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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“L’attrattività dell’Italia nel mondo”, panel d’approfondimento della XV conferenza degli Ambasciatori italiani nel mondo

FARNESINA

 

ROMA – Nella XV conferenza degli Ambasciatori italiani nel mondo che ha concluso i lavori nella giornata  di ieri si svolto il panel “L’attrattività dell’Italia nel mondo”. Il dibattito si è aperto con le immagini di tre borsisti, tra i primi aderenti all’associazione  ‘alumni’ che riunisce studenti stranieri che si sono formati nel sistema italiano. Ha poi preso Pasquale Terracciano (Direttore Generale del Maeci per la Diplomazia Pubblica e Culturale del Maeci) con una riflessione sul tema del dibattito. “Si tratta di una dimensione del più ampio concetto di diplomazia pubblica. In linea con l’idea che vede la Farnesina svolgere un’azione di coordinamento della politica estera,  vogliamo rafforzare la reputazione internazionale dell’Italia coinvolgendo anche la società civile. Se vogliamo trasformare il nostro capitale di bellezza, cultura e tradizione in un capitale di influenza dobbiamo riuscire a comunicare i nostri messaggi identitari al singolo cittadino. Per questo vogliamo rafforzare la diplomazia culturale”, ha spiegato Terracciano auspicando anche una sostanziosa programmazione dal centro, l’apertura di nuove sedi e l’avvio di una riflessione su come allargare il pubblico soprattutto ai più giovani. L’Ambasciatore ha anche parlato della creazione del tavolo interministeriale volto all’individuazione dei migliori progetti per la formazione italiana nel mondo e ad  “intercettare un numero sempre maggiore di giovani che possano interessarsi al nostro modello formativo”. Sulla comunicazione Terracciano ha infino parlato di nuove collaborazioni e nuovi canali social che hanno contribuito ad ampliare il pubblico e a contrastare la disinformazione. Il  Direttore di Rai Parlamento Antonio Preziosi ha moderato il dibattito ricordando che nel video di apertura sono andati in scena tre studenti: una ragazza messicana, un ragazzo ghanese, una ragazza afgana. “Si tratta di lavorare per invertire la rotta rispetto alla cosiddetta ‘fuga dei cervelli’ promuovendo il modello formativo italiano nel mondo”, ha precisato Preziosi evidenziando l’importanza del ruolo del tavolo interministeriale per la formazione. Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha esordito ricordando la figura di Dante Alighieri che rivive attraverso una nuova opera cinematografica realizzata da Pupi Avati. “La nostra identità è un punto di forza per la nostra politica estera e attraverso la cultura si possono attirare anche investimenti nel nostro Paese. Vogliamo che le nostre intelligenze non se ne vadano all’estero e attirare in Italia le intelligenze altrui”, ha spiegato Tajani evidenziando come giovani stranieri formati in Italia potrebbero diventare ‘ambasciatori di italianità’ nei Paesi d’origine. “Giochiamo tutti dalla stessa parte e vogliamo costruire progetti tutti insieme per rendere protagonista il nostro Paese”, ha aggiunto il Ministro degli Esteri auspicando un connubio tra ricerca e impresa. “Si vince se la ricerca permette al sistema imprenditoriale di fare un passo avanti”, ha rilevato Tajani che con una metafora calcistica ha invitato “a giocare bene in trasferta ma anche in casa”.

