di Tunisi rilancia la necessità di avere una strategia per il Mediterraneo complessiva e non esclusivamente centrata sul tema del terrorismo. C’è bisogno di cooperazione economica , istituzionale e culturale”

Pinotti: “L’Italia terminerà l’impiego dei Nuclei militari di protezione imbarcati sulle navi mercantili italiane e interromperà la partecipazione alla missione Nato Ocean Shield. Il Governo ha ascoltato le deliberazioni del Parlamento, che richiedevano di riesaminare queste scelte in relazione allo sviluppo nella vicenda dei Fucilieri di Marina”

 

ROMA – Si è svolta ieri, davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato, l’audizioni del ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale Paolo Gentiloni e del ministro della Difesa Roberta Pinotti

sullo stato delle missioni in corso e degli interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione. La seduta si è aperta con un minuto di silenzio in memoria delle vittime dell’attentato di Tunisi.

“L’attentato di Tunisi – ha esordito il ministro Gentiloni – rilancia la necessità, da parte del Governo e del Parlamento, di avere una strategia per il Mediterraneo non esclusivamente centrata sul tema del terrorismo. Deve essere molto chiaro:  c’è una questione Mediterraneo, di cui un elemento è certamente la minaccia terroristica, che va però affrontata in modo complessivo. C’è quindi bisogno di cooperazione economica , istituzionale e culturale…. E’ inoltre necessario  – ha proseguito Gentiloni dopo aver auspicato più risorse per la cooperazione allo sviluppo –  un lavoro di isolamento delle posizioni estremistiche e terroristiche nelle comunità islamiche, ciò richiede anche un’attività di sostegno ai paesi chiave per la stabilità del Mediterraneo, dall’Egitto al Marocco, all’Algeria e in soprattutto alla Tunisia per la sua particolare fragilità, ma anche per l’esperienza di cui questo Paese è stato protagonista. Noi sappiamo infatti che in Tunisia c’è un governo a maggioranza laica di cui fa parte un ministro del lavoro del partito islamico”.

Gentiloni ha poi rilevato l’esigenza sia di un forte impegno dell’Unione Europea nell’agenda delle migrazioni, anche attraverso un maggiore sforzo economico e logistico dei paesi Ue sul versante dei programmi Triton e Frontex, sia di arrivare ad una stabilizzazione della Libia attraverso un processo di transizione. Dopo aver segnalato possibili futuri elementi di tensione per la missione Unifil al confine sud del Libano, il ministro si è soffermato sul caso dei marò italiani accusati in India dell’uccisione di due marinai. “Continuano i contatti fra i due Governi – ha spiegato Gentiloni – per la ricerca di una soluzione ‘concordata’ ad una vicenda che si protrae in maniera inaccettabile. Abbiamo posto con forza la questione al segretario generale dell’Onu,  sollecitando un intervento in questa direzione. Ban Ki Moon si è riservato di farlo nelle prossime settimane”. 

Dopo aver evidenziato come il Nord Africa rappresenti “la prima delle nostre preoccupazioni”,  anche il ministro della Difesa Pinotti si è soffermato sui tragici eventi di Tunisi : “a seguito dell’aggravarsi della minaccia terroristica, si è reso necessario un potenziamento del dispositivo aeronavale nel Mediterraneo centrale” con l’obiettivo di “tutelare i molteplici interessi nazionali, oggi esposti a crescenti rischi determinati dalla presenza di entità estremiste, e assicurare coerenti livelli di sicurezza marittima”. Il tutto integrato nell’operazione Mare Sicuro.

A fronte di un progressivo peggioramento del quadro di sicurezza in Libia, e del perdurante caos istituzionale, il ministro  ha annunciato la sospensione dell’attività in territorio libico, aggiungendo che “l’Italia è pronta a tornare a giocare un ruolo di rilievo in una futura, eventuale iniziativa della comunità internazionale che fosse volta alla stabilizzazione e alla ricostruzione istituzionale della Libia”.

La Pinotti ha poi ricordato come la comunità internazionale, incluso un consistente numero di Paesi arabi e di fede islamica, stia operando per contenere l’espansione dell’Isis tanto in Iraq quanto in Siria. Confermando i numeri già forniti – impiego nel corso dei primi nove mesi dell’anno di circa 525 militari – il ministro ha rilevato che “è in corso di pianificazione iniziale l’invio di un contingente di Carabinieri ai quali potrebbe essere affidata la responsabilità di supervisionare, con ruolo di leadership, la costituzione di Unità di polizia militare irachene”.

Passando alla crisi apertasi nell’est Europa, la Pinotti ha spiegato che la comunità internazionale è attivamente impegnata per la gestione della crisi, sia favorendo le trattative diplomatiche tra le parti, sia operando per un contenimento del conflitto. “L’Italia fa la sua pare anche in questo caso” ha aggiunto, spiegando che dal mese di gennaio siamo subentrati nel fornire, a turno con gli altri Paesi dell’Alleanza l’attività di polizia aerea nella regione del Baltico impiegando sette velivoli. Partecipazione che terminerà alla fine di agosto

Riguardo la presenza in Afghanistan la Pinotti ha ricordato che nel corso del 2015 è previsto il completamento della missione Resolute Support della Nato. Si modifica anche l’impegno italiano nella lotta alla pirateria. L’Italia continuerà a partecipare alla missione Atalanta, ma terminerà l’impiego dei Nuclei militari di protezione imbarcati sulle navi mercantili italiane e interromperà la partecipazione alla missione Nato Ocean Shield. Decisione presa “considerato il positivo trend rappresentato dalla diminuzione degli attacchi dei pirati negli ultimi mesi, nonché l’ormai avvenuto perfezionamento delle procedure che consentono di ricorrere alla difesa dei mercantili”. “Il Governo – ha spiegato il ministro – ha ascoltato le più recenti deliberazioni del Parlamento, in particolare quelle che richiedevano di riesaminare le scelte relative alla nostra partecipazione alle attività di contrasto in relazione allo sviluppo nella vicenda dei Fucilieri di Marina”. (Inform)

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