“Il tavolo interministeriale , che ho convocato alla Farnesina e che si è riunito in queste settimane, ha prodotto un documento che identifica una serie di iniziative di breve e medio termine per innalzare il grado di attrattività delle nostre scuole, accademie e luoghi di cultura che di fatto è il programma di lavoro per i prossimi mesi”, ha anche dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara  Giuseppe Valditara ha parlato della necessità di sostenere la diplomazia italiana nella proiezione di un’immagine positiva dell’Italia all’estero puntando sull’eccellenza del sistema formativo. “Questa conferenza ha luogo in un contesto di cambiamenti e crisi globali. Per far crescere l’influenza del nostro Paese nel mondo è necessario un investimento comune dove la formazione rappresenti un fattore cruciale della politica estera”, ha spiegato Valditara parlando di un sistema formativo da rendere sempre più attrattivo. “Per questo è stato istituito un tavolo di lavoro inter-istituzionale per la promozione all’estero del nostro sistema scolastico e l’attrazione di studenti stranieri: occorre lavorare insieme per fare sistema”, ha aggiunto il Ministro dell’Istruzione tenendo conto della qualità e l’inclusività del modello italiano. “Chi studia la lingua italiana nelle nostre scuole o nelle sezioni di italiano all’estero è più propenso a iscriversi nelle nostre università o nei nostri percorsi post-diploma”, ha sottolineato Valditara che ha espresso soddisfazione per l’iter di rafforzamento, anche in termini numerici, del sistema scolastico italiano all’estero evidenziando l’ipotesi di progetti congiunti con quei Paesi che fossero interessati a inserire lo studio dell’italiano nel curriculum formativo per una “diplomazia della scuola”. Il Ministro dell’Università e della Ricerca, Annamaria Bernini, ha parlato dell’alta ricerca italiana e dell’innovazione. “Un sistema già ricchissimo sia in casa che in trasferta”, ha rilevato Bernini per allacciarsi alla metafora calcistica di Tajani. “Credo si debba mettere a sistema la ricchezza di questa rete pur avendo già implementato negli anni la qualità del sistema”, ha evidenziato Bernini. La Ministra ha poi precisato che ciò che è stato implementato dall’acceleratore rappresentato dal PNRR è anche il finanziamento dell’internazionalizzazione del sistema formativo all’estero, comprendendo la formazione artistica e musicale più la possibilità di creare un campus orientato all’area allargata ‘araba-mediterranea’ per un interscambio formativo. “Speriamo che i nostri studenti vadano a internazionalizzarsi per rendere sempre più grande il nostro Paese e che gli studenti stranieri a loro volta si ibridino della nostra cultura”, ha sottolineato Bernini. La Ministra ha anche dichiarato “Creare una rete funzionale delle infrastrutture creative italiane, nazionali ed estere, è lo scopo che ci siamo dati aderendo all’iniziativa di istituire una Cabina di regia interministeriale per l’attrattività e l’internazionalizzazione del nostro modello formativo. Gli atenei, i conservatori, le accademie, i centri di ricerca nazionali attraggono ogni anno giovani provenienti da tutto il mondo, che in Italia scelgono di studiare e lavorare perché qui c’è la storia, il presente e il futuro dell’arte e della ricerca. Il nostro obiettivo è fare un passo in più. Vogliamo che queste infrastrutture creative, attive in Italia ma anche all’estero, vengano messe a sistema, semplificando procedure e comunicando opportunità, per far crescere e rendere ancor più competitivo il nostro Paese anche grazie al prezioso contributo del corpo diplomatico”. Il regista e sceneggiatore Pupi Avati ha ricordato come il cinema sia purtroppo solo in parte assimilabile alla cultura. Il suo ultimo film è un progetto dedicato a Dante Alighieri. “Al cinema Eden c’erano mille ragazzi a vedere il film e finora 400mila studenti sono andati a vedere questo film. Stiamo sottovalutando la qualità dei nostri concittadini”, ha rilevato Avati che lamenta in ambito cinematografico soltanto una valutazione quantitativa dell’opera, cioè in base al numero degli spettatori e non in base alla qualità. “Ero un venditore di bastoncini di pesce”, prosegue con un aneddoto il regista per il quale la svolta fu la visione di un film che oggi non ha bisogno di presentazioni: ‘8 e mezzo’ diretto da Fellini. “Eravamo negli anni fantastici a ridosso del ’68 dove qualunque proposta era possibile: vorrei essere qua per ricandidare quell’idea di impossibile che frequentavamo allora. Potevamo sognare”, ha spiegato Avati ha poi auspicato un’Italia più ambiziosa che abbia un grande sogno senza dover pensare a un ‘piano B’ ma solo a un ‘piano A’ e sappia fare cose belle e importanti. Ha poi preso la parola il Ministro Tajani  che prendendo spunto dall’intervento dell’artista ha rilevato come nel corso della Conferenza sia emerso il medesimo concetto espresso da Pupi Avati : “essere un Pese più ambizioso e credere nell’Italia”.  Nel corso del dibattito si è anche parlato su come comunicare e far conoscere l’Italia nel mondo. Stefano De Alessandri (amministratore delegato ANSA) ha spiegato come questa agenzia stampa negli ultimi anni abbia investito sul fronte della tecnologia sviluppando nuovi servizi. “Nel 2022 ai 40 Paesi nei quali eravamo già presenti se ne sono aggiunti altri undici: Ucraina, Singapore, Sudafrica, Vietnam, Kenya, Grecia, Svezia e nelle prossime settimane anche Libia, Etiopia, Arabia Saudita e Kazakistan”, ha sottolineato De Alessandri precisando come ci siano stati recentemente anche numerosi accordi con agenzie di stampa internazionali.  Si tratta di accordi che consentono all’agenzia di diffondere notiziari in sei lingue: italiano, spagnolo, portoghese, inglese, arabo e cinese. A seguire si è parlato della consegna della borse di studio a cura della Fondazione Mama Sofia e di Luiss-Confindustria in memoria dell’Ambasciatore Luca Attanasio. Zakia Seddiki Attanasio (moglie di Luca Attanasio e presidente di Mama Sofia) ha parlato di questo progetto che mette al centro la lingua e la cultura italiana. “E’ un progetto che abbraccia dodici Paesi: Afghanistan, Albania, Algeria, Etiopia, Libia, Marocco, Niger, Nigeria, Repubblica del Congo, Repubblica Democratica del Congo, Somalia e Tunisia”, ha spiegato Zakia Seddiki che ha voluto ringraziare le istituzioni presenti e tutti i partner che hanno reso possibile il progetto finalizzato a 40 borse di studio da poter utilizzare per frequentare i corsi presso l’università telematica E-Campus. “L’obiettivo è coinvolgere istituzioni, imprese e organizzazioni del terzo settore per sviluppare progetti di alto interesse sociale”, ha concluso Zakia Seddiki. Paola Severino (vicepresidente Università Luiss) ha paragonato le università a dei “ponti” non solo tra sistemi culturali ma anche economici, unendo menti e talenti. “Trovo bellissimo il termine ‘diplomazia della scuola’”, ha commentato Severino che vede il mondo della scuola come ponte per abbattere i muri e per consentire scambi reciproci da portare avanti insieme al mondo delle imprese rappresentato da Confindustria. In particolare Severino si è riferita al programma di training da svolgere anche presso importanti multinazionali. Tramite lo strumento della borsa di studio sarà inoltre data la possibilità a studenti africani di frequentare corsi triennali e magistrali presso la Luiss. La parola è poi passata agli ambasciatori. Gianluigi Benedetti (Ambasciatore d’Italia in Giappone) ha evidenziato come nell’attuale situazione di crisi occorra rafforzare i partenariati esistenti. “Questo è proprio il caso del Giappone strategicamente importante per noi anche per le collaborazioni culturali e scientifiche”, ha spiegato Benedetti sottolineando naturalmente anche l’importanza delle relazioni economiche, nonché l’idea di una campagna di comunicazione per promuovere tanto le eccellenze universitarie quanto quelle scientifiche. Manuela D’Alessandro (Ambasciatrice d’Italia in Francia) ha parlato della Francia come di un “Paese chiave” nell’ambito della nostra azione diplomatica, culturale e formativa. L’Ambasciatrice ha rilevato anche come fra i francesi vi sia una grande ammirazione per la cultura italiana, “un capitale d’attrazione” che va alimentato ad esempio anche attraverso il rafforzamento delle cooproduzioni nel campo dell’editoria e del cinema. “Per attrare gli studenti in Italia – ha concluso l’Ambasciatrice – bisogna rafforzare le sinergie tra i sistemi di istruzione e rafforzare la presenza della lingua italiana nel sistema formativo locale”. Daniela D’Orlandi (Ambasciatrice d’Italia in Ghana) ha sottolineato come le borse di studio italiane siano particolarmente apprezzate in Africa e in modo specifico nel Ghana. “Appare molto utile l’iniziativa della Farnesina di istituire una rete degli alumni che sono destinati a divenire ambasciatori dell’Italia nel mondo”, ha poi aggiunto D’Orlandi. Maurizio Greganti (Ambasciatore d’Italia in Iraq) ha rilevato come Iraq sia  “un terreno privilegiato per la diplomazia culturale, con un potenziale vastissimo”. Un Paese che ha ritrovato stabilità ed è molto attratto dall’Italia e dalla cultura italiana. L’Ambasciatore ha anche ricordato come recentemente sia stato organizzato a Bagdad il forum delle antiche civiltà, l’Italia ha 19 missioni archeologiche in questo Paese,  testimonianza della tradizione culturale millenaria dell’Iraq. Fabrizio Lucentini (Ambasciatore d’Italia in Argentina) ha ricordato l’importanza anche numerica della collettività italiana in Argentina, con 1 milione e centomila connazionali presenti, dei quali il 90% è nato in Argentina. Nella maggior parte dei casi si parla di discendenti italiani di terza o quarta generazione. Un capitale su cui investire per alimentare un rapporto che va costruito quotidianamente.  In questo senso, per l’Ambasciatore, è importante da un lato alimentare l’informazione sul nostro Paese, per legare di più i nostri connazionali all’Italia, dall’altro promuovere il Soft power della cultura italiana. Lucentini ha inoltre parlato dell’esigenza di migliorare la proposta formativa universitaria italiana e di potenziare l’insegnamento della nostra lingua in Argentina ad esempio attraverso la creazione di un portale che connetta le sei scuole paritarie italiane con le università di Siena e di Perugia. Pierfrancesco Sacco (Ambasciatore d’Italia in Croazia) ha parlato della Croazia come di un Paese dalle dimensioni piccole ma dal reddito medio-alto e con una forte sensibilità identitaria in ambito culturale. L’Ambasciatore ha rilevato l’utilità di declinare localmente le attività di promozione culturale e linguistica per interagire meglio con le sensibilità locali. Sacco ha anche segnalato sia l’importanza della promozione integrata, sia la rilevante presenza della comunità italiana autoctona e di 15 scuole in lingua italiana.  Diego Ungaro (Ambasciatore d’Italia in Lituania) ha avanzato una riflessione su informazione, disinformazione e contro-informazione, un problema  molto sentito nei Paesi baltici. L’Ambasciatore ha anche posto il quesito di come crescere nella dimensione del mantenimento di piattaforme culturali storiche contro il cosiddetto revisionismo storico. Roberto Vellano (Ambasciatore d’Italia a Cuba) ha posto in evidenza l’importanza delle relazioni culturali come fattore di dialogo politico, di cooperazione e co-creazione. “Tutto questo in un Paese come Cuba, dalla forte identità culturale, si è rivelato un’arma vincente, perché attraverso la cooperazione riusciamo a realizzare un numero elevato di eventi”, ha spiegato Vellano.   L’Ambasciatore ha anche rilevato come la cultura rappresenti un fattore di sviluppo e di crescita. Inigo Lambertini (Ambasciatore d’Italia nel Regno Unito) ha voluto porre l’attenzione sulla questione degli stereotipi e dei luoghi comuni nei confronti dell’Italia e sull’importanza dei social per rispondere con efficacia a queste prese di posizione. L’Ambasciatore ha anche parlato dell’importanza di promuovere l’immagine della cultura italiana. Giorgio Starace (Ambasciatore d’Italia in Russia) ha voluto invece rivolgere un appello ai presenti affinché non sia cancellata la “grande cultura russa” ponendo sullo stesso piano cultura e politica. “I russi non devono essere lasciati soli e la cultura è un’arma fondamentale come la collaborazione universitaria e i coirsi di lingua”, ha spiegato Starace. Luigi De Chiara (Ambasciatore d’Italia in Messico) ha ricordato un’iniziativa promossa in Messico insieme alla Camera di Commercio a metà strada tra promozione del Made in Italy e promozione della cultura e del saper fare italiano. Una iniziativa, nel campo del design e della moda, realizzata  insieme a nove università italiane con un ciclo di quaranta incontri online aperti agli utenti sul web. Massimo Riccardo (rappresentante d’Italia presso l’Unesco) ha rilevato che quando le eccellenze italiane vengono proiettate nel sistema multilaterale diventano un ulteriore fattore di politica estera per l’Italia che consentono di interagire con gli altri Paesi maniera più efficace. La sessione si è conclusa con l’intervento del Viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli che ha ricordato come da sempre la Farnesina, tramite la sua rete diplomatica, punti molto nella mission culturale. Cirielli ha rilevato come oggi c’è una volontà di andare avanti in questa direzione, partendo dall’identità italiana e dal nostro unicum culturale, affinché Italia possa svolgere questo  ruolo  “con l’ambizione giusta”. Cirielli si è anche soffermato sulla questione Russia  “E’ chiaro che il Governo e la politica distingue il governo russo dai cittadini”, ha sottolineato Cirielli. (Inform)

 

